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Cina: ingresso dei titoli onshore negli indici MSCI

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

31 Maggio 2018
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  • Il cielo in una stanza: il 50% degli investimenti globali legati alle tecnologie pulite sono attualmente concentrati in Cina, supportati dall’obiettivo “Cielo Azzurro” del governo cinese

  • Infatti, le società delle A-share cinesi tendono ad avere credenziali Esg migliori delle equivalenti offshore

  • Le 234 A-share cinesi che saranno incluse nell’indice MSCI EM dal 1° giugno 2018 coincidono in massima parte con le società che compongono gli indici domestici e comunemente accettati

  • Il ruolo delle borse di Shanghai e Shenzhen nello sviluppo e nell’approvvigionamento di capitali per la cosiddetta “China Inc.”

Cina: il commento sull’ingresso dei titoli cinesi onshore negli indici MSCI a cura di François Perrin e Dmitriy Vlasov, Portfolio manager di East Capital

Cielo azzurro in Cina

Nella nuova economia cinese, le industrie legate alla protezione dell’ambiente offrono molti vantaggi. Innanzitutto, un tipo di esposizione competitiva rispetto ai pari internazionali. Infatti, il 50% degli investimenti globali legati alle tecnologie pulite sono attualmente concentrati in Cina. Questo grazie al supporto dell’obiettivo “Cielo Azzurro” del governo cinese. Le industrie legate alla protezione dell’ambiente e i campioni domestici cinesi del green offrono infatti opportunità di investimento molto interessanti per gli investitori. Questo vero e proprio universo è attivo in molti campi. Energia pulita, efficienza energetica, Nev, trattamenti dell’acqua.

È importante notare che le società delle A-share cinesi tendono ad avere credenziali Esg migliori delle equivalenti offshore. In particolare, per quanto riguarda le mid cap, ciò accade grazie alle nuove stringenti regolamentazioni degli strumenti finanziari imposte dalla commissione governativa Csrc*. Le realtà onshore continueranno a offrire opportunità di investimento Esg più solide rispetto alle concorrenti offshore. Proprio grazie alle richieste della Csrc infatti, tutte le società nazionali dovranno pubblicare entro il 2020 un report sulla sostenibilità.

*China Securities and Regulatory Commission

Dal 1 giugno 2018

Da questa data le A-share verranno incluse nell’indice MSCI**. Ciò attrarrà più investitori esteri e istituzionali, favorendo il passaggio a un contesto più istituzionalizzato. Questo processo di convergenza potrebbe durare più di dieci anni. Offrendo quindi buone opportunità di stock-picking grazie alle inevitabili discrepanze dei prezzi.

Le 234 azioni cinesi che saranno incluse nell’indice MSCI EM dal 1 giugno 2018 coincidono in massima parte con le società degli indici domestici. Qui, settori come l’healthcare o i beni di largo consumo sono più rappresentati sul mercato domestico rispetto al China offshore. Il mercato domestico cinese rimane dominato dagli investitori retail. Questi rappresentano infatti fino all’80% del totale. Il loro comportamento inoltre tende a non essere correlato col resto del mondo.

**L’indice MSCI World è un indice di mercato azionario di 1612 titoli di livello mondiale. È sostenuto dalla MSCI, ex Morgan Stanley Capital International ed è usato come benchmark per i fondi azionari di tipo world o global.

Cina onshore MSCI
Cina onshore MSCI, courtesy East Capital

Shanghai e Shenzhen

Le Borse di Shanghai e Shenzhen hanno sempre giocato un ruolo significativo per attrarre capitali verso la cosiddetta “China Inc.” Oggi, la Sse e la Szse espongono più di 3.500 quotate. La loro capitalizzazione di mercato e il loro turnover medio giornaliero rendono il mercato domestico cinese il secondo a livello globale. Il primo è quello Usa.

La mancanza di liquidità dei canali tradizionali e i relativi meccanismi di rimpatrio hanno fatto sì che per tre anni l’ingresso negli indici MSCI venisse bloccato.

Le società quotate cinesi onshore verranno incluse nell’indice MSCI Emerging Markets in due fasi. Nella prima, saranno il 2,5%. Nella seconda, dal 3 settembre 2018, ne verrà incluso un ulteriore 2,5%. A pieno regime quindi le A-share rappresenterebbero il 13,9% dell’indice. Il quale si aggiungerebbe al 25,8% del China offshore.

Teresa Scarale
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