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Brexit conclusa? Si va ai supplementari. Ue approva proroga “golden goal”

Brexit conclusa? Si va ai supplementari. Ue approva proroga “golden goal”

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I Ventisette hanno raggiunto l’accordo per concedere un’estensione della Brexit al Regno Unito, come richiesto dal premier britannico. Si tratta però di un accordo dalle caratteristiche particolari

  • Permane in ogni caso una rinnovata incertezza, anche adesso che il Parlamento ha rigettato la possibilità di nuove elezioni il 12 dicembre, come aveva richiesto il premier Boris Johnson

Sembra proprio che la Brexit avrà un finale aperto. L’Ue ha infatti approvato una proroga elastica con termine “massimo” al 31 gennaio 2020. Di qui ad allora però potrebbe aversi l’auspicata rete conclusiva di una partita talmente lunga da non avere più spettatori

Londra, Europa. I Ventisette hanno raggiunto l’accordo per concedere un’estensione della Brexit al Regno Unito, come richiesto dal premier britannico, Boris Johnson. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato su Twitter che si tratta di un rinvio flessibile, fino al 31 gennaio 2020. “Flessibile” significa che non appena (quindi, anche prima della scadenza) il parlamento di Londra avrà ratificato l’intesa raggiunta con l’Ue, la Brexit potrà dirsi conclusa.

Brexit non conclusa, gli effetti immeditati sui mercati: la sterlina

Secondo Petr Krpata, strategist valutario di Ing, “lo spazio di apprezzamento della valuta britannica resterà limitato”. Gli speculatori hanno ridotto le posizioni ribassiste sulla sterlina, ma la liquidazione di queste scommesse al ribasso dovrebbe ora fermarsi . C’è infatti una rinnovata incertezza sulla possibilità di nuove elezioni a dicembre.

I primi commenti degli asset manager

“Il Regno Unito potrebbe completare la Brexit in qualsiasi momento dopo che l’Ue ha concesso l’estensione oltre il 31 ottobre”. E’ quanto sostiene Elliot Hentov, strategist di State Street Global Advisors. “Nonostante ci sia un discreto consenso sull’attuale accordo, “riteniamo che saranno necessarie nuove elezioni al fine di assicurare una maggioranza solida per l’approvazione del testo finale sulla Brexit.. Una volta messo in sicurezza l’accordo, i mercati cominceranno ad acquisire più fiducia anche se permarranno diverse incertezze per quanto riguarda le relazioni fra Londra e Bruxelles. Gli investimenti potrebbero non riprendersi completamente e, pertanto, le prospettiva di crescita dell’economia e della sterlina potrebbero aumentare solo in maniera limitata nel 2020”.

Nel pomeriggio di lunedì 28 ottobre intanto la Camera dei Comuni ha rigettato la richiesta del voto anticipato da parte di Johnson. Il premier britannico aveva stabilito il calendario da serguire per le consultazioni, se i due terzi dell’Esecutivo avessero approvato la mozione. Ma così non è stato: i Laburisti hanno fermato il piano del governo Tory.

Dws dice che gli investitori sono “stufi di questo spettacolo. Ma devono ancora prendere posizione in borsa. Ecco perché la loro interpretazione può essere ben definita”. Azad Zangana, senior European economist and strategist, Schroders, ritiene invece che la Brexit sarà “ordinata” nel caso si dovesse comunque approdare ad elezioni anticipate.

Nuove elezioni il 12 dicembre? No.

“Il Governo ha presentato una mozione proponendo lo svolgimento di elezioni anticipate. La mozione deve rispettare i termini stabiliti nella sezione 2 del Fixed-Term Parliaments Act. Se approvata da una super maggioranza alla Camera dei Comuni, si terranno elezioni anticipate conformemente a tale legge. Nel caso in cui quest’Aula approvi la proposta di elezioni anticipate, raccomanderò a Sua Maestà la Regina, Elisabetta II, di indire le elezioni generali per il 12 dicembre. Ciò significa che il parlamento si dissolverà poco dopo la mezzanotte del 6 novembre. In linea con la legge, la data in cui il parlamento si riunirà nuovamente verrà stabilita da una proclamazione reale dopo lo scioglimento e raccomanderò alla Regina che la prima riunione del nuovo parlamento abbia luogo prima del 23 dicembre”. Era la conclusione del premier prima della consultazione parlamentare del pomeriggio del 28 ottobre 2019.

Teresa Scarale
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