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Covid-19, le opzioni sul tavolo dell’Eurogruppo

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

06 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Con il Mes tutti i paesi dell’area euro potrebbero accedere a una linea di credito fino al 2% del Pil

  • Il Cda della Bei ha discusso la costruzione di un fondo di garanzia per le imprese dal valore di 25 miliardi di euro

  • Ursula von der Leyen presenta “Sure”, un fondo europeo di 100 miliardi di euro contro la disoccupazione

In attesa della riunione dell’Eurogruppo del 7 aprile, Germania e Francia fanno fronte comune su una linea di credito “light” del Mes. Ma quali sono le altre opzioni sul tavolo? Secondo Paolo Gentiloni e Thierry Benton, potrebbe essere necessario anche un Fondo europeo per emettere obbligazioni a lungo termine

Circa quattro miliardi di abitanti, la metà della popolazione mondiale, hanno dovuto improvvisamente modificare la propria quotidianità per adeguarsi alle misure di contenimento della diffusione del covid-19. Una minaccia sanitaria ma anche uno shock economico che ha spinto i ministri delle Finanze dell’area euro a tentare di disegnare una risposta comune per fronteggiare l’emergenza. In attesa della riunione del Consiglio Economia e finanza dell’Eurogruppo del 7 aprile, Germania e Francia fanno fronte comune su una linea di credito “light” del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), con condizioni minime applicabili senza distinzioni a tutti i paesi richiedenti. In cosa consiste e quali sono le altre opzioni sul tavolo?

Mes, prestiti fino al 2% del Pil

Secondo l’European Daily: The EU’s Crisis Response di Goldman Sachs, sono quattro le risposte che saranno poste al vaglio dell’Eurogruppo: il Mes, i prestiti della Bei per le piccole e medie imprese, un fondo europeo contro la disoccupazione e un fondo di salvataggio per sostenere gli investimenti e la ricostruzione dei settori indeboliti dalla crisi sanitaria. Quanto al Mes, un meccanismo che emette prestiti ai paesi in difficoltà in cambio dell’approvazione di un rigido memorandum d’intesa, la proposta sul campo è quella di una riduzione delle condizioni di accesso e di un allungamento della durata del prestito fino a cinque anni, con possibilità di rinnovo. In questo modo, tutti i paesi dell’area euro potrebbero accedere a una linea di credito fino al 2% del Pil che rappresenterebbe circa 240 miliardi di euro.

Bei, fino a 200 miliardi per le imprese

Intanto, il Consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (Bei) lo scorso 3 aprile ha discusso la costruzione di un fondo di garanzia per le imprese dal valore di 25 miliardi di euro, che potrebbe sostenere investimenti fino a 200 miliardi. “L’intervento della Bei potrebbe essere rafforzato in futuro dal ricorso alle operazioni di rifinanziamento della Banca centrale europea, qualora dovesse affrontare un aumento dei costi di finanziamento sul mercato”, spiegano gli analisti di Goldman Sachs.

Il fondo “Sure” contro la disoccupazione

“Dobbiamo usare ogni mezzo a nostra disposizione: ogni euro disponibile nel bilancio dell’Unione europea verrà reindirizzato per affrontare la crisi”. Con queste parole la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato “Sure” (Support to mitigate unemployment risks in emergency), un fondo europeo di 100 miliardi di euro che permetterà di finanziare le casse integrazioni nazionali attraverso 25 miliardi di garanzie volontarie da parte degli Stati. Un’altra delle opzioni sul tavolo dell’Eurogruppo che potrebbe contribuire a preservare i posti di lavoro dopo il lockdown, che ha costretto migliaia di aziende alla sospensione totale o parziale delle attività.

Le Maire: un fondo di solidarietà per i settori in crisi

Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, si prepara invece a presentare l’istituzione di un fondo di solidarietà per finanziare ospedali e sostenere i settori in difficoltà, tra cui quello dell’aeronautica, dell’industria automobilistica e del turismo. “Un fondo di investimento di lungo termine che mostri sia la solidarietà dei paesi europei sia la nostra capacità di rilanciare l’economia dopo la crisi”, ha spiegato Le Maire in un’intervista sul canale televisivo francese “France 2”. Si tratta comunque di una delle proposte “meno avanzate – commentano gli analisti di Goldman Sachs – in quanto non vi è alcuna indicazione né sulle dimensioni né sul finanziamento di tale meccanismo”.

Un fondo europeo per obbligazioni a lungo termine

Intanto, arriva anche l’appello del Commissario europeo per gli Affari economici Paolo Gentiloni e del Commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Benton. In un intervento firmato congiuntamente per Il Corriere della Sera, i due economisti hanno sostenuto la necessità di un ulteriore pilastro per i finanziamenti europei, un fondo europeo concepito per emettere obbligazioni a lungo termine dotato di una governance che permetta “di evitare qualsiasi moral hazard, in particolare per quanto riguarda l’obiettivo dei finanziamenti che potrebbero essere strettamente circoscritti agli investimenti comuni di rilancio industriale legati alla crisi attuale”, spiegano. Un’idea che potrebbe consentire di anticipare e completare “l’aumento del bilancio dell’Unione europea che la presidente Von Der Leyen ha dichiarato di auspicare”.

Goldman Sachs: Mes e Bei le più probabili

Quali potrebbero essere dunque le soluzioni adottate dall’Eurogruppo? Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il Mes e il fondo di garanzia della Bei sono le opzioni più probabili nel breve periodo, in quanto si tratta di strumenti già operativi. Ciononostante, “sebbene un accordo su queste misure invierebbe un segnale positivo in termini di solidarietà e coordinamento”, spiegano, non risulterebbero comunque sufficienti per far fronte al considerevole costo della crisi.

Rita Annunziata
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