PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Cento e mai più cento: il petrolio non sfonderà il tetto

Cento e mai più cento: il petrolio non sfonderà il tetto

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

11 Giugno 2018
Salva
  • Il movimento delle commodities è stato guidato dal petrolio, che ha guadagnato più del 10% da inizio anno, anche se è ancora lontano dalla soglia psicologica i cento dollari

  • Negli ultimi cinque anni l’andamento del prezzo delle materie prime è stato piuttosto deludente. Considerando le categorie principali nel complesso, solo i metalli industriali hanno registrato un risultato positivo

Secondo l’ultima analisi macroeconomica di Moneyfarm il petrolio non sfonderà la soglia psicologica del “cento”, non per ora almeno, in quanto un nuovo super ciclo delle commodities appare lontano

Le commodities e il ciclo attuale. Si taglierà il traguardo dei cento dollari?

La prima metà dell’anno è stata caratterizzata da una grande volatilità nel campo delle materie prime. Il movimento è stato guidato dal petrolio, che ha guadagnato più del 10% da inizio anno, anche se è ancora lontano dalla soglia prsicologica i cento dollari. Oggi, dopo due anni di prezzi bassi, la domanda che tutti gli investitori si pongono è se siamo all’inizio di una nuova fase del ciclo.

Guardando ai dati, negli ultimi cinque anni l’andamento del prezzo delle materie prime è stato piuttosto deludente. Considerando le categorie principali nel complesso, si può notare come solo i metalli industriali abbiano registrato un risultato positivo. Invece gli energetici e i beni agricoli restano in territorio negativo. Anche considerando solo l’orizzonte degli ultimi tre anni, lo scenario resta sostanzialmente invariato. Il punto più importante è però che la spinta elevatrice dei prezzi di petrolio e metalli sta già affievolendosi. Per questo motivo, sembra prematuro preconizzare adesso l’inizio immediato di un nuovo super ciclo delle commodities.

Perché allora il prezzo del greggio è salito così negli ultimi mesi?

Il recente rally del petrolio si può spiegare con varie ragioni. La crescita economica e l’outlook sono migliorati dal momento di fiacca del febbraio 2016. Bisogna ricordare inoltre che più di ogni altra materia prima il petrolio è correlato al ciclo economico. Ciò naturalmente è vero anche per i metalli industriali, i quali invece non hanno attirato molta attenzione da parte dei media. Mentre in realtà sono cresciuti di circa il 40% nel 2017.

Un altro fattore macroeconomico che è strettamente legato con la valutazione del petrolio è quello dell’inflazione. Negli ultimi sei mesi l’inflazione si è risvegliata. Il che è avvenuto fra le altre cose anche a causa del prezzo stesso del petrolio in crescita. La relazione tra i due parametri è infatti biunivoca. Le materie prime sono di solito considerate come una protezione nei confronti dell’inflazione e questo determina sicuramente l’aumento dei flussi su questa asset class. Oltre ai fattori macroeconomici, l’acuirsi di alcune tensioni geopolitiche nelle aree di produzione ha sicuramente avuto un peso. Ci si riferisce soprattutto ai problemi dal lato dell’offerta determinati dalle crisi in Medio Oriente e in Venezuela.

Perché le materie prime sono importanti in una strategia di asset allocation

All’interno di un asset allocation bilanciata, le materie prime svolgono un importante ruolo di diversificatore, grazie ai loro rapporti di correlazione con le principali asset class. Questo ruolo sarà ancora più utile nei prossimi mesi, quando sarà possibile un graduale aumento della volatilità. Per di più, la componente in materie prime costituisce un importante scudo contro l’inflazione.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Petrolio"
ALTRI ARTICOLI SU "Dollaro"