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Contrazione degli Emerging, è il sentiment che conta

09 Luglio 2018 · Teresa Scarale

  • La forte scossa ai deflussi dai fondi emerging è dovuta a fattori non strettamente legati a quei paesi presi singolarmente

  • Ma le opportunità non sono finite

Il gran mare pescoso dei fondi emergenti ha subito negli ultimi mesi sostanziosi deflussi. Pictet cerca di spiegare lucidamente ciò che sta accadendo

A fare il punto della situazione è stato il Financial Times. Negli ultimi mesi i tanto coccolati fondi legati alle economie emergenti sono stati falcidiati da una moria di flussi. E la contrazione ha interessato anche nomi importanti. Si pensi ad esempio a Pimco, Allianz Global Investors e Pictet Asset Management. Quest’ultima in particolare, ha risposto alle nostre domande in merito agli ultimi eventi.

Le ragioni della contrazione secondo l’head of Emerging debt market di Pictet

Mary-Therese Burton lo ammette. Nelle ultime settimane, ci sono stati forti deflussi dal debito dei mercati emergenti, assimilabili per certi versi a quelli visti nel maggio del 2013. Quando, durante il taper tantrum il debito emergente era entrato in una spirale di deflussi e risultati negativi.

La causa originaria di questo recente sell-off è stato l’atteggiamento da falco della Fed. Senza dimenticare la risalita dei rendimenti sui treasury statunitensi. Ma anche un dollaro più forte, un rallentamento nella crescita globale e i timori che gli Stati Uniti possano dare il via ad una vera guerra commerciale vera con Cina ed Unione Europea.

Le recenti sanzioni alla Russia, i rialzi d’emergenza dei tassi in Argentina e Turchia, l’incertezza sulle prossime elezioni in Brasile e Messico sono andati ad aggiungersi a questo quadro già complicato.

Al forum estivo EMTA (Emerging Markets Trade Association), si è tastato un sentiment negativo come non si era  visto da più di 10 anni. L’opinione  dominante vedeva il rischio di un ulteriore downside e quindi il potenziale per maggiori deflussi. Ma anche delle ottime opportunità a valutazioni interessanti. Per esempio, Indonesia, Ucraina, obbligazioni argentine denominate in dollari.

In generale la sensazione è che se il QE (Quantitative Easing) aveva reso tutto attraente, adesso con il QT (Quantitative Tapering e rialzo dei tassi della Fed) si vedono i rischi che prima erano nascosti.

Le conseguenze in termini di valutazioni

In linea di massima questo dovrebbe significare che i mercati torneranno a scambiare sulla base dei fondamentali.

Le ultime dalla frontiera

Alcune notizie recenti sul mercato:

  • Le Filippine hanno rialzato i tassi per la seconda volta di 25bp al 3,5% a causa dei timori inflattivi;
  • Il secondo round di voto presidenziale in Colombia è andato come da attese con il candidato di destra, Ivàn Duque, che ha vinto con un margine del 12% sul candidato di sinistra Gustavo Petro. Duque è considerato un amico del mercato che cerca di attirare investitori stranieri.
  • La crescita argentina è stata meglio delle aspettative al 3,6% anno su anno, ma le aspettative per la crescita sull’intero anno sono state riviste al ribasso a causa della recente debolezza della valuta e del rialzo d’emergenza dei tassi di interesse.
  • In Turchia, Erdogan è stato rieletto presidente e i suoi alleati hanno guadagnato la maggioranza nel parlamento. La sua vittoria è stata fortemente criticata visto che il Paese si è trovato in forte emergenza democratica durante le elezioni quando il governo ha represso i dissidenti. A questo punto, ci si aspetta che l’approccio autocratico di Erdogan si rafforzi e che il suo sforza si rivolga a sostenere la crescita economica piuttosto che a contenere l’inflazione a doppia cifra e l’indebitamento estero. A livello di posizionamento siamo sottopesati sulla Turchia nel fondo in valuta forte e neutrali in quello in valuta locale (le obbligazioni in lira turca registrano un -26% da inizio anno).
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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