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Brexit e azioni britanniche, quale sarà l'impatto

02 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Mancano meno di sei mesi al divorzio fra Gran Bretagna e Unione Europea. Quello che accadrà, nessuno può dirlo. Però l’andamento della sterlina può dare un utile aiuto alle previsioni

  • Secondo Janus, la corsa “sarà accidentata”. Chi guadagnerà, chi ci perderà? I prezzi delle asset class all’indomani della Brexit non sono stati icoraggianti, ma…

Non è un mistero che l’andamento della sterlina rappresenta un evidente segnale del sentimento dei mercati per quanto riguarda l’esito dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, ormai alle porte

Secondo Oliver Blackbourn di Janus Henderson Investors, l’andamento della sterlina rappresenta il più chiaro barometro del sentiment di mercato riguardo l’esito dell’attesa Brexit dall’Unione Europea, il prossimo marzo. Cosa accadrà dopo il marzo del 2019 è ancora incerto. Si è però ormai sotto data. La vicinanza dell’evento spinge gli investitori ad osservare attentamente l’effetto del movimento della valuta sui titoli britannici.

Brexit e sterlina alla resa dei conti

Per iniziare, la contrazione delle posizioni sulla sterlina sembra suggerire una certa preoccupazione degli investitori circa le prospettive del Regno Unito. In passato è accaduto che una sterlina più debole avesse sosenuto le azioni britanniche, ma questa volta potrebbe essere diverso.

In primis, gli effetti del referendum

Il periodo precedente al referendum è istruttivo. Dalla metà del 2015, la sterlina si mosse al ribasso, a causa delle incertezze. L’azionario inglese registrò poi un calo. Questa situazione fu un freno per le asset class del Regno Unito, contestualmente all’aumentare del premio di rischio. La reazione immediata al risultato “Leave” fu ugualmente esemplificativa. Le azioni britanniche calarono repentinamente, insieme alla valuta inglese. La continua inversione della sterlina nel periodo successivo contribuì a generare performance molto forti dal punto di vista dei prezzi degli asset.

Di qui in poi però…

La direzione della valuta britannica da ora e fino a marzo 2019 mostrerà se la percezione degli investitori sulla Brexit si riveleranno favorevoli o sfavorevoli. Tuttavia, a prescindere dagli eventi degli ultimi anni, i titoli inglesi potrebbero calare, se la sterlina perderà terreno.

A differenza della fase immediatamente successiva al referendum, le condizioni di trading per le società potrebbero iniziare a mutare. Diminuendo così i potenziali benefici derivanti da una valuta più debole. Janus fa poi un parallelismo con la Cina. Infatti, le barriere commerciali in particolare hanno danneggiato ultimamente le aziende cinesi. C’è da aspettarsi lo stesso per le imprese della Gran Bretagna. C’è però una speranza: il periodo di transizione potrebbe limitare l’impatto sulle esportazioni al di fuori dell’Europa, anche se solo nel breve termine.

Comunque, c’è spazio per i guadagni

Questo non vuol dire che al momento i titoli inglesi non siano attractive. Le valutazioni sono al di sotto della media registrata negli ultimi 15 anni. Nei prossimi anni, la crescita degli utili dovrebbe attestarsi attorno a numeri a una cifra superiori. Il rendimento da dividendi rimane elevato rispetto a prima. Secondo Janus però, gli investitori devono fare attenzione alla corsa. Essa potrà rivelarsi accidentata, in linea con la percezione di mercato.

Teresa Scarale
Teresa Scarale