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Btp Italia, si avvicina la sfida del Def

21 Agosto 2018 · Livia Caivano

Dopo i turbolenti mesi della campagna elettorale e dell’insediamento del governo giallo–verde, in autunno con il Def tutti i nodi verranno al pettine

E’ infatti attesa per fine settembre la pubblicazione del documento programmatico che finalmente metterà nero su bianco le intenzioni di Lega e 5Stelle in fatto di politiche economiche e finanziarie. Anticipate da contratti di Governo confusi, si sono rincorse negli ultimi mesi le dichiarazioni (spesso contraddittorie) dei due vicepremier e del Ministro dell’Economia su futuro del Tesoro. Sul piatto flat tax, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni.

Moody’s tiene gli occhi puntati

Non solo l’opinione pubblica e gli elettori ma anche le agenzie di rating fremono nell’attesa della pubblicazione del Def. Moody’s ha infatti deciso di rinviare in autunno la decisione sul rating sovrano dell’Italia, proprio per poter tenere conto della direzione economica che il Governo intende prendere. Non è una sorpresa leggere che l’agenzia guardi con scetticismo alle posizioni di Luigi Di Maio e Matteo Salvini e che anzi reputi che contribuiscano ad aumentare l’incertezza sul futuro del Paese. Una revisione al ribasso del rating italiano, oggi Baa2, non è da escludere.

Il Presidente Sergio Mattarella ha però già dichiarato che si rifiuterà di firmare una legge di bilancio che possa mettere a repentaglio la stabilità finanziaria del Paese. Come, ad esempio, la violazione della regola del 3% della Commissione Europea, paventata nei giorni scorsi al meeting di Rimini di Cl dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Qualche dubbio però lo hanno Jp Morgan, Commerzbank, Ing e Morgan Stanley, che intervistate da Bloomberg sostengono che in caso di sfondamento del tetto Ue del rapporto debito/Pil, lo spread potrebbe salire a 470 punti base.

foto del Presidente della repubblica Sergio Mattarella
Sergio Mattarella - Presidente della Repubblica italiana

Speculatori e Btp Italia

Secondo Marzotto Sim, se dal Def dovessero arrivare arriveranno segnali “in forte contrasto con le normative europee in ambito di bilanci pubblici, la crisi dei Btp si aggraverà e non solo chi ha venduto allo scoperto non si ricoprirà, ma la speculazione aumenterà a dismisura”. Se invece il documento non dovesse essere “eccessivamente ostile alle norme europee”, il recupero potrebbe essere anche “molto significativo”. “Nelle prossime settimane”, prosegue la Sim in una nota, “la volatilità e la pressione preventiva dei mercati sul governo, potrebbero aumentare la probabilità di provvedimenti che siano più in linea con i desiderata degli investitori”: nonostante i timori e al di là delle dichiarazioni, il Governo attuale non ha infatti interesse a scatenare una crisi economica. “La Bce, poi, che in questa fase sembra aver assunto un atteggiamento abbastanza passivo potrebbe rientrare in gioco se la volatilità dovesse superare certe soglie. Nel complesso quindi, la situazione resta molto delicata e va monitorata giornalmente con grande attenzione. Ma a meno che non si prevedano comportamenti particolarmente aggressivi e imprudenti da parte del governo italiano in fase di approvazione della Finanziaria 2019, la combinazione di:

– un clima economico ancora complessivamente positivo

– un posizionamento già molto pessimista sul BTP e sull’Italia

– una serie di dichiarazioni abbastanza caute di alcuni esponenti del governo riguardo alla Legge Finanziaria 2019

ci spinge ad un cauto ottimismo per la fine 2018”.

La fiducia degli investitori

Se invece il Governo dovesse attenersi alle dichiarazioni del Ministro Tria, che ha auspicato un bilancio che porti il Paese a un deficit dell’1,5-1,7%, quindi ben al di sotto della regola del 3%, le casse dello Stato potrebbero disporre di 12 miliardi di euro all’anno in più da spendere, secondo Mondher Bettaieb, Head of Fixed Income di Vontobel Am. “Un totale di circa 60 miliardi di euro per i cinque anni di mandato del governo non è male. Ci attendiamo quindi un deficit di bilancio di circa l’1,6%”.

Anche Carlo Cottarelli si dice positivo, pur non escludendo“una crisi dello spread sulla falsariga del 2011”. All’appuntamento annuale di Cl l’economista quasi ex Premier, infatti ha precisato: “Non penso che questo governo farà una legge di bilancio del tutto insensata e credo che a fine anno potremmo essere su un rapporto del deficit sul Pil dell’1,8%”.

Livia Caivano
Livia Caivano
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