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Consumi ed ecologia, la Cina li vuole entrambi

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Giugno 2018
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  • Carbone, petrolchimico, importazione di rifiuti sono tre punti chiave del nuovo corso dello sviluppo cinese

  • Il governo cinese sta incoraggiando i consumatori a scegliere il gas al posto del carbone

  • Ci sono stati casi recenti di impianti chimici che violavano le norme ambientali criticati pubblicamente dagli organi di stampa statali, con la conseguente chiusura della produzione in attesa del rispetto delle normative e la convocazione a Pechino del sindaco della città in questione

  • L’anno scorso la Cina ha smesso di importare rifiuti plastici, in quanto la loro lavorazione era troppo inquinante, e questo ha generato una domanda incrementale di plastica non riciclata pari a circa il 3-4% della domanda globale

Colin Croft, Fund Manager del team Emerging Markets di Jupiter, esamina il progressivo passaggio della Cina verso un’economia più incentrata sui consumi, ma che rispetto al passato presta allo stesso tempo una maggiore attenzione alle problematiche ambientali, con uno sguardo anche alle potenziali opportunità che questo scenario offre

La sfida cinese dei consumi ecologici

Carbone, petrolchimico, importazione di rifiuti sono tre punti chiave del nuovo corso dello sviluppo cinese. Ne analizza le problematiche attuali Colin Croft di Jupiter AM.

Energia: il passaggio da carbone a gas

Il governo cinese sta compiendo notevoli sforzi per affrontare l’inquinamento atmosferico. Sta incoraggiando i consumatori a scegliere il gas al posto del carbone, che rappresenta ancora oltre il 60% dei consumi di energia domestica. Questo riscaldamento è il più inquinante, in quanto il carbone bruciato nelle stufe viene disperso ad un livello basso e senza alcun trattamento. Nonostante rappresenti appena il 5% del consumo di carbone, è responsabile di oltre il 40% dell’inquinamento da polveri sottili. Il passaggio da sistemi di riscaldamento a carbone a quelli a gas è quindi diventato una priorità assoluta.

Ovviamente, ciò costituisce una grande opportunità per le aziende esposte a questo trend. Compresi i produttori e i distributori cinesi di gas, ma anche per le società basate in altri Paesi, come la Russia, le quali vendono gas naturale liquefatto alla Cina.

Il prezzo elevato del gas rispetto al carbone – circa 3 volte più caro per unità di energia – significa che le misure regolamentari e i sussidi che sollevano il consumatore finale dai costi di trasferimento resteranno importanti per gli anni a venire.

Il settore petrolchimico

Il reddito disponibile in Cina sta aumentando ad un tasso tra il 5% e il 10%. Il che ha effetti anche sul tasso di crescita dei prodotti petrolchimici utilizzati per produrre la plastica, materiale presente in una parte importante dei prodotti di consumo e dei loro imballaggi.

Allo stesso tempo, nuove misure ambientali hanno frenato l’offerta locale. Il governo cinese si sta impegnando seriamente per ridurre l’impatto ambientale del settore industriale. I funzionari governativi dispongono ora di un indice KPI ambientale introdotto dal governo centrale. Con forti incentivi personali ad applicare normative che in passato potevano essere state trascurate a favore degli obiettivi di crescita. Ci sono stati casi recenti di impianti chimici che violavano le norme ambientali criticati pubblicamente dagli organi di stampa statali. Con la conseguente chiusura della produzione in attesa del rispetto delle normative e la convocazione a Pechino del sindaco della città in questione. Da gennaio sono state imposte tasse sulle sostanze inquinanti emesse dalle imprese chimiche.

L’importazione di rifiuti

L’anno scorso la Cina ha smesso di importare rifiuti plastici. Ciò in quanto la loro lavorazione era troppo inquinante. E questo ha generato una domanda incrementale di plastica non riciclata pari a circa il 3-4% della domanda globale. Infine, le modifiche delle leggi relative alla suddivisione in zone impediscono ora agli impianti chimici di essere ubicati in aree residenziali densamente popolate. Costringendo alla chiusura o al trasferimento gli impianti più vecchi del centro città.

A seguito di questi trend, i margini dei produttori di prodotti chimici a base di petrolio sono rimasti finora relativamente vicini al livello massimo registrato nel periodo 2015-16. Nonostante le pressioni sui costi dovute all’aumento del prezzo del greggio. Ciò si è rivelato positivo per i produttori petrolchimici coreani, tra cui LG Chem. Il quale, in qualità di leader nella tecnologia delle batterie, beneficia anche della tendenza globale verso un aumento dei veicoli elettrici.

Teresa Scarale
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