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NN IP: dalla Cina segnali incoraggiati per l'economia

23 Aprile 2019 · Teresa Scarale · 2 min

  • Le attuali misure di stimolo monetario all’economia della Cina sono più moderate rispetto ai cicli passati, ma non per questo meno efficaci, anzi

  • Il miglioramento dei dati cinesi dovrebbe supportare inoltre la ripresa della crescita in Europa e i particolare nell’Eurozona

L’asset manager ravvisa segnali positivi per l’economia modiale grazie alle politiche di stimolo monetario e fiscale in atto in Cina

L’economia della Cina sta inviando segnali incoraggianti per la crescita economica. Lo rileva Maarten-Jan Bakkum, senior emerging markets strategist di NN Investment Partners nella sua ultima analisi. Le misure di stimolo monetario e fiscale in atto nel Paese stanno iniziando a dare i loro frutti, sono i dati a parlare.

La crescita del credito

Nello scorso mese di marzo 2019 il credito bancario è salito dell’8%, dal 7,3% del mese precedente. Si tratta nei fatti di misure più caute rispetto a quelle del passato, e infatti il flusso di credito è relativamente basso in termini percentuali rispetto al Pil. Il 33% registrato nel primo trimestre è decisamente inferiore rispetto ai livelli raggiunti nel 2013-17, periodo in cui prestiti fiduciari e transazioni affini del settore bancario ombra foraggiavano una generalizzata espasione del credito.

La decisione di moderare la pur necessaria crescita del credito è una saggia mossa delle autorità cinesi, che non vogliono mettere a repentaglio i progressi compiuti negli anni passati nel contenere l’eccessiva assunzione di rischi nel sistema finanziario. Anche se modesta, questa crescita del credito dovrebbe tradursi in un aumento dei consumi e in una crescita degli investimenti fissi nei prossimi trimestri.

L’economia della Cina stimola l’Europa

Il miglioramento delle rilevazioni Pmi globali e, più recentemente, il miglioramento dei dati cinesi, dovrebbero supportare una ripresa della crescita in Europa e nell’Eurozona. Inoltre, hanno determinato migliori prospettive per la domanda complessiva di materie prime. E le radici affondano nelle costanti politiche di stimolo cinesi.

Queste, insieme con le condizioni finanziarie molto più favorevoli nei mercati emergenti negli ultimi trimestri dovrebbero migliorare le loro prospettive di crescita rispetto ai paesi sviluppati. Si vede già nella sovraperformance dell’indice di sorpresa economica emergente rispetto agli indici dei mercati sviluppati. In questo contesto, ci si può attendere un ulteriore indebolimento del dollaro rispetto alle valute emergenti, fattore che tendenzialmente è positivo per le materie prime.

Commodity su grazie all’accordo tariffario

Ciò che negli outlook economici conta sono le prospettive. Ed è la prospettiva di un accordo commerciale fra Usa e Cina di qui a pochi mesi a sostenere i mercati delle commodity, in particolare i segmenti dei metalli industriali e dell’agricoltura. Grazie al sentore di un accordo commerciale, i metalli industriali negli ultimi mesi hanno già iniziato la loro corsa, anche dovuto al fatto che il Dragone in genere nel secondo trimestre aumenta le sue scorte . Non si può dire lo stesso per l’agricoltura, rimasta indietro “a causa di specifici fattori di offerta”.

Il settore energetico

Nel segmento dell’energia NN IP si attende che l’offerta resti limitata, almeno per il resto del primo semestre. Le cause principali sono l’accordo OPEC+ sui tagli alla produzione, le sanzioni statunitensi contro Iran e Venezuela e i combattimenti in Libia. Tutto questo, oltre al ritardo nella curva del petrolio, che di per sé sta attirando nuovi flussi di investimento, dovrebbe continuare a spingere i prezzi del petrolio verso l’alto.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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