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Columbia Threadneedle, a caccia delle future small cap di punta

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Redazione We Wealth
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29 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo Woods, le società portatrici di rendimento nel prossimo futuro sono ancora “sconosciute ai più”

  • In base all’analisi del gestore le piccole imprese sono le più votate a “generare una crescita più sostenuta” nel tempo “rispetto alle società più complesse e consolidate”

  • L’universo d’investimento globale delle small cap, secondo il manager, “è vasto e offre in molti casi rendimenti superiori a quelli delle large cap”

Dove trovare società che generino valore sull’azionario? La ricetta di Scott Woods, gestore azionario di Columbia Threadneedle Investments, è quella di andare a caccia delle piccole società che nel futuro potranno giocare un ruolo di primo piano nelle nostre vite quotidiane

In un mondo caratterizzato da un continuo flusso di notizie macroeconomiche e geopolitiche, come orientarsi per non perdere nessuna occasione di rendimento? Per Scott Woods, gestore azionario di Columbia Threadneedle Investments la soluzione è unica: diversificare gli investimenti sfruttando il crescente potere delle future società di punta. Identificare e mirare, quindi, alle aziende che potranno giocare un ruolo importante nelle nostre vite quotidiane tra cinque o dieci anni.

Woods spiega che “molte di queste imprese sono sconosciute ai più, ma è in quest’ambito che ci proponiamo di generare valore. Grazie a una profonda rete di ricerca globale, siamo in grado di scoprire le aziende con un vantaggio competitivo sostenibile e un ottimo potenziale di ulteriore crescita”. In che modo? E quali società? Il gestore di Columbia Threadneedle Investments spiega che “le piccole imprese sono note per i loro modelli di business mirati, per le loro esposizioni pure e per lo spirito imprenditoriale dei loro proprietari o manager. Crediamo che questo permetta ad alcune di loro di generare una crescita più sostenuta rispetto alle società più complesse e consolidate”.

L’universo d’investimento globale delle small cap, secondo il manager, “è vasto e offre in molti casi rendimenti superiori a quelli delle large cap. Investendo in questo universo si coglie l’opportunità di sfruttare le esposizioni pure di aziende operanti in settori di nicchia del mercato, dove beneficiano di un vantaggio competitivo. Il valore dei ‘compounder’ sostenibili è a nostro parere sottostimato. In molti i casi, l’ipotesi prevalente che i rendimenti delle aziende tendano a diminuire progressivamente fino a raggiungere il costo del capitale sottovaluta la capacità di tenuta delle imprese che godono di vantaggi competitivi duraturi”.

La stima di Columbia Threadneedle Investments rispetto a una crescita superiore “è avvalorata da un’analisi comparativa della performance degli indici Msci World Large Cap e Msci World Small Cap. Questa analisi dimostra che negli ultimi due decenni le aziende di minori dimensioni hanno sostanzialmente sovraperformato le loro omologhe large cap con livelli di volatilità più contenuti di quanto si potrebbe immaginare. In termini di valuta locale, nei 20 anni terminati il 31 dicembre 2018, l’Msci World Small Cap ha registrato una volatilità annualizzata (16,2%) di poco superiore a quella dell’Msci World Large Cap (14,8%). Si tratta, a nostro avviso, di un rischio che vale la pena di assumere, visto il rendimento”, sottolinea Woods.

analisi comparativa della performance degli indici Msci World Large Cap e Msci World Small Cap

Secondo l’analisi di Woods, “gli investitori tipicamente ipotizzano che i rendimenti delle imprese tendano a diminuire progressivamente nel tempo poiché i loro modelli di business raggiungono la maturità o le forze della concorrenza spingono i loro rendimenti verso il costo del capitale o al di sotto di tale livello. Noi sosteniamo che un vantaggio competitivo sostenibile permette alle imprese di continuare a generare rendimenti interessanti per un periodo più lungo di quanto ipotizzato dal mercato. Per cogliere ulteriore valore per gli azionisti è essenziale trovare questo spazio tra rendimenti presunti ed effettivi”.

Nell’identificare il vantaggio competitivo la società considera cinque possibili fonti:

  1. vantaggi di costo, ovvero qual è il produttore dai costi più bassi?
  2. scala efficiente: ci sono solo una o due aziende dominanti?
  3. costi di transizione, ossia i costi sostenuti per cambiare fornitore
  4. effetti di rete: il valore cresce all’aumentare del numero di utenti?
  5. attività immateriali, marchi o brevetti che fungono da barriere all’entrata.

Per Columbia Threadneedle Investments queste fonti di vantaggio competitivo (o ‘economic moat’) permettono di generare rendimenti persistentemente elevati e che si traducono in un potenziale di crescita sostenibile degli utili, due elementi che a nostro avviso caratterizzano un’opportunità di investimento di qualità.

Redazione We Wealth
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