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Cernobbio, Forum Ambrosetti in pillole

10 Settembre 2018 · Redazione We Wealth · 5 min

  • Preoccupazione numero uno degli economisti, le elezioni europee

  • Nonostante l’alto livello di debito, l’economia globale non arresta la sua crescita

  • Il risparmio gestito rallenta ma non smette di crescere

Risparmio gestito, sfide del mercato, crescita dell’economia e debito italiano: questi i principali i temi discussi a Cernobbio, raccontati dai protagonisti

Si è concluso domenica il Forum Ambrosetti, il workshop economico che ogni anno raduna rappresentati di Governo, grandi nomi della finanza e addetti ai lavori, nella suggestiva cornice del lago di Como. Incertezza politica, crescita e investimenti i temi affrontati nella tre giorni. Abbiamo tirato le somme di quanto emerso.

Risparmio Gestito

Raccolta ancora positiva ma il ritmo è lento: la situazione è complessa ha commentato Andrea Ragaini, vice direttore generale wealth management Banca Generali a Class Cnbc, è necessaria cautela. “Quando c’è incertezza gli investitori rimangono in difesa. Noi rimaniamo convinti sia necessario investire sul lungo termine per poter vedere i risultati, pianificare bene e saper aspettare i frutti”. Specie in un momento storico in cui i margini dell’industria del risparmio gestito vanno assottigliandosi. “Il tema è l’economia di scala – prosegue Ragaini – C’è pressione sui margini e questa andrà a riflettersi inevitabilmente su chi fa consulenza”. Non solo Mifid II sul banco d’accusa, ma anche le sfide tecnologiche, che impongono un’implementazione tecnologica senza la quale non è possibile tenere il passo.

Sfide del mercato

Quali sono secondo gli addetti ai lavori le sfide del 2018? Al primo posto, il rischio geopolitico legato alle elezioni europee che si terranno in primavera. Si è parlato poi dell’impatto della tecnologia e dei nuovi mezzi di comunicazione sulla democrazia. Ultimo, non ultimo, il debito italiano.

Sembrano riproporsi i timori del 2017: il rischio Brexit e le preoccupazioni legate all’introduzione dei dazi di Donald Trump. Ma nel complesso, sottolinea Ragaini, il climea è positivo.

Investimenti

Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz, risponde ai microfoni di Cnbc sul target degli investitori. “C’è difficoltà nel decifrare il quadro politico – risponde il numero uno di Allianz – Gli investitori esteri non capiscono cosa succede in Italia e quindi hanno paura. Bisogna saper rispondere in maniera adeguata. Allianz investe anche nei Btp, apprezziamo il modo in cui il Governo chiarisce i dubbi e non abbiamo dubbi sulla solida guida del Paese. Stando ai nostri dati – prosegue Campora – continua la ripresa italiana al ritmo di 1-1,5%. Dove c’è digitalizzazione, poi, si arriva a tassi di crescita del 5%”.

Dieci anni dall’inizio della crisi

“I mercati oggi sono molto più sicuri”, sottolinea poi Campora, facendo un punto a 10 anni dall’inzio della crisi. “E’ vero, oggi a livello globale c’è molto debito, ma semplicemente perché l’economia si è espansa. Un’economia mondiale che continua a crescere fa sì che si usi più denaro a debito”. Anche l’Italia rimane sotto controllo, secondo i protagonisti di Cernobbio. “Lo spread a 300 punti non ha senso, dovrebbe essere a 150”, sottolinea poi Davide Serra, fondatore e amministratore delegato di Algebris. “E’ nell’interesse del Governo avere successo nelle aste dei titoli di stato e mi aspetto che gli stranieri che si sono spaventati delle querelle politiche saranno tranquillizzati dai fatti”. Investire nelle banche italiane? Le più solide, secondo Algebris, sono Intesa e Unicredit. Seguono Credito Valtellinese, con il più basso livello di crediti deteriorati.

La stagione della ripresa

“Il momento è positivo, l’economia mondiale cresce anche se con velocità diverse”, prosegue ottimista Corrado Passera, dal passato bancario e ora imprenditore. “Il rischio più alto e pericoloso è che si interrompa progetto europeo, perché i Paesi singolarmente presi non sarebbero in grado di competere con le grandi economie mondiali”. Certo bisogna fare fronte a un certo malessere sociale: “Il rischio di frattura in Europa c’è – prosegue Passera – Questo è un momento cruciale per i leader europei per dimostrare che Europa è motore e non un freno”.

Il Governo tranquillizza i mercati

“Mi sembra che gli interventi a Cernobbio del presidente del Consiglio Conte e del vicepremier Salvini siano stati molto chiari per quanto riguarda la volontà di rimanere entro i vincoli – c0nclude Alessandro Profumo, amminstratore delegato di Banca Leonardo – Sono arrivati messaggi chiari sul Def e i mercati verranno presto rassicurati.Credo ci sia stata una presa di coscienza molto chiara e infatti il messaggio del governo è stato quello di misurarci sui fatti e non sulle dichiarazioni”.

Non resta ora che aspettare la manovra finanziaria e sperare che l’anno prossimo a Cernobbio il rischio Italia non sia più nel programma.

 

Redazione We Wealth
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