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Coronavirus: come comportarsi nelle fasi estreme di mercato

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Maddalena Liccione
Maddalena Liccione

26 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Panico e frenesia sono due elementi tipici di queste fasi di mercato ribassiste

  • La scarsa percezione del rischio è acuita da un fenomeno noto come ‘paradosso del recinto’

Buttarsi nell’occhio del ciclone ora, e sperare anche di guadagnarci, è un suicidio finanziario. Evitare errori quando si viene presi dal panico. Ecco i consigli di Alessandro Moretti, trader e analista finanziario indipendente

Come comportarsi nell’attuale fase di mercato? Se lo stanno chiedendo tutti e nel tentativo di trovare una risposta, è facile cadere vittime della banalità. “L’attuale fase di mercato è indubbiamente straordinaria – spiega Alessandro Moretti, trader ed analista finanziario indipendente – La decade del 2009 al 2019 è stata un periodo di continui rialzi senza grossi shock, segnata solo da qualche ribasso e qualche piccola correzione. Di certo la fase che stiamo vivendo è gravissima e a spaventarci è, appunto, questa straziante emergenza sanitaria che si ripercuote naturalmente sull’economia e la finanza e che ha provocato al peggiore ribasso della storia delle borse mondiali. Mai prima d’ora siamo stati più ricchi e così globalmente connessi. E molti, giustamente, non sanno come comportarsi ed è facile farsi prendere dal panico commettendo errori gravi e, lasciamelo dire, sciocchi”.

E nel malessere, nel panico, nelle fasi incerte e critiche si commettono due gravi errori. “Il primo, a rischio di cadere nella banalità, è il non attenersi alla propria strategia e ai propri obiettivi di investimento. In sede di – chiamiamola – ‘normalità una persona pianifica: definisce il rischio anche e proprio per essere preparato se ci dovessero essere dei crolli. Alloca le proprie risorse ma poi al primo cambiamento, piccolo o forte che sia, cade nel panico tralasciando, derogando, se non abbandonando del tutto, la propria strategia”.

Un caso pratico? “Preso dal panico e dall’ansia un investitore corre a vendere, ad esempio, un Etf globale su cui ha un orizzonte temporale lungo anche di 10 o 15 anni. Va a vendere un Etf globale che sul lungo termine gli darà un vantaggio e lo vende magari anche in perdita. Io farei il contrario: comprerei e approfitterei di eventuali poi futuri rialzi, ma anche qui sempre valutando e attenendomi al mio piano”.

Il secondo errore più frequente è invece legato all’essere attratti proprio da questi ribassi. “Presi dalla fretta, molti vedono in sconto delle aziende che ai loro occhi sono le prossime best of del decennio o anche ventennio. Un po’ come il Black friday dove si corre a comprare di tutto per poi ritrovarsi con oggetti inutili o, peggio ancora, da buttare. Attratti da quelli che sono titoli solo apparentemente a sconto rischiano di caricarsi di rischi inutili, di sovraesporsi e di acquistare singole aziende che potrebbero rivelarsi perdite certe nel breve e nel lungo periodo. Questo non è investire ma scommettere ed è proprio operando così le crisi diventano drammatiche – afferma Moretti che cita Boeing – In molti oggi la stanno comprando a sconto, ma in realtà il titolo è in trend di ribasso già da un po’”.

Il paradosso del recinto

Questa scarsa percezione del rischio è anche acuita da un altro fenomeno noto come ‘paradosso del recinto’. “Negli ultimi anni le normative, le regolamentazioni, le manovre economico finanziarie e le rassicurazioni che ci arrivano e che ci diamo, come appunto gli ultimi 10 anni di rialzi, ci fanno vivere in un senso di sicurezza che però è illusorio. Si finisce per costruire una sorta di barriera, una recinzione che ci tiene lontano dal precipizio e dal pericolo, che però continuano a esserci. Ed è qui il paradosso: il senso e la ricerca di sicurezza sono sempre cercati dall’uomo. Il vero problema è che sicuri di questi recinti finiamo per dimenticarci del rischio. Quando poi arrivano momenti come questi cadere giù è facilissimo”. L’esempio che l’esperto fa a riguardo è il caso dei certificates a capitale condizionatamente protetto. “Questi prodotti hanno una barriera che protegge il capitale solo fino ad una certa soglia. Se un investitore costruisce un portafoglio solo con questi strumenti è chiaro che commette un grandissimo errore. Sono strumenti che in parte conservano il capitale e creano l’illusione della sicurezza e del rendimento grazie a piccole cedole. L’investitore rassicurato da questa barriera opera tranquillamente, pensando che più di tanto male non può andare, ma, poi in momenti come questi si ritrovano con grandi perdite. La barriera, il recinto si rompe e loro rovinano giù”.

Tre consigli per questi tempi di crisi e incertezza

L’errore peggiore che si fa durante le fasi di mercato ribassista è di farsi prendere dagli eccessi. “Oltre al panico penso in particolare alla frenesia. Commette un errore chi si mette ad acquistare strumenti finanziari appunto a sconto che potrebbero ancora continuare a perdere o peggio fallire. Non contenti molti di loro per panico o mera speculazione si lasciano accattivare dagli strumenti a leva. Long o short non importa. Cercano di speculare o riappianare le perdite e finiscono per fare, come detto, più danni che guadagni”.

Moretti dà tre consigli per questi tempi di crisi e incertezza.
Attenetevi al vostro piano e solo dopo ribilanciatelo. Lo diceva Macchiavelli: ‘Può la disciplina nella guerra più che il furore’! E se non a me, almeno a uno stratega come lui direi che dovremmo dare retta”.

Il secondo è quello di non improvvisarsi esperti. “Se per un professionista è difficile già in condizioni di ‘normalità’, figuramoci in periodi di crisi e volatilità come quelli attuali. Evitate, quindi, di comprare strumenti per fretta o per emotività o spinti dai cosiddetti sconti”.

Il terzo consiglio è quello di essere pazienti. “Meglio rimanere fermi e fuori anche settimane o anche mesi, non importa. Meglio aspettare finché la situazione si tranquillizza e intanto studiare, pianificare o consultare qualcuno per definire la propria strategia di investimento e di operatività. Buttarsi nell’occhio del ciclone ora, e anche sperare di guadagnarci, è un suicidio finanziario e di questi tempi non ne abbiamo bisogno”.

Maddalena Liccione
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