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Business school: la nuova geografia degli Mba

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

16 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Gli Usa stanno perdendo il monopolio di uno dei loro prodotti – simbolo, gli Mba, che stanno disegnando una nuova geografia, non solo fisica. Avanza infatti in Asia la domanda d’iscrizione ai master per diventare super manager. E c’è chi vira sul web

Mba sta per “master in business administration”: un programma di studio del management ad elevatissima specializzazione. Per un laureato con già qualche anno di esperienza, il quale voglia fare un salto di qualità nella sua carriera, si tratta di una tappa obbligata. Che richiede una pianificazione finanziaria adeguata: uno degli Mba fra i migliori al mondo costa attualmente circa 70.000 dollari.

Stando ai dati dell’Economist, sono ancora le business school americane a dominare le classifiche globali degli Mba più prestigiosi. Ad oggi, fra i primi dieci Mba al mondo otto sono Usa. Se si considerano i primi venti, la percentuale aumenta: i master Usa diventano infatti 17 (per onor di cronaca, si segnala la Sda Bocconi in 13ma posizione, con un balzo di 11 posti rispetto al 2018). La classifica del Financial Times racconta invece una storia diversa: fermo restando il dominio degli Usa, fa capolino in quarta posizione fra gli Mba migliori al mondo la Ceibs di Shanghai. In 18ma, figura la Hkust di Hong Kong, subito dopo Singapore, che si piazza al 17mo posto.

Mba: storia di una geografia

I primi Mba nacquero alla fine del XIX secolo negli Usa. Qualcosa però sta per scuotere le fondamenta dell’industria. Secondo il Graduate Management Admission Council (Gmac), nel 2019 i programmi Mba statunitensi hanno ricevuto il 7% di domande in meno da parte degli studenti esteri rispetto all’anno precedente.

E il dato interessa quasi il 75% dei programmi biennali full time, da est a ovest, non risparmiando gli atenei più blasonati (l’Economist parla di un calo di circa il 6% anche per Stanford e la Booth di Chicago, prima nella sua classifica). Colpa dell’atteggiamento bellicoso di Donald Trump? Sangeet Chowfla, a capo del Gmac, fa riferimento a una “nuova ondata” di programmi Mba di elevata qualità al di fuori degli Stati Uniti. Corsi “più vicini a casa” e ai “futuri datori di lavoro”. Di certo, questa inversione di tendenza non si era manifestata prima della politica trumpiana dell’America First.

Ad ogni modo, mentre il numero dei richiedenti l’ammissione nelle business school d’America cala, quello dei pre-iscritti agli Mba d’Asia aumenta. Del 9% dal 2017 al 2018, stando ai dati. E per il 2018 il numero è in aumento, a causa dei sentimenti “anti-immigrazione” diffusisi negli Stati Uniti. Ma sono gli stessi americani a subire meno il fascino di un master così costoso. Frequentare uno degli Mba più prestigiosi negli Usa significa indebitarsi in media di 200.000 dollari: oltre al costo di iscrizione in sé, pari mediamente a 70.000 dollari, si devono naturalmente aggiungere i costi di vitto e alloggio. Anche l’Association to Advance Collegiate Schools of Business registra un calo nelle preiscrizioni, del 10%, nel periodo 2014/2018 in America.

L’importanza del risparmio. Anche per gli Mba

Ma l’appetito per diplomati da Mba d’eccellenza da parte delle società più prestigiose (soprattutto consulenza e banche d’investimento) non è diminuito. Le stesse startup della Silicon Valley, prima scettiche nei confronti degli “ultra pagati” diplomati Mba, li reclamano: la crescita dimensionale implica che i manager non sono meno importanti degli ingegneri. Sempre secondo un’indagine della Gmac, l’80% delle società tech ha oggi in programma di assumere diplomati Mba. Per le società di consulenza e l’industria finanziaria, la percentuale si attesta invece all’82% e al 77%, rispettivamente.

Anche con queste prospettive, il mercato valuta oramai troppo costosi gli Mba. Soprattutto alla luce del risparmio ottenibile grazie alla tecnologia, che in alcuni casi porta ad un crollo di due terzi della tariffa media di iscrizione. Le scuole Usa lo sanno, e non vogliono aspettare che sia l’Asia a defraudarle degli iscritti. La Questrom di Boston, per esempio, in collaborazione con la mega piattaforma di apprendimento edx, ha creato un Mba online del costo di 24.000 dollari, un terzo della tuition fee media di un corso analogo negli Usa. Lo si potrà “frequentare” ovunque. Anche in Asia.

Teresa Scarale
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