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Brexit, avanti un passo dopo l’altro. La view degli analisti

19 Novembre 2018 · Redazione We Wealth · 5 min

  • Una bozza di accordo è stata raggiunta tra negoziatori europei e inglesi ma la strada è ancora lunga

  • Divisi il governo britannico e il partito Conservatore che lo sostiene

I 27 ministri Ue hanno dato l’ok al testo dell’accordo sulla Brexit, ora pronto per ricevere l’ok formale dal Consiglio affari generali art. 50. Come voterà il Parlamento Uk e come reagiranno i mercati?

Brexit non si ferma. Gli Stati membri hanno approvato il progetto di accordo raggiunto con il Regno Unito: “Il primo difficile passo è stato fatto”, ha commentato il ministro austriaco per l’Europa, Gernot Blumel. Non resta da capire se Theresa May uscirà salva dalla mozione di sfiducia che il suo Parlamento le prepara.

Schroders

 Con la bozza di accordo sui termini di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, per il Paese si apre la strada verso un periodo di transizione a partire dal 29 marzo 2019 che potrebbe essere esteso oltre dicembre 2020, durante il quale continuerà a godere dei benefici dell’appartenenza all’UE, come l’accesso al mercato unico e la libertà di movimento sul lavoro”, commentaAzad Zangana, Senior European Economist and Strategist.“Londra dovrà continuare a contribuire al budget e non potrà finalizzare altri accordi commerciali fino a quando non lascerà l’Unione. Il Regno Unito però non verrà più rappresentato a livello di istituzioni europee o Commissione Europea”. Si chiude la fase iniziale del processo di uscita. “Le relazioni future del post-Brexit e del periodo che seguirà la transizione sono ancora da definire. L’Ue ha sempre insistito sul fatto che le negoziazioni su relazioni commerciali e sicurezza non inizieranno fino a quando la Brexit non sarà stata completata. Le negoziazioni commerciali probabilmente richiederanno molti anni. Di conseguenza, l’incertezza per le aziende permarrà, incentivandole a considerare l’opzione di dirottare i propri piani di investimento al di fuori del Regno Unito. Nel breve termine, però, offrirà sollievo il fatto che l’accordo, in linea di principio, riduce le possibilità di un no-deal o di una Brexit cliff-edge”.

foto di Theresa May davanti all'Union Jack
Theresa May - primo ministro Uk

Belluzzo International Partners

“Il vero scoglio sarà il consenso ‘interno’, alla Camera dei Commons: se ci fosse l’approvazione qui, tutto resterebbe sostanzialmente invariato per altri due anni o forse più, con la garanzia della libera circolazione di beni e persone, la sovranità della Corte di Giustizia europea fino almeno al dicembre 2020 come corollario, e dunque di fatto il mantenimento dello status quo”, risponde Alessandro Belluzzo, equity partner di Belluzzo International Partners.“In caso contrario resterebbero invece aperte tutte le ipotesi: dal no dealalla sfiducia al governo May, ad un ulteriore tentativo di negoziazione con l’Unione, fino ad un nuovo referendum”. Con quale effetto sul settore dei servizi finanziari?“Sotto questo aspetto per il termine del periodo transitorio è previsto venga riconosciuta la cosiddetta equivalenza – come già avviene ad esempio per le istituzioni americane o giapponesi. La previsione di un “single custom territory” tra Regno Unito ed Unione Europea, con l’Irlanda del Nord di fatto parte del mercato unico, rappresentano però, senza dubbio, il fattore di maggiore fragilità: in grado di prorogare sine die il periodo transitorio o far saltare l’intero accordo. Con una situazione che può cambiare in modo radicale ed improvviso da un momento all’altro, risulta quindi sempre più importante prepararsi, come cittadini, imprese, o istituzioni finanziarie, a tutti i possibili scenari.

Notz Stucki

“La sterlina ha avuto un crollo giovedì 15 Novembre dopo che il ministro britannico per la Brexit Dominic Raab ha rassegnato le proprie dimissioni, alimentando l’incertezza. Il cambio GBP/USD si è abbassato dell’1%, (1,2853 alle 4:05 ET 09:05 GMT) e l’EUR/GBP è salito al +1,1% (0,8804). Nonostante l’incertezza che caratterizza la situazione, sul fronte obbligazionario gli investitori stanno reagendo in un modo apparentemente paradossale. Il rendimento decennale dei Gilt è sceso, perciò gli investitori stanno acquistando bond anziché venderli. La motivazione è legata al fatto che a Brexit conclusa, ci si attende un possibile abbassamento dei tassi da parte della Bank of England per stimolare l’economia. Tali possibili politiche monetarie espansive potrebbero far scendere i rendimenti e quindi far salire i prezzi degli attuali detentori di obbligazioni statali inglesi”.

Redazione We Wealth
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