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Assiom Forex: “Con deficit/Pil al 2,1%, il declassamento è sicuro”

26 Settembre 2018 · Stefania Pescarmona · 3 min

  • Il 26 ottobre è atteso il giudizio di S&P, mentre Moody’s si esprimerà entro la fine del mese (sempre di ottobre)

  • Le banche italiane possono comprare ancora 30-50 miliardi netti di titoli di Stato italiani

Lo ha detto il presidente Luigi Belluti, che però crede che, alla fine, il governo sarà costruttivo e si arriverà a un deficit attorno al 2%, probabilmente all’1,9%

Occhi puntati sul rapporto deficit/Pil. “Se dalla legge di bilancio esce un deficit/Pil al 2,1%-2,2% il declassamento del rating è sicuro, ma non sarebbe la fine del mondo perché rimarremmo sempre a livello di investimento. Personalmente, però, credo che alla fine il governo sarà costruttivo e si arriverà a un deficit attorno al 2%, probabilmente all’1,9%”. A parlare è Luigi Belluti, presidente di Assiom Forex che, nel corso di un convegno che si è tenuto a Milano il 26 settembre, ha spiegato: “In questo caso, se le agenzie ci dovessero abbassare il rating ci perderebbero la faccia perché il debito rimarrebbe su una traiettoria discendente”.

Quando si pronunceranno le agenzie di racing? Il 26 ottobre è atteso il giudizio di Standard & Poor’s, mentre Moody’s si esprimerà entro la fine del mese (di ottobre). Il rating di S&P è attualmente pari a BBB con outlook stabile, mentre quello di Moody’s si attesta a Baa2 ed è sotto osservazione per un eventuale abbassamento.

Se il rapporto deficit/pil dovesse attestarsi all’1,9%, lo spread dovrebbe scendere tra i 160 e 180 punti, allentando le tensioni delle ultime settimane.

Intanto, sui mercati, sempre il 26 settembre, lo spread tra Btp e Bund è sceso a 228 punti base dopo che il Tesoro ha collocato 6 miliardi di euro di Bot a 6 mesi, a fronte di un’offerta che ha raggiunto 9,857 miliardi con un rapporto di copertura di 1,64. I rendimenti in assegnazione, allo 0,206%, hanno mostrato una riduzione di 23 punti base rispetto all’asta analoga precedente, che si era svolta il 29 agosto

Ma cosa potrebbe succedere se invece il rapporto deficit/Pil dovesse essere più alto delle più rosee previsioni?
Nel caso in cui si andasse al 2,3% e oltre, allora lo spread potrebbe schizzare verso i 300 punti e poi andare rapidamente a 400 saltando tutte le cifre intermedie. E con lo spread a 400 arriva la troika”, ha precisato il presidente di Assiom Forex.

L’impatto sui titoli di Stato sarebbe molto forte, con gli istituzionali in fuga e le banche italiane chiamate a intervenire. “I grandi hedge fund speculativi sono interessati a sapere quanti altri titoli di stato possono essere acquistati dalle banche italiane senza mettere a rischio il capitale tramite il rischio del mark-to-market”, è stato chiesto a Belluti, che ha risposto che la stima “è fra 30 e 50 miliardi di euro”. Negli ultimi mesi, il portafoglio in titoli di Stato italiani delle banche italiane è già aumentato. “Al massimo possono comprare ancora 50 miliardi netti di titoli di Stato italiani. Al di sopra di questa soglia infrangerebbero il loro risk appetite “, ha concluso Belluti con riferimento al livello massimo di rischio che ogni banca si è data nell’ambito delle richieste dei supervisori.

Luigi Belluti, presidente di Assiom Forex
Luigi Belluti, presidente di Assiom Forex
Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
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