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Covid-19: -18mila miliardi di ricchezza nel mondo

Covid-19: -18mila miliardi di ricchezza nel mondo

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

09 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Gli analisti di Capgemini prevedono un calo della ricchezza globale tra il 6% e l’8% alla fine di aprile 2020, rispetto a dicembre 2019

  • La pandemia ha avuto pesanti ripercussioni per gli individui ad alto reddito, bisogna però guardare avanti visto i nuovi trend che si stanno andando a sviluppare. Il report evidenzia tre tendenze: la sostenibilità, la personalizzazione e la tecnologia

La pandemia ha avuto effetti pesanti nel mondo della ricchezza. Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Capgemini, infatti, il covid-19 non solo ha eliminato diversi miliardi di dollari dai mercati, ma ha anche ribaltato il trend positivo in merito alla crescita degli individui ad alto reddito

Il covid-19 colpisce la ricchezza. La pandemia ha infatti eliminato più di 18mila miliardi di dollari  dai mercati globali tra febbraio e marzo 2020.

E si prevede un calo della ricchezza globale tra il 6% e l’8% alla fine di aprile 2020, rispetto a dicembre 2019. Questo quanto emerge dal report: “World Federation of Exchanges”, pubblicato da Capgemini. Questa frenata va dunque a danneggiare il trend in crescita che si stava andando a consolidare da diversi anni a questa parte. E infatti la popolazione degli High Net Worth Individual  (Hnwi) nel 2019, e la relativa ricchezza erano aumentati di quasi il 9% a livello globale, nonostante il rallentamento dell’economia mondiale, la guerra dei dazi e le tensioni geopolitiche. La crescita è stata trascinata dall’aumento della ricchezza in Nord America e in Europa (rispettivamente dell’11% e del 9%). L’Italia, l’anno scorso, ha visto un +8%, in linea con quanto si è verificato a livello internazionale.  Tuttavia il boom dell’anno precedente è stato offuscato da uno scenario incerto, visto che le attese del Fondo Monetario Internazionale sull’economia globale stimano un calo del 4,9% nel 2020. E anche gli stessi analisti di Capgemini hanno previsto un possibile calo della ricchezza.

La pandemia ha quindi avuto pesanti ripercussioni per gli individui ad alto reddito. Bisogna però guardare avanti visto i nuovi trend che si stanno andando a sviluppare. Il report, in particolare, ne evidenzia tre: la sostenibilità, la personalizzazione e la tecnologia.

Investimenti green

La sostenibilità sta guadagnando sempre più terreno dopo la pandemia. E infatti il segmento degli ultra-Hnwi risulta essere molto attivo su questi temi, tanto che il 27% ha espresso interesse per gli investimenti sostenibili, mentre il 40% si è detto disposto a investire in sostenibilità. Gli Hnwi prevedono di destinare il 41% del loro portafoglio a questo genere di prodotti entro la fine del 2020. E il 46% entro la fine del 2021. Le ragioni principali che spingono l’interesse degli Hnwi verso questi investimenti sono i rendimenti più elevati e i rischi più bassi.

Il 39% si aspetta infatti di ottenere rendimenti maggiori dai prodotti di investimento sostenibili, mentre il 33% considera questi una tipologia di investimenti solidi e, al contempo, meno speculativi. Il 26% punta invece su questi prodotti perché vuole offrire il proprio contributo positivo alla società.

La personalizzazione

Questo aspetto sta diventando fondamentale per i clienti private. E infatti gli Hnwi stanno diventando sempre più critici in merito alle commissioni dei gestori patrimoniali. Il 33% afferma di non essere contento dei tassi del 2019. E la percentuale dovrebbe aumentare a causa della volatilità dei mercati. Questo potrebbe però essere una causa per lasciare la banca private di riferimento. E infatti secondo il report più di un Hnwi su cinque potrebbe cambiare il proprio wealth manager di riferimento l’anno prossimo, citando le commissioni elevate come principale causa nel 42% dei casi.

Gli individui ad alto reddito hanno anche evidenziato di preferire le commissioni basate sulla performance e sui servizi rispetto a quelle sugli asset, fattore che si traduce in una maggiore aspettativa sul valore offerto per via delle fee applicate. E infine prima della pandemia (gennaio-febbraio 2020), gli investitori hanno dichiarato di essere poco soddisfatti dei touchpoint del client journey relativi a servizi e informazioni personalizzate della loro azienda (più del 60% ha affermato di aver riportato esperienze insoddisfacenti).

La tecnologia

Avere una piattaforma, per accedere ai propri servizi bancari poco agevole non gioca a favore della banca. E infatti più del 40% degli Hnwi intervistati da Capgemini ha affermato che un’esperienza positiva presso i touchpoint ha un forte impatto sull’impressione generale di una società di wealth management. Percentuale che è destinata ad aumentare sulla scia alla pandemia del coronavirus.

Il tema della tecnologia è molto spesso sottovalutato dai gestori patrimoniale. Tanto da non considerare la concorrenza delle BigTech. Gli Hnwi sono invece fermamente convinti che i colossi del Web siano in grado di riportare performance superiori rispetto ai wealth manager tradizionali in termini di accesso alle informazioni e servizi a valore aggiunto. E infatti il 74% ha dichiarato di essere disposto a prendere in considerazione le offerte di gestione patrimoniale delle BigTech. La percentuale sale al 94% per gli Hnwi che affermano di poter cambiare la società di gestione di riferimento patrimoniale nei prossimi 12 mesi.

Giorgia Pacione Di Bello
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