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Cancellare le Olimpiadi in Giappone? Una pessima idea

Cancellare le Olimpiadi in Giappone? Una pessima idea

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nessuno ha mai cancellato un’olimpiade, nemmeno per l’influenza pandemica del 2009 e per lo Zika. A meno di guerre in corso

  • Il Pil giapponese è già crollato del 6,3% in seguito all’aumento dell’Iva dello scorso ottobre 2019

  • Secondo le ultime stime, il Giappone potrebbe spendere oltre 26 miliardi di dollari per i giochi olimpici e paralimpici del 2020

  • In caso di cancellazione la crescita giapponese scenderebbe di 0,4 punti percentuali

Nel panico generale, si sta facendo strada anche l’idea di cancellare in Giappone le olimpiadi di Tokyo 2020. Ma sarebbe un disastro. John Plassard, investment specialist del gruppo Mirabaud, spiega perché

Nel 2009, fu il turno dell’influenza pandemica. Quella volta si trattava delle olimpiadi invernali di Vancouver 2010, le quali però si svolsero senza problemi. Anche nel 2016, in piena emergenza Zika, i giochi di Rio si tennero lo stesso, e tutto filò liscio.

Come sottolinea John Plassard, investment specialist del gruppo Mirabaud, nessuno ha mai cancellato un’olimpiade, a meno di guerre in corso. Cancellare le olimpiadi di Tokyo vorrebbe dire dare il colpo di grazia all’economia giapponese, già funestata dai nubifragi dello scorso agosto 2019 e dall’aumento dell’Iva, che ha fatto colare picco il Pil del 6,3%.

Nel 1964, i giochi di Tokyo significarono la rinascita, per il paese uscito devastato dalla seconda guerra mondiale. Lo stesso tipo di speranza di rinascita era (ed è) riposto nei giochi del 2020. Ma una potenziale diffusione incontrollata del coronavirus potrebbe costringere il governo a cancellare i giochi. E le conseguenze economiche per il paese sarebbero drammatiche.

Sulla carta, le olimpiadi di Tokyo dovrebbero avere un impatto positivo sull’economia giapponese, grazie soprattutto al canale turistico.

Gli organizzatori avevano stimato un aumento di 300 milioni di dollari nelle entrate previste, con almeno 5,9 miliardi di dollari per coprire le spese dirette previste. Tokyo contava moltissimo sulle olimpiadi: prima ancora della scelta, aveva già speso 62 milioni di euro.

Storicamente, i budget delle città candidate sono più che raddoppiati rispetto alle stime iniziali. Nel caso di Tokyo, i costi sono di 12,6 miliardi di dollari, lievitati rispetto ai 9 miliardi di dollari del 2013.

Secondo le ultime stime (dicembre 2019), il Giappone potrebbe finire per spendere oltre 26 miliardi di dollari per i giochi olimpici e paralimpici del 2020. A livelli record anche la spesa per contratti di sponsorizzazione da parte delle aziende: oltre tre miliardi di dollari.

In termini di Pil, i costi equivarrebbero allo 0,2%. In caso di cancellazione però, la crescita giapponese scenderebbe di 0,4 punti percentuali.

Cancellare le olimpiadi del Giappone costituirebbe anche una catastrofe politica per il primo ministro Shinzo Abe, talmente entusiasta del progetto da presentarsi vestito da Super Mario alla cerimonia di chiusura dei giochi di Rio.

La Abenomics si compone di tre frecce: politica monetaria non ortodossa, politica di stimolo fiscale e riforme strutturali. Queste “frecce” non hanno ancora centrato del tutto gli obiettivi, e sarà molto difficile che riusciranno a farlo senza un evento di portata strutturale come le olimpiadi.

John Plassard
Teresa Scarale
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