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Coronavirus: i patrimoni private traballano

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

25 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’1% della popolazione benestante americana ha perso il lavoro. E il 9% si è visto ridurre le ore lavorative. Questo ha portato ad alcune scelte di disinvestimento e a un cambio nella politica del portafoglio

  • Il 59% c’è da dire che non ha subito danni economici dalla crisi. Continua a percepire le solite entrate e non ha intenzione di cambiare i propri investimenti

La pandemia globale ha colpito tutti e senza troppe distinzioni. Anche i soggetti ad alto reddito hanno avuto delle perdite. Queste li hanno costretti a rivedere, in alcuni, casi i propri investimenti e la pianificazione verso il futuro che era stata fatta

Il 41% degli individui ad alto reddito a stelle e strisce sta risentendo della crisi economica e questo sta causando cambiamenti all’interno dei loro portafogli. L’1% ha perso il lavoro e il 9% si è visto ridurre l’orario di lavoro. La conseguenza è stata un ripensamento delle strategie di investimento pensate con il proprio consulente per il lungo periodo.

Ma il lavoro influenza così tanto gli investimenti? La risposta è sì. La scelta di come investire i propri soldi è strettamente correlata alle entrate salariali percepite. E in questi mesi di coronavirus anche gli individui più benestanti hanno avuto non poche preoccupazioni in campo lavorativo. Queste però, in base ai risvolti che hanno avuto, possono portare a cambiamenti nella gestione degli investimenti. SpectremGroup, società di analisi e ricerca patrimoniale, ha analizzato durante i periodi più difficili del coronavirus, gli atteggiamenti, in campo di investimenti. Si sono dunque andati a selezionare tutti coloro che, escluso la residenza, hanno in una banca private investito minimo 100 mila dollari. Di questi. L’1% ha perso il lavoro e il 9% ha registrato una riduzione dell’orario lavorativo. In questo caso la ricerca ha sottolineato come questi individui hanno iniziato a studiare, insieme ai loro consulenti, nuove allocazioni per riuscire a gestire le future esigenze. E dunque questi individui dovranno pensare, per una volta, a pianificare nel breve per cercare di mantenere lo stesso tenore di vita. Quando poi riusciranno a riprendersi economicamente e dunque ad avere nuove entrate allora tutto l’assetto potrà tornare di lungo respiro

Altro dato sottolineato è che il 29% sta attualmente lavorando da casa. Questo se in un primo momento non cambierà gli investimenti fatti a livello di portafoglio, potrebbe però pensare nel lungo periodo a una modificazione del settore immobiliare. Gli analisti sottolineano infatti come se molte aziende continueranno a scegliere e preferire sempre di più il lavoro da casa, cambierà nell’immediato futuro la percezione della sede del lavoro. Non serviranno più uffici grandissimi, e di conseguenza questo potrebbe avere anche una ripercussione dal lato degli investimenti real estate.

Da sottolineare che il 59% degli intervistati non sta minimamente risentendo della crisi e dunque, sta continuando ad andare regolarmente al lavoro, a percepire uno stipendio regolare e non ha intenzione di cambiare i propri investimenti.

Questi investitori si stanno più che altro muovendo per capire come effettivamente il Coronavirus impatterà sull’economia globale, quali asset sposterà, ma soprattutto se ci saranno ripercussioni sull’ambiente. Si dovrà aumentare la quota di investimenti sostenibili? Cambierà il modo di ripensare e le strategie in un’ottica di maggiore sostenibilità? Tutte domande che stanno iniziando a nascere e alla quale presto i consulenti si troveranno costretti a rispondere.

Giorgia Pacione Di Bello
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