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Coronavirus: la Cina crolla

Coronavirus: la Cina crolla

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Redazione We Wealth
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16 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Si prevedeva un calo del 3% nella produzione industriale. E invece dati alla mano arriva la smentita. Si parla di una flessione del 13,5%

  • La Banca centrale cinese in una nota del 16 ha messo in campo misure per garantire la liquidità nel mercato

La produzione industriale della Cina registra una flessione, nei primi due mesi dell’anno, del 13,5%. È il primo calo negli ultimi 30 anni. Il coronavirus ha messo in ginocchio le imprese cinesi e le previsioni degli economisti si sono rivelate più ottimistiche della realtà

La Cina crolla. Il dato sulla produzione industriale, nei primi due mesi dell’anno, ha registrato una contrazione del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Si tratta della prima contrazione degli ultimi 30 anni. Gli economisti avevano previsto un calo molto più moderato. Si parlava infatti di un -3%. Dati negativi arrivano anche dalle vendite al dettaglio che a gennaio-febbraio sono crollate del 20,5%. Anche in questo caso il calo era previsto nell’ordine del 5%. Questi sono i risultati delle misure restrittive presa dalla Cina per cercare di contenere e combattere il coronavirus. Il governo aveva infatti deciso a gennaio di bloccare tutte le attività lavorative (in particolare la provincia di Hubei dove 60 milioni di persone sono state messe in quarantena). Questo ha certamente impattato molto sui risultati economici.

Per cercare di aiutare le imprese a partire dall’11 marzo 2020 le banche commerciali e private della Cina hanno deciso di dare un sostegno al credito pari a 298,3 miliardi di yuan (42,8 miliardi di dollari). Secondo la China Banking association tutte e 134 le banche commerciali e le 18 banche private a livello nazionale hanno dato il via a misure dettagliate riguardanti servizi finanziari per aiutare le imprese a riprendere la produzione e combattere l’epidemia. Il sostegno al credito è stato principalmente utilizzato per finanziare piccole e medie imprese (Pmi) che sono fortemente state colpite dall’epidemia, dato che molte banche hanno emesso obbligazioni finanziarie speciali per questo tipo di attività.

A tutto questo si aggiunge il fatto che la Banca centrale cinese ha immesso sui mercati 100 miliardi di Yuan (14,28 miliardi di dollari) attraverso una linea di credito di medio termine a un anno, con un tasso d’interesse del 3,15%. A darne notizia è la stessa Banca centrale che in una nota ha spiegato come l’obiettivo di questa mossa è assicurare la liquidità necessaria ai mercati. Lo strumento punta dunque ad aiutare le banche commerciali a mantenere la liquidità prendendo in prestito fondi dalla Banca centrale.

Redazione We Wealth
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