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Coronavirus: le mosse delle banche centrali dopo la Bce

Coronavirus: le mosse delle banche centrali dopo la Bce

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

13 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dopo l’intervento della Lagarde, arrivano nuove misure dalle altre banche centrali

  • Le nuove mosse degli istituti centrali, dalla Norges Bank alla Boj

Dopo la risposta della Bce, che delude i mercati, arrivano nuove mosse dalle altre banche centrali per far fronte all’emergenza covid-19

Banche centrali in movimento dopo le parole della Lagarde. Venerdì 13 marzo, all’indomani della disastrosa seduta di giovedì, le borse hanno rimbalzato.

In una riunione straordinaria, giovedì 12 marzo, il Comitato per la politica monetaria e la stabilità finanziaria della Banca centrale norvegese ha votato all’unanimità di ridurre i tassi di interesse di 0,50 punti percentuali, passando dall’1,5 all’1%. Questo per far fronte all’emergenza coronavirus, che, spiega la “Norges Bank”, porterà l’attività nell’economia norvegese a “diminuire considerevolmente”.

“Un tasso di interesse più basso non può impedire all’epidemia del coronavirus di avere un impatto sostanziale sull’economia norvegese, ma potrebbe attenuare la recessione e mitigare il rischio di effetti più persistenti sulla produzione e sull’occupazione” si legge nel comunicato della Banca centrale norvegese.

 

Quella “Norges Bank”, non è l’unica mossa delle banche centrali, dopo che, giovedì, la Lagarde ha annunciato la decisione della Bce di ampliare il programma di quantitative easing (120 miliardi aggiuntivi per il 2020) lasciando però i tassi invariati. Misure non apprezzate dai mercati, che hanno chiuso la giornata di giovedì in profondo rosso, con Piazza Affari che ha messo a segno il peggior ribasso della storia ( -16,9%).

Dopo la mossa a sorpresa dello scorso 3 marzo, in cui la Fed ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 50 basis point, la Banca centrale statunitense è scesa nuovamente in campo giovedì, annunciando una maxi iniezione di liquidità di 1.500 miliardi di dollari, con tre nuove operazioni repo da 500 miliardi in settimana, due con scadenza a tre mesi giovedì e venerdì e una a un mese venerdì.

La Bank of Canada segue la Fed annunciando 7 miliardi  di dollari di liquidità per il sistema bancario del paese e ampliando il suo programma di riacquisto di obbligazioni.

Mega iniezione di liquidità anche dalla Banca centrale australiana. Venerdì la Rba ha iniettato liquidità per 8,8 miliardi di dollari australiani (5,5 miliardi di dollari) tramite operazioni repo.

Sempre nel corso della mattinata di venerdì, si è mossa anche la Banca centrale del Giappone, annunciando l’acquisto di bond governativi giapponesi con scadenza da 5 a 10 anni per 200 miliardi di yen. Durante il meeting, previsto per settimana prossima, la Boj prenderà in considerazione nuove misure di stimolo all’economia per fronteggiare le conseguenze provocate dall’emergenza Coronavirus.

 

Virginia Bizzarri
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