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Brexit: cosa cambia nel panorama Europeo

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • I cittadini europei che vogliono trasferirsi nel Regno Unito per un soggiorno di lungo termine o per motivi di lavoro (più di sei mesi) dovranno fare richiesta di un visto

  • Le qualifiche ottenute (a livello anche di studio) non sono più riconosciute in modo automatico nei paesi Ue come accadeva invece in precedenza

Ci sono diverse variazioni derivanti dall’accordo provvisorio tra Ue e Gran Bretagna. Tra queste si trovano importanti novità per chi ha stretti legami lavorativi con il Regno Unito

Beni scambiati tra Regno Unito e Ue non saranno soggetti a tariffe o quote, i cittadini britannici potranno visitare l’Unione europea per un massimo di 90 giorni, chi si vorrà trasferire sul territorio di sua maestà Elisabetta II dovrà prima chiedere un visto e le qualifiche ottenute (a livello anche di studio) non sono più riconosciute in modo automatico nei paesi dell’Unione come accadeva invece in precedenza.

Questi alcuni dei cambianti che riflettono l’accordo provvisorio raggiunto tra Ue e Gran Bretagna.
Il Regno Unito ha lasciato l’Unione europea il 31 gennaio 2020, a cui è seguito un periodo di transizione dove il Paese ha continuato a far parte del mercato unico e dell’unione doganale per permettere i negoziati sui rapporti futuri, che si sono conclusi con un accordo di fine dicembre 2020. Da sottolineare come questo deve ancora essere approvato dal Parlamento europeo per entrare ufficialmente in vigore, anche se verrà già applicato in via provvisoria. Il Parlamento sta esaminando il testo nelle commissioni parlamentari specializzate prima che venga votato durante una sessione plenaria.

Nell’accordo di recesso erano già state affrontare diverse questioni: la protezione dei diritti dei cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e di quelli britannici che al contrario risiedono in altri paesi europei, gli impegni finanziari assunti in precedenza dal Regno Unito come stato membro e il problema delle frontiere, specialmente quella che divide Irlanda da Irlanda del Nord.

Commercio

Con l’accordo raggiunto i beni scambiati tra Regno Unito e Ue non saranno soggetti a tariffe o quote. In ogni caso sono già attive nuove procedure per il trasferimento delle merci da e per il Regno Unito, come i controlli alle frontiere sul rispetto delle regole del mercato interno (devono rispettare gli standard sanitari, di sicurezza, ambientali ecc). Inoltre, le aziende britanniche non hanno più il diritto automatico di offrire i loro servizi in Europa. Se vogliono continuare a essere operativi nell’Unione europea dovranno stabilirsi nell’Ue.

Vivere e lavorare nel Regno Unito

I cittadini europei nel Regno Unito o quelli britannici che risiedevano in uno stato membro prima di gennaio 2021 possono continuare a vivere e lavorare dove si trovano, purché già registrati in precedenza e in possesso dei permessi concessi dalle autorità nazionali dei vari stati membri o del Regno Unito.

Il diritto di vivere e lavorare in uno stato qualsiasi dell’Ue, da parte dei cittadini britannici, non sono garantiti automaticamente e possono essere oggetto di restrizioni (a eccezione della repubblica d’Irlanda, con cui il Regno Unito ha raggiunto un accordo separato). Inoltre, le qualifiche ottenute (a livello anche di studio) non sono più riconosciute in modo automatico nei paesi Ue come accadeva invece in precedenza.
I cittadini del Regno Unito che per qualsiasi motivo vogliano visitare o rimanere nell’Unione europea per più di 90 giorni devono rispettare le stesse condizioni di entrata e soggiorno per chi proviene da fuori Ue. Questo è valido anche per chi possiede una seconda casa in Europa.

I cittadini europei che invece vogliono trasferirsi nel Regno Unito per un soggiorno di lungo termine o per motivi di lavoro (più di sei mesi) dovranno rispettare le condizioni per il trasferimento degli stranieri imposte dal governo britannico, come la richiesta di un visto.

Soggiorni e viaggi

Come detto anche sopra, i cittadini britannici possono visitare l’Unione europea per massimo 90 giorni in un periodo di 180 giorni senza bisogno di un visto. Gli inglesi non possono più usufruire delle corsie rapide di controllo dei passaporti né delle corsie doganali. Devono anche dimostrare di avere già un biglietto per il ritorno nel proprio paese e che hanno fondi sufficienti alla loro permanenza. Il loro passaporto deve inoltre scadere non prima di sei mesi dalla data di entrata.
I cittadini europei possono visitare il Regno Unito per un periodo di massimo sei mesi senza necessità di un visto, ma dovranno avere un passaporto in corso di validità.

L’assistenza sanitaria

Altro tassello è l’assistenza medica. E dunque, i cittadini Ue che soggiornano temporaneamente nel Regno Unito beneficiano ancora dell’assistenza sanitaria d’urgenza basata sulla tessera sanitaria europea (Team). In caso di periodi più lunghi di sei mesi si dovrà pagare un supplemento. I pensionati continuano a beneficiare dell’assistenza sanitaria dovunque si trovino. Il paese che eroga la pensione rimborserà quello di residenza.

Erasmus

Il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Erasmus+ e di creare invece un proprio programma. Quindi gli studenti europei non potranno più partecipare a programmi di scambio nel Regno Unito.

Giorgia Pacione Di Bello
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