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Coronavirus: per gli over 60 la recessione è vicina

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

05 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Passato lo tsunami del coronavirus la maggior parte degli investitori si è rasserenata e ha recuperato l’entusiasmo perso

  • Gli investitori più anziani, se con i primi mesi del coronavirus non sono stati poi così tanto pessimisti, hanno rivisto la loro posizione (in senso negativo) in questi ultimi mesi

La maggior parte degli investitori pensa che il peggio sia passato e dunque che sia il momento di essere più positivi. Mentre durante il lockdown più del 75% pensava che una recessione fosse vicina, adesso la percentuale è calata

Per gli investitori over 60 la recessione è dietro l’angolo. A dirlo è l’ultima ricerca pubblicata da SpectremGroup, società di analisi patrimoniale, che ha analizzato il sentiment degli investitori.

Stando ai dati nel periodo di inizio lockdown (metà marzo) gli investitori più giovani prevedevano una recessione economica quasi certa. Più del 75% della generazione X e dei baby boomber avevano infatti sentori negativi. E questo ha avuto ripercussioni anche sul mercato. Molti hanno venduto pacchetti interi di azioni e hanno certo di disinvestire la maggior parte dei propri asset. Di contro gli over 60 stavano sì vivendo un clima buio ma non così tanto rispetto ai loro colleghi investitori. Infatti, solo il 60% risultava essere preoccupato e prevedere una recessione nel imminente futuro.

Passato lo tsunami del coronavirus, o meglio il periodo più duro dal punto di vista sanitario, la maggior parte degli investitori si sono rasserenati. E dunque la loro fiducia nel mercato finanziario è iniziata a salire. C’è da dire che c’è sempre un’ombra di scetticismo e di paura, ma i dati sono in calo. E dunque se prima più del 75% degli investitori “giovani” pensava che una recessione fosse imminente, adesso la percentuale è scesa al 70%. La poca fiducia che è stata recuperata è direttamente collegata al calo delle vittime da coronavirus e dalle conseguenti riaperture nei vari paesi.

C’è però da sottolineare che i più anziani non la pensano allo stesso modo. E infatti se durante il periodo più critico, quando la crisi sanitaria era un’emergenza mondiale, solo il 60% pensava ad una possibile recessione, adesso la percentuale è salita al 69%. Secondo questi investitori non ci sarebbe dunque da essere tanto sereni e ottimisti perché una crisi sarebbe alle porte. Per il momento queste aspettative non hanno però fatto cambiare il posizionamento nei vari portafogli. Ma c’è anche da dire che i pensionati, rispetto ai clienti attivi (chi lavora), hanno tendenzialmente investimenti meno esposti sul mercato finanziario. E dunque probabilmente non avranno da fare molti spostamenti nel lato portafogli.

Giorgia Pacione Di Bello
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