PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Cina e Usa: quali i punti di contatto nei negoziati commerciali

Cina e Usa: quali i punti di contatto nei negoziati commerciali

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

04 Maggio 2018
Salva
  • L’ultimo studio di Nomura reputa equiprobabili gli scenari di escalation e di ammorbidimento nella disputa negoziale sul commercio fra Usa e Cina

  • In questo articolo vediamo qual è il terreno comune nei negoziati fra Aquila e Dragone.

I negoziati commerciali fra Cina e Usa non sono chiaramente solo una questione di dazi e tariffe. Sono indice di un riequilibrio più profondo nella forza delle due potenze.

I  negoziati commerciali fra Cina e Usa non sono chiaramente solo una questione di dazi e tariffe. Sono indice di un riequilibrio più profondo nella forza delle due potenze.

Le azioni di Trump sono meno aggressive della sua retorica. L’ultima ricerca di Nomura insiste su questo punto, prospettando una probabilità del 60% di avveramento della disputa Usa/Cina sulla proprietà intellettuale. La simulazione della società parla di un livello tariffario atteso pari al 25% su un valore monetario degli scambi di 50 miliardi di dollari per ognuno dei due paesi. Il restante 40% di probabilità viene suddiviso nei due scenari estremi. La probabilità di un’ulteriore escalation è pari al 20%, così come quella di una soluzione “pacifica” che porti le tariffe ad una soglia più bassa di quella attesa.

Il terreno comune nei negoziati commerciali fra Aquila e Dragone del resto esiste. Per quanto riguarda la Cina, basti pensare ai piccoli passi che essa sta compiendo verso la liberalizzazione dei suoi mercati. Piccole aperture al capitale straniero si sono viste in vari settori chiave. Come quello dell’istruzione, di internet, delle telecomunicazioni, dei media, delle auto e farmaceutico. Si tratta di un ambito, quello dell’apertura agli investimenti diretti esteri, che da sempre è sul tavolo delle trattative Usa – Cina. Fin dall’ingresso di quest’ultima nel WTO nel 2001.

Il presidente Trump reputa però le aperture cinesi ancora risibili. Lo scorso autunno il viceministro delle finanze Zhu Guangyao ha annunciato che la Cina aprirà al capitale straniero nel settore delle assicurazioni, della gestione dei fondi, delle società di futures. A inizio aprile ha poi aggiunto che il tutto avverrà nel giro di “pochi mesi”. La reazione di Trump è dovuta al fatto che le realtà “aperte” al capitale straniero sono nel concreto società molto piccole e non quotate. I funzionari americani hanno inoltre sottolineato come il Dragone permetta il controllo al capitale estero solo nei settori in cui il dominio delle imprese cinesi è schiacciante.

Un altro settore fondamentale in cui può giocarsi la negoziazione è quello delle auto. Trump ha avanzato due richieste. Una in merito all’abbassamento delle tariffe del settore automobilistico. L’altra relativamente all’allentamento della soglia del 50% imposta alla proprietà estera del capitale. Il 10 aprile Xi Jinping ha dichiarato che il suo Paese abbasserà quote e tariffe nell’industria, ma senza fornire una tabella di marcia. I quattro punti del suo piano in realtà si rifanno a intenzioni già espresse in passato. Da allora la Cina qualche concessione l’ha fatta, limitando ad esempio la piena proprietà straniera fino al 2022 per quanto riguarda le auto. La scadenza si abbassa poi a fine 2018 per quanto concerne i veicoli elettrici e ibridi.

Un potenziale accordo con la Cina secondo gli esperti di Nomura avrebbe successo solo se fosse del tipo “win – win”. Ossia se i vantaggi fossero conclamati per entrambi i paesi. L’amministrazione americana però pare vedere il commercio solo come un gioco a somma zero. Nonostante questa differenza di base nell’approccio, gli interessi comuni sono consistenti. I costi di una barriera tariffaria sarebbero davvero troppo improduttivi per essere davvero desiderabili. In questo senso, entrambe le potenze sembrano dirigersi verso una relazione economica gestita.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Outlook e PrevisioniCina