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Corporate governace degli emergenti in miglioramento

Corporate governace degli emergenti in miglioramento

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Redazione We Wealth
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03 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I miglioramenti della governance nei mercati emergenti sono stati disomogenei. Nell’insieme, si uò dire che i progressi fatti in diversi settori sono incoraggianti. Un esempio emblematico viene dai principi contabili

  • I critici osservano che le riforme della corporate governance dei Me non si sono spinte abbastanza avanti, ed esiste un motivo per questo

Chetan Sehgal e Andrew Ness di Franklin Templeton Emerging Markets Equity spiegano come I mercati emergent hanno fatto passi in avanti per quanto riguarda la corporate governance. La strada da fare è però ancora lunga

I mercati emergenti hanno fatto passi da gigante per quanto riguarda  la corporate governance, ma ci sono ancora molti passi da fare. Chetan Sehgal e Andrew Ness di Franklin Templeton Emerging Markets Equity spiegano i passi intrapresi da alcuni regolatori e società nelle economie emergenti per migliorare la corporate governance.

E dunque, i miglioramenti della governance nei mercati emergenti (Me) sono stati disomogenei. Nell’insieme, tuttavia, “i progressi da noi osservati in diversi settori sono incoraggianti. Un esempio emblematico viene dai principi contabili. Gli standard locali si sono allineati in misura crescente a quelli riconosciuti a livello internazionale, dando impulso alla qualità dell’informazione e alla trasparenza. Il Brasile, ad esempio, è uno dei paesi emergenti ad aver adottato integralmente i principi contabili internazionali dell’International Accounting Standards Board” spiegano Sehgal e Ness.

Le autorità di regolamentazione hanno inoltre adottato misure per conferire maggiori poteri agli azionisti di minoranza, dando loro maggior voce in capitolo, ad esempio, sulle operazioni con parti correlate. Nel suo studio annuale sulla facilità di fare impresa in tutto il mondo, la Banca Mondiale ha osservato che le economie a basso reddito hanno recuperato il ritardo rispetto ai loro omologhi ad alto reddito per quanto riguarda la trasparenza delle operazioni con parti correlate negli ultimi 10 anni. In India, l’autorità di regolamentazione dei valori mobiliari ha recentemente inasprito le norme sui pagamenti di royalty effettuati dalle società quotate a parti correlate – i pagamenti al di sopra di un certo livello richiedono l’approvazione degli azionisti (escludendo le parti correlate dal voto).

Inoltre, “abbiamo rilevato un maggiore impegno delle società dei Me nel generare valore per gli azionisti, sia attraverso l’aumento dei dividendi che attraverso il riacquisto di azioni proprie. E, in generale, hanno buone possibilità di riuscirci, grazie all’impennata dei flussi di cassa liberi. La ricerca di rendimento in un contesto di bassi tassi di interesse ha aumentato le pressioni sulle aziende affinché distribuiscano maggiore liquidità agli azionisti” sottolineano Sehgal e Ness.

Aspetti critici

I critici osservano che le riforme della corporate governance dei Me non si sono spinte abbastanza avanti, ed esiste un motivo per questo. Mentre alcune economie hanno rafforzato le loro istituzioni pubbliche, altre sembrano aver fatto troppo poco. Nell’ultimo studio sugli indicatori di governance a livello mondiale, il gruppo delle economie a basso reddito ha confermato il ritardo rispetto ai mercati ad alto reddito in termini di qualità della regolamentazione. Le precedenti crisi finanziarie hanno messo in evidenza i pericoli di un allentamento normativo, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio del debito. A causa della quantità crescente di debito in valuta estera accumulato collettivamente negli ultimi anni, la capacità dei Me di servire o rifinanziare i loro prestiti è sotto stretta sorveglianza.

Nel frattempo, la protezione degli azionisti di minoranza rimane una questione spinosa. Riteniamo che le autorità di regolamentazione e le società possano fare di più per promuovere l’equo trattamento delle minoranze nei Me, ad esempio migliorando la divulgazione delle operazioni con parti correlate o richiedendo l’approvazione degli azionisti per tali operazioni.

Positività per la governance

Sehgal e Ness sono convinti che un miglioramento della governance sia diventato un tema strutturale che agisce come da propulsore per le azioni dei mercati emergenti. Riteniamo inoltre che gli investitori attivi siano favoriti nel cogliere questo elemento positivo. Le differenze linguistiche e nelle norme in materia di divulgazione possono ostacolare la raccolta di informazioni. Soprattutto, le analisi tendono ad essere retrospettive, ossia tenderanno a escludere le aziende con un rating basso benché pronte al cambiamento.

In tema di valutazione delle condotte aziendali, non vediamo reali alternative alla ricerca bottom-up di tipo tradizionale. Attraverso visite aziendali sul territorio, interazioni dirette con il management e altre forme di ricerca sul campo, gli investitori attivi hanno maggiori probabilità di capire più a fondo l’approccio delle aziende verso la governance e la loro propensione per le riforme.

Redazione We Wealth
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