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Carter, cogliere le nuove opportunità dei mercati emergenti

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Francesca Conti
Francesca Conti

31 Maggio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • I Paesi a cui guardare, secondo Carter, devono avere “grandi numeri nella popolazione”, una “forte crescita del Pil e chance di miglioramento del sistema”

  • I due Paesi più attrattivi all’interno dei mercati emergenti, per Carter sono Cina (oltre il 6% di crescita del Pil) e India (tasso di crescita Pil vicino all’8%)

Investire nei Paesi emergenti? Ritmi di crescita più veloci, classe media che spinge i consumi e maggiori possibilità di miglioramento dell’economia sono solo alcuni dei motivi per cui è interessante farlo. L’intervista a Kevin Carter, ceo di Big Tree Capital

Paesi che crescono a un ritmo doppio rispetto alle economie cosiddette sviluppate, dove la classe media sta spingendo i consumi e vi sono maggiori possibilità di miglioramento del sistema economico. Queste, per Kevin Carter, sono le caratteristiche che rendono i mercati emergenti uno tra i luoghi ideali per la ricerca di rendimento. Il manager, ceo Big Tree Capital – uno degli asset manager che si è affidato a HANetf per portare la sua strategia in formato Etf in Europa – e ideatore di Emqq Emerging Markets Internet & Ecommerce Ucits Etf, spiega a We Wealth, perché le opportunità migliori si trovano ad esempio in India e Cina. Anche se incognite, come quelle portate dallo sviluppo delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino, restano dietro l’angolo.

Carter, quali caratteristiche rendono oggi attraenti i mercati emergenti?

Direi due: la prima è che crescono più velocemente, il loro Pil cresce del doppio rispetto al mondo sviluppato, la seconda è che sono l’area in cui c’è valore. In termini di performance, i mercati emergenti hanno perso un decennio. Avevano iniziato a mostrare un po’ di vita prima dell’inizio della guerra commerciale tra Cina e Usa.

Lo spettro degli emergenti comprende diversi Paesi. Secondo lei quali sono quelli in cui al momento si trovano le maggiori opportunità?

Per trovare le opportunità più interessanti bisogna guardare dove sia la crescita di questi mercati, quello che sta emergendo. Ed è possibile riassumere tutto nella popolazione e nei suoi consumi: sta emergendo una classe media che vuole più cibo e di migliore qualità, più scelta nell’abbigliamento e di qualità superiore, elettrodomestici, andare in vacanza, avere un’auto. Quindi, riguardo ai Paesi, quello che cerchiamo sono grandi numeri nella popolazione, con una forte crescita del Pil e chance di miglioramento del sistema. I due Paesi più importanti da questi punti di vista sono la Cina (oltre il 6% di crescita del Pil) e l’India (con un tasso di crescita del Pil vicino all’8%) ed è anche dove si trovano le opportunità migliori.

Quali sono i titoli più interessanti presenti nel portafoglio? Da dove vengono le aziende e sono quotate negli stessi Paesi?

Probabilmente si tratta delle due aziende più grandi, Alibaba e Tencent, entrambe cinesi. Tencent è chiamata la Facebook cinese, Tencent è più la Amazon cinese. Tencent è quotata a Hong Kong mentre Alibaba è presente sul Nyse. La maggior parte delle aziende private legate ad internet presenti Nell’Etf Emqq è quotata sulla Borsa di New York o al Nasdaq. La ragione è che queste aziende sono sostenute in gran parte da investitori istituzionali americani, il che è positivo. La governance aziendale nei mercati emergenti è di solito il problema più grande. Queste aziende hanno scelto le piazze americane per i requisiti richiesti in quanto a trasparenza e normative.

Un’altra società interessante in America Latina è MercadoLibre, una piattaforma di commercio elettronico e pagamenti online che serve consumatori dal Messico al Brasile. Uno degli aspetti importanti che si riscontrano in questa come in altre aziende presenti in portafoglio è che la società possiede il wallet sul telefono per i pagamenti online, quindi il fatto di non gestire solo il versante del commercio elettronico ma anche quello dei pagamenti. L’ultimo nome è quello dell’Ipo più recente del leader dell’e-commerce africano, Jumia, società nigeriana che si è quotata sul Nyse ed è l’Amazon africana.

Quali saranno gli eventi del 2019 a cui prestare attenzione per quanto riguarda i Paesi emergenti?

Sicuramente sarà fondamentale seguire l’evoluzione della guerra commerciale tra Cina e Usa. In questo momento per me è difficile pensare ad un’altra situazione che possa mettere da parte la questione del giorno che è quella relativa ai dazi. Credo che pervenire a una soluzione alla guerra commerciale sia quello che caratterizzerà il 2019 nei mercati emergenti perché la Cina è il più grande tra questi Paesi.

La guerra a colpi di dazi è destinata quindi a continuare a lungo termine?

Spero e credo che ci saranno alcuni accordi commerciali anche se non del tutto risolutivi. Non ritengo che la questione Huawei possa essere risolta in modo semplice nel breve periodo ma, se tutto va bene, entrambe le parti potranno arrivare ad un accordo. È però probabile che le tensioni tra i due Paesi continueranno in forme diverse, come abbiamo già visto nel 2018 prima dell’inizio della guerra dei dazi. La Cina sta emergendo come una potenza ed è probabile che sorpassi gli Stati Uniti diventando la più grande economia al mondo, così come ha fatto per 48 degli ultimi 50 secoli. Ritengo anche che l’ascesa cinese continuerà a minacciare le potenze attuali.

Se Usa e Cina continueranno a confrontarsi sul piano tecnologico, è possibile che non ci saranno vincitori né vinti?

Sul piano tecnologico, la questione Huawei è quella che continua a preoccuparmi: l’azienda sta rivoluzionando l’offerta oggi presente ed è il leader in Cina per la produzione di smartphone ma quello che li ha messi nei guai all’inizio è il loro hardware, usato come colonna portante dagli operatori mobile incluso il 5G. Sembra che il mercato sia interessato alle infrastrutture di Huawei e sono dell’idea che la tecnologia 5G sia utile per molti usi, inclusa la comodità della vita di tutti i giorni (ad esempio, permette di scaricare un film in 15 secondi). Al momento le aziende USA che forniscono hardware a Huawei stanno perdendo ricavi, ad esempio Apple non guarda ovviamente con favore alla guerra commerciale.

Concentrandoci su Pechino, quale sarà la direzione dello sviluppo economico del Paese nel medio termine?

Nel medio termine la Cina continuerà a rallentare ma non è un elemento intrinsecamente negativo, funziona così. Quando ho iniziato ad interessarmi della Cina, l’economia cresceva del 12% ma mi rendevo conto che in prospettiva non poteva che calare. Penso che nei prossimi anni la crescita si manterrà intorno al 5-6% per poi rallentare. Quello che stimolerà la crescita sarà il consumo. La Cina è in una fase di transizione dall’essere una potenza esportatrice ad un’economia che cresce grazie ai consumi interni, che saranno in gran parte sostenuti dalla tecnologia, attraverso l’uso dello smartphone. Anche le infrastrutture saranno un altro importante stimolo alla crescita, per muovere cose e persone e incoraggiare il commercio. Infine, la Cina ha ancora diverse centinaia di milioni di persone che vivono in campagna e che si sposteranno sempre più verso le città. Quindi l’urbanizzazione è un altro trend rilevante.

Quali sono i trend di crescita da catturare – per quanto riguarda i Paesi come la Cina – nel mondo degli Etf? In che modo?

Il trend di crescita che l’investitore cerca è quello dei consumi. Il modo in cui consumiamo è cambiato, lo vediamo nella nostra quotidianità. Porto un esempio personale: la mia famiglia andava a fare la spesa in un supermercato 4 o 5 volte la settimana mentre ora ci va una volta al mese. La spesa di tutti i giorni è stata rimpiazzata da furgoni di Ups o FedEx che portano il necessario di fronte a casa forse 10 o 20 volte alla settimana. Quindi il tema cui prendere esposizione è quello dei consumi, in particolare i consumi attivati dall’uso dello smartphone e Emqq è in grado di catturare proprio questo.

Lei ha rilevato – nella sua esperienza – che i criteri Esg siano diventati significativi nel processo decisionale degli investitori? E nei Paesi Emergenti?

Il tema Esg è certamente in crescita negli Stati Uniti. Una delle sfide degli investimenti sostenibili è definire con criteri oggettivi l’investimento ‘buono’ dal punto di vista ambientale, sociale e di governance. Costruire un portafoglio di questo tipo sottintende che tutti abbiano un ‘sentire’ simile rispetto alle tematiche. Credo che gli investitori attenti ai temi della sostenibilità siano presenti sui mercati emergenti. Investire nei mercati emergenti attraverso gli indici tradizionali significa però in gran parte investire in società petrolifere a partecipazione statale con alti livelli di inefficienza.

Se diamo per assodato che l’obiettivo principale dell’investimento sia avere performance positive, anche incorporando i criteri Esg, farlo attraverso gli indici tradizionali non è remunerativo, né particolarmente ‘buono’. Emqq ha rating elevati sulla sostenibilità. Le aziende tecnologiche tendono ad avere un orizzonte di più lungo periodo e negli Usa le aziende della Silicon Valley hanno alti rating Esg anche per la natura della loro cultura aziendale. Molte delle aziende legate ad internet e alla tecnologia nei mercati emergenti adottano la stessa filosofia. Ad esempio, la società di e-commerce nigeriana Jumia ha una donna come ceo, Juliet Anammah, e anche alla presidenza della Uber cinese, DiDi, c’è una donna, Jean Liu che è davvero molto in gamba e sono convinto che quando arriverà il momento della quotazione lascerà tutti a bocca aperta.

Francesca Conti
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