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Coronavirus e Pil Italia, servono misure a livello europeo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

10 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “Sarebbe fondamentale, fin d’ora, affiancare all’azione dei singoli Paesi modalità di intervento definite a livello dell’intera euro zona, inclusa la possibilità di emettere debito con garanzia europea”

  • “Sosterremo l’Italia e gli italiani con ogni mezzo e misure a disposizione”, ha fatto sapere Ursula Von der Leyen

Il Pil dell’Italia è in contrazione per lasciare campo alle misure per debellare il coronavirus. Adesso è però ora che l’Unione europea faccia la sua parte, concedendo uno sforamento del deficit perché si possa continuare a finanziare la lotta all’epidemia. I primi riscontri sembrano positivi

Il Paese si è fermato per dare spazio alla lotta contro il coronavirus, ma il Pil si sta sgonfiando a vista d’occhio e servono misure a livello Ue. Non c’è più tempo e l’Italia ha bisogno di un sostegno di bilancio serio a livello europeo. “Affidarsi solo alle politiche nazionali rischia di lasciare un’eredità difficilmente gestibile in futuro, soprattutto nei paesi che partono da una situazione finanziaria vulnerabile con impatti sfavorevoli anche sull’intera area euro”. La voce è quella ufficiale dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb).

Coronavirus, il Pil dell’Italia sotto attacco

“Sarebbe fondamentale, fin d’ora, affiancare all’azione dei singoli Paesi modalità di intervento definite a livello dell’intera euro zona, inclusa la possibilità di emettere debito con garanzia europea”. Si legge questo, nella relazione Upb del 9/3/2020. I vertici dell’Ue sembrano sulla stessa linea d’onda del governo italiano. Sempre nella stessa giornata infatti il vicepresidente della Commissione europea Dombrovskis ha fatto sapere di elogiare “le autorità italiane per le misure coraggiose che hanno preso. Sappiamo che metteranno sotto tensione gli italiani, ma è meglio prendere queste misure pesanti ora, per proteggere quante più persone possibile dal virus”.

“Sosterremo l’Italia e gli italiani con ogni mezzo e misure a disposizione”, ha poi aggiunto, facendo eco alle parole della presidente Ursula Von der Leyen.

Politiche che dovrebbero arrivare a breve. Nella mattinata del 9 marzo infatti il premier Giuseppe Conte ha avuto una conversazione telefonica con la Von der Leyen e dal colloquio è emersa piena la condivisione per un rafforzato coordinamento europeo, con interventi di tipo economico e regolamentare. Responso positivo per Giuseppe Conte anche dal presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

Giuseppe Pisauro, presidente dell’Upb, ribadisce che “affidarsi solo alle politiche nazionali rischia di lasciare un’eredità difficilmente gestibile in futuro, soprattutto nei paesi che partono da una situazione finanziaria vulnerabile con impatti sfavorevoli anche sull’intera area euro”. Per questo motivo è fondamentale da adesso “affiancare all’azione dei singoli Paesi modalità di intervento definite a livello dell’intera eurozona, inclusa la possibilità di emettere debito con garanzia europea”.

Le voci del mondo finanziario

Il cio di Credti Suisse, Michael Strobaek auspica una maggiore efficacia dell’azione politica. “I politici devono diventare molto più efficaci in termini di interventi di politica monetaria e di misure fiscali di impatto (tagli e maggiore spesa). I mercati si stanno muovendo rapidamente; se i governi non prendono una posizione e non fanno niente i mercati potrebbero andare di male in peggio. Quello che vediamo in Italia è un buon esempio di politiche che possono mitigare gli effetti legati al coronavirus e sottoscrivere una ripresa economica”.

Pil Italia, recessione in arrivo

Jack Allen-Reynolds, economista senior in Europa di Capital Economics, prevede una forte contrazione del Pil dell’Italia sia nel primo che nel secondo trimestre, per un calo complessivo del 2% circa nell’intero 2020. Questo però si verificherebbe nella più rosea delle ipotesi, se la crisi dovesse rientrare ad aprile, con successiva graduale eliminazione delle restrizioni. Ma le prospettive sono peggiori. Tuttavia, se la quarantena dovesse durare fino alla fine del secondo trimestre, l’economia italiana crollerebbe “del 4,5% nel periodo di riferimento, un livello mai visto nemmeno al culmine della crisi finanziaria del 2008”. Dello stesso avviso gli analisti di Citi, i quali prevedono una contrazione del Pil italiano simile a quella del 2008. Le restrizioni “aumenteranno ulteriormente l’impatto negativo sulla domanda, che riteniamo sarà significativamente maggiore di quello sull’offerta”. Berenberg dal canto suo si aspetta che il Pil si contrarrà dello 0,8%. Per fine anno gli analisti si aspettano una contrazione del prodotto interno lordo dell’1,2%.

Ed è un peccato. La produzione industriale italiana aveva infatti mostrato un recupero superiore al previsto a gennaio. “In assenza dello shock da CoVid19, il dato avrebbe segnalato una possibile ripresa del Pil nel primo trimestre”. Ora però questa “è messa a repentaglio dagli interventi necessari a contenere l’epidemia, il cui effetto potrebbe farsi sentire, in misura anche maggiore, nel trimestre primaverile”. L’avvertimento giunge da Paolo Mameli, senior economist della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.

Sosterremo l'economia con ogni mezzo
BY Ursula Von der Leyen
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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