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Brasile alle urne, il moderato ottimismo degli investitori

05 Ottobre 2018 · Francesca Conti · 10 min

  • I candidati in lizza non riusciranno probabilmente a ottenere la maggioranza il 7 ottobre. A fine mese si terrà quindi il ballottaggio

  • Per i gestori di Schroders il nuovo governo dovrà attuare le riforme pensionistiche messa in cantiere prima dello scioglimento dell’esecutivo

  • Secondo gli strategist di Raiffeisen Capital Management il Paese dovrà tenere sotto controllo il proprio debito per riconquistare la fiducia degli investitori

Sono 13 i candidati alle elezioni carioca del 7 ottobre. Professionisti dell’investimento e risparmiatori sono in allerta aspettando di conoscere quale sarà la direzione delle misure economiche carioca, ma moderatamente ottimisti

Mancano solo due giorni alle elezioni presidenziali in Brasile. Il risultato avrà un impatto notevole non solo sullo scenario politico internazionale, ma anche sulle scelte di investimento di professionisti e risparmiatori. L’attenzione degli investitori è rivolta soprattutto alla capacità della prossima amministrazione carioca di attuare misure economiche appropriate alla miglior performance degli asset del Paese. Il clima pre-elettorale si assesta intorno a un cauto ottimismo degli investitori. Per i gestori di Schroders il nuovo governo dovrà superare il banco di prova della riforma pensionistica messa in cantiere prima dello scioglimento dell’esecutivo, mentre secondo gli strategist di Raiffeisen Capital Management il Paese dovrà tenere sotto controllo il proprio debito per riconquistare la fiducia degli investitori.

Le elezioni del 7 ottobre decideranno a chi assegnare due terzi degli 81 seggi nel Senato Federale e tutti i 513 seggi della Camera dei Deputati brasiliana. Durante lo stesso giorno si terranno anche le elezioni per i governatori dei singoli stati e per le assemblee legislative. Sono 13 i candidati in corsa per la presidenza del Paese, ma i principali sono quattro: Jair Bolsonaro del Partito Social-Liberale, primo nei sondaggi, con posizioni conservative e nazionaliste; Fernando Haddad, subentrato come candidato del Partito dei Lavoratori dopo che Luiz Inácio Lula da Silva è stato dichiarato non-eleggibile per una condanna per riciclaggio, supportato dall’endorsment di Lula e al momento al secondo posto nei sondaggi; Ciro Gomes del Partito Democratico Laburista, terzo secondo i sondaggi e con una lunga esperienza politica di sinistra e infine Geraldo Alckmin del Partito della Social-Democrazia Brasiliana, supportato dai mercati ma non altrettanto dagli elettori secondo i sondaggi di settembre.

Sembra improbabile che un singolo candidato otterrà più del 50% dei voti al primo round, spiega un’analisi di Schroeders. Di conseguenza, il 28 ottobre si terrà probabilmente un secondo round con il ballottaggio tra i candidati che avranno avuto maggiore successo. I favoriti al momento sono Jair Bolsonaro e Fernando Haddad. In tal caso si tratterebbe di una scelta tra un candidato di destra e uno di sinistra, con prospettive molto diverse. I sondaggi su un ipotetico secondo round hanno mostrato risultati contrastanti, e ciò indica che l’incertezza resta elevata.

Non si tratta solo di eleggere un nuovo presidente. La società di investimento sottolinea che la ripresa economica del Brasile è ancora in una fase iniziale, dopo la profonda recessione del 2014-2016, durante la quale il Pil è sceso in totale del 10%. I bassi livelli di inflazione hanno permesso alla banca centrale di mantenere una politica monetaria accomodante per supportare la crescita e il Pil, aumentato dell’1% nel 2017, con un ulteriore +1,4% previsto per il 2018. Tuttavia, la disoccupazione resta elevata e i risultati economici degli ultimi anni, insieme a un ampio scandalo di corruzione, hanno discreditato la classe politica al potere. Dal punto di vista macroeconomico, sempre secondo Schroeder, la debolezza principale in Brasile è l’ampio deficit fiscale, che ha superato il 10% del Pil sotto l’ex Presidente Rousseff. L’amministrazione Temer è stata in grado di far passare misure che hanno aiutato a ridurre il deficit fino al 7,8% del Pil nel 2017.

Martin Marinov, gestore obbligazionario Cee & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management
Martin Marinov, gestore obbligazionario Cee & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management

Tuttavia, l’importante riforma delle pensioni, necessaria per destinare risorse pubbliche al processo per una crescita sostenibile di lungo termine è stata rimandata a dopo le elezioni. Di conseguenza, la questione di cruciale importanza per i mercati finanziari è capire l’impegno e la capacità del prossimo presidente di implementare le riforme strutturali necessarie, in particolare la riforma delle pensioni, insieme ad un impegno continuo verso una politica economica ortodossa. Sul tema delle pensioni, tutti i principali candidati riconoscono che sia necessaria un’azione, ma il grado e la velocità con cui probabilmente si muoveranno i singoli candidati sarà differente. E

Ecco quindi perché la visione degli strategist della società ritiene che la performance degli asset brasiliani probabilmente dipenderà dalla capacità della prossima amministrazione di attuare misure appropriate. “Se il governo dovesse fallire nel far passare un numero sufficiente di politiche economiche convenzionali, è probabile che la reazione dei mercati obbligazionari e delle valute spingerà il governo a considerare politiche più ortodosse. Siamo quindi convinti che ci si occuperà della sostenibilità fiscale nel medio termine, ma sia il percorso che le tempistiche dipenderanno probabilmente da chi vincerà le elezioni, ed entrambe potrebbero avere implicazioni materiali sulla volatilità dei mercati nel breve termine e sui risultati macroeconomici”, spiega in un focus di approfondimento Pablo Riveroll, Head of Latin American Equities, Schroders.

“Dal punto di vista degli investimenti – aggiunge – abbiamo una visione cautamente positiva sull’azionario brasiliano. Il mercato sta scambiando a valutazioni attraenti, con un rapporto forward prezzo/utili attorno a 10x, che è più basso rispetto ai mercati emergenti più in generale a livello storico, con una crescita degli utili sopra la media. Riteniamo che la riforma delle pensioni verrà probabilmente approvata dal nuovo governo, indipendentemente dal candidato che vincerà le elezioni, anche se forma ed entità potrebbero variare. Il mercato potrebbe essere vulnerabile se il nuovo governo non si impegnerà a presentare ed approvare la riforma delle pensioni all’inizio dell’amministrazione. Puntiamo a sfruttare la volatilità di mercato per aggiungere posizioni sulle società di alta qualità brasiliane a valutazioni inferiori, nel caso in cui nostro scenario di base dovesse concretizzarsi”.

“Se il Brasile riuscirà a tenere sotto controllo il proprio debito, il Paese potrebbe presto tornare ad attrarre l’interesse degli investitori valutari”, sottolinea invece Martin Marinov, gestore obbligazionario CEE & Global Emerging Markets di Raiffeisen Capital Management. “Al momento, tuttavia, la fiducia degli investitori nella volontà di riforma del Brasile è diminuita. Nei nostri portafogli abbiamo di conseguenza ridotto l’esposizione verso il Brasile sul breve termine e siamo in attesa di buone opportunità di acquisto. Va sottolineato che oggi i tassi di interesse sono in linea teorica attraenti, attestandosi a circa il 10% sotto le attuali prospettive su crescita e inflazione. Tuttavia gli investitori mantengono una certa cautela, poiché la mancanza di chiare previsioni di bilancio impedisce una riduzione del premio di rischio”, chiarisce Marinov.

Francesca Conti
Francesca Conti
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