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Cosa aspettarsi nel breve dal protezionismo di Trump? La riflessione di UBS

Cosa aspettarsi nel breve dal protezionismo di Trump? La riflessione di UBS

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Aprile 2018
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  • L’esito complessivo determinato dai nuovi dazi americani è al momento difficile da prevedere. Innanzitutto bisogna attendere le reazioni dei concorrenti commerciali degli USA.

  • Il WTO consente ai Paesi che ritengono di essere stati ingiustamente penalizzati dal protezionismo di rispondere in modo “proporzionale e giustificato”.

  • Gradite sorprese potrebbero giungere dalla pratica americana del linkage: concessioni in un ambito subordinate alla collaborazione in un altro.

Gli effetti del nuovo protezionismo americano non si sono ancora manifestati, e non è detto che vadano nella direzione da tutti paventata. Mark Haefele di UBS spiega perché.

Il birillo del protezionismotrumpianoè stato colpito, e i suoi risultati sono ancora difficili da prevedere. Questa almeno è l’idea diMarkHaefele,ChiefInvestmentOfficerdiUBSGlobalWealthManagement. Una voce fuori dal coro. “Se perfino GaryCohn, ex consulente economico della Casa Bianca, è stato coltodi sorpresa dalle decisioni prese nella stanza accanto, ci sembra impossibile determinareoggi l’esito complessivo […] delle nuove politiche commerciali statunitensi”. Anzi, prosegueHaefele“crediamo che sia semplicementetroppo presto per prepararsi a un esitodisastroso [del nuovo protezionismo]e non riteniamo impossibileche si producano esiti positivi”.Una volta chiarita la portata delle nuove tariffe nelle prossime settimane, bisognerà attendere lareazione deipartner commerciali degli Stati Uniti. In primisla Cina.Il rischio maggiore è quello di un vorticedi ritorsioni che potrebbe sfociare in una verae propria guerra commerciale. È difficile infatti che Pechino resti a guardare, sarebbe dal suo punto di vista un segno di debolezzapolitica.Inoltre, le normedell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) consentono aiPaesiche ritengonodi essere stati ingiustamente penalizzati di rispondere in modo “proporzionale e giustificato.

Illustrazione uomo con cappello americano e un sacco di soldi in manoLe autorità cinesi potrebbero dunque ostacolare le multinazionali americaneche cercano di fare affari in Cina, oppure prendere di mira i settori in cui gli Stati Unitivantano un avanzocommerciale e per i quali non mancano sostituti immediatamentedisponibili: agricoltura e motori. Il governo USApotrebbe a suavolta reagirecon ulteriori rappresaglie, ecc.Sarebbeperòsemplicistico considerare solo i potenziali esiti negatividel protezionismo americano.La politica estera di Washingtonfunziona a colpi dilinkage, ossia unastrategia in base alla quale si fanno concessioni in un ambito subordinandolealla collaborazione in un altro.E’possibileallorache gli Stati Uniti accettino comemoneta di scambioper le trattative commercialiuna maggiore cooperazione in altre aree, come la sicurezza nazionale.

Principali aree di libero scambio
Fonte: limesonline.com

A questo proposito, forse non è solo una coincidenza chegli apparenti progressisul fronte dei rapporti con la Corea del Nord vadano di pari passo con l’inasprimentodel protezionismo USA.Oggi letariffe medieapplicate dagli Stati Uniti sono tra le più basse del mondo e si attestanoal di sotto di quelle di Cina, Unione europea, Canada e Messico.

Dazi applicati dagli Stati Uniti
UBS WM CIO

KevinHassett, consigliere economico diTrump,dichiara che l’obiettivodel protezionismoè quello di ottenere “simmetria e reciprocità”. Se questa posizione sarà ritenuta credibile,altri paesi potrebbero essere incentivati a ridurre le proprie tariffe nei confrontidegli Stati Uniti, anziché aumentarle.Ipartner commerciali degli Stati Uniti potrebbero ritenere inutiledi applicare nuovi dazi aprodotti americani: gli stessiverrebbero subitoeguagliati. Potrebbeal contrario rivelarsi utile decidere di ridurrele proprie tariffe o cercare dimigliorare le relazionicon gli USAin altri settori. Ad esempio,l’Europapotrebbe farsi carico di una quota più alta delle spese della NATO o decidere dinon introdurre una nuova imposta sulle grandi aziende tecnologiche.E ancora, “La Cinapotrebbe offrirsi di migliorare le tutele per i diritti di proprietà intellettuale,ampliare l’accesso al suo mercato interno, modificare le norme relative agli investimentidiretti esteri, ridurre le sovvenzioni a certi settori, allentare i requisiti perla concessione di licenze locali o creare opportunità per investire nel programmaMade in China 2025.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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