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Coronavirus, ok Ue a deficit. Stanziati 25 miliardi di aiuti

Coronavirus, ok Ue a deficit. Stanziati 25 miliardi di aiuti

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri assicura che il decreto sulle misure economiche arriverà “venerdì”. Grazie a esso, saranno disponibili subito 12 miliardi. La cifra corrisponde a circa la metà dei 25 miliardi di euro stanziati per l’emergenza nel bilancio dello Stato

  • Si tratta di uno scostamento dagli obiettivi di finanza pubblica per un importo fino a 20 miliardi di euro, pari all’1,1% del Pil. L’ampiezza delle misure porterebbe il deficit per il 2020 al 2,7% del Pil

  • La richiesta di sforamento del deficit giunge proprio quando l’indebitamento netto dell’Italia era ai minimi da dodici anni

Dalla Ue arriva il consenso allo sforamento del deficit per l’emergenza coronavirus. Venerdì 13/3 il decreto con le misure economiche: 12 miliardi si potranno utilizzare subito. E intanto l’Oms dichiara: è pandemia

Crisi da coronavirus: ignota per dimensione e durata

La dimensione economica della crisi “dipenderà dall’evoluzione in altri paesi”. Durante l’audizione dell’11 marzo 2020 presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato sullo scostamento di bilancio, il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha ribadito che è attesa “una rilevante contrazione del Pil in media d’anno”. Ma ha anche aggiunto che c’è “incertezza elevata” sul suo ammontare e la sua durata, proprio per l’elevata interdipendenza delle economie globali. Nemmeno a farlo apposta, in serata arriva la dichiarazione ufficiale del direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus: è pandemia.

Il ministro assicura che il decreto sulle misure economiche sarà varato “venerdì” e sarà da “12 miliardi” da utilizzare subito. La cifra corrisponde a circa la metà dei 25 miliardi di euro di maggiori stanziamenti nel bilancio dello Stato. Si tratta di uno scostamento dagli obiettivi di finanza pubblica per un importo fino a 20 miliardi di euro, pari all’1,1% del Pil. Gualtieri ha poi auspicato “l’unità dell’Europa” in quanto “risorsa indispensabile”. Per tal motivo, si lavorerà per il massimo grado di integrazione”.

Deficit da coronavirus sì, ma sostenibile

La richiesta di sforamento del deficit giunge proprio quando l’indebitamento netto dell’Italia era ai minimi da dodici anni. Secondo gli ultimi dati Istat infatti l’indebitamento netto del 2019 sii attesterebbe all’1,6% del Pil, inferiore di oltre mezzo punto percentuale sia al dato del 2018. L’ampiezza delle misure (1,1%) porterebbe quindi il deficit per il 2020 al 2,7% del Pil”. Lo stato di salute della finanza pubblica italiana “non mette dunque a repentaglio la sostenibilità di lungo termine delle nostre finanze pubbliche. Quando questa fase sarà dietro di noi riprenderà il percorso di aggiustamento e quello di crescita”.

Gualtieri ha auspicato poi “l’unità dell’Europa” in quanto “risorsa indispensabile”. Per tal motivo, si lavorerà per il massimo grado di integrazione”.

In questo momento in Europa siamo tutti italiani
BY Ursula Von der Leyen

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si era già espressa favorevolmente nella giornata del 10 marzo. “Useremo tutti i mezzi per assicurarci che l’economia europea superi questa tempesta”, aveva detto al termine del summit in videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell’Unione. “Dobbiamo evitare che il coronavirus sia uno choc come quello del 2008, se non peggiore”.

Attesa per l’azione Bce

Christine Lagarde ha assicurato che l’Eurotower adotterà diverse misure per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus. Stando a quanto riporta Bloomberg, Lagarde avrebbe spiegato che la Bce “guarderà a tutti gli strumenti disponibili, fra cui finanziamenti a bassissimo costo e liquidità”. Anche Lady euro paventa “uno scenario come quello della grande crisi finanziaria del 2008”.

Tasse, mutui, contributi, imprese

Il deficit per sconfiggere gli effetti del coronavirus passa anche dagli “adempimenti per venire incontro alle oggettive difficoltà di contribuenti e operatori del fisco”. Per assicurare un adeguato sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi potranno introdursi “misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi“.

Si prevede che le imprese potranno continuare a beneficiare delle aperture di credito accordate ma non ancora utilizzate. Dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Sace arriveranno fondi pari a 7 miliardi per sostenere le imprese. Tre miliardi saranno impiegati per garantire tassi calmierati alle piccole e medie imprese dalle istituzioni finanziarie aderenti alla “piattaforma imprese”. Quattro miliardi invece andranno a sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle imprese.

Teresa Scarale
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caporedattore
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