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La Cina è ripartita. Quando l'Europa?

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Redazione We Wealth
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25 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • A Shanghai l’89% delle piccole e medie imprese ha ripreso le attività

  • Il 79% dei dipendenti è tornato al lavoro

Anche se i contagiati dal coronavirus tornano a crescere, nell’epicentro cinese dell’epidemia Wuhan, si potrà tornare a circolare dal prossimo 8 aprile. Le imprese riprendono le attività , l’economia trova un nuovo avvio e le istituzioni sono positive sulla ripresa della crescita del paese

Nel primo focolaio del contagio, Wuhan, le misure di isolamento previste per arginare la diffusione del coronavirus verranno sospese l’8 aprile. Da quella data le restrizioni relative ai viaggi cadranno, mentre per altre città dell’Hubei i servizi di trasporto riprenderanno già a partire dal 25 marzo. LA fine di un’incubo? In Cina sembra potersi già dire di sì.

Secondo i dati pubblicati dalla Commissione municipale dell’economia e dell’informazione di Shanghai dal 23 marzo l’89% delle piccole e medie imprese della città ha ripreso le attività. Il 79% dei dipendenti è tornato al lavoro. “Le autorità locali distribuiscono oltre un milione di maschere al giorno a queste Pmi e hanno facilitato l’acquisto di mascherine a oltre 20mila Pmi. I materiali per la prevenzione e il controllo epidemici, compresi i prodotti per la disinfezione e gli occhiali, sono stati forniti a oltre centro Pmi della metropolitana”, ha commentato Zhang Jianming, vicedirettore della commissione. “Le Pmi sono state fortemente colpite dalla pandemia. Attraverso un’indagine su 2.622 Pmi a Shanghai, abbiamo riscontrato che le loro difficoltà nel riprendere il lavoro e la produzione comprendono principalmente l’aumento dei costi operativi e la mancanza di fiducia nello sviluppo”, ha aggiunto Zhang.

Il governo cinese sta valutando le prospettive di un rimbalzo economico dal coronavirus, anche se il resto del mondo inizia adesso ad implementare le prime misure per evitare il dilagare del virus. Lo scorso 20 marzo il premier ha dichiarato che l’epidemia è ormai sotto controllo e che è ottimista riguardo la ripresa dell’economia.

E’ vero però che la nazione si trova ad affrontare il rischio di ulteriori perdite di posti di lavoro e il calo della domanda esterna in conseguenza a quanto parallelamente succede negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell’Unione europea. Gli economisti prevedono che la Cina registrerà la crescita più lenta dalla fine dell’era di Mao quest’anno. Più ottimista il governatore della Bpoc: “Gli indicatori economici mostreranno probabilmente un miglioramento significativo nel secondo trimestre e l’economia cinese tornerà al suo potenziale livello di produzione piuttosto rapidamente”, ha infatti dichiarato Chen Yulu. Il governatore ha segnalato che il governo continuerà le sue attuali politiche di stimolo moderato: politica fiscale, tassi di interesse ridotti, prestiti più convenienti e liquidità extra.

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