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Borse in rialzo, attesa per le riunioni di Fed e Bce

Borse in rialzo, attesa per le riunioni di Fed e Bce

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Rita Annunziata
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27 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Ftse Mib ha aperto la seduta del 27 aprile con oltre due punti percentuali di rialzo

  • La Bank of Japan ha annunciato nuove misure di allentamento monetario, dando il via a un quantitative easing illimitato

  • Secondo Cesarano, i 750 miliardi di euro previsti dal Pepp potrebbero essere incrementati di almeno 400-500 miliardi

Le principali piazze europee aprono la settimana in rialzo, ma resta forte l’attesa per le riunioni della Fed e della Bce. Dopo l’intervento della Boj, quali saranno le prossime mosse delle banche centrali? Ne parliamo con Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim

Un inizio settimana ottimista per i principali listini azionari europei. Dopo la conferma del rating Italia di Standard&Poor’s, il Ftse Mib ha segnato un avvio con oltre due punti percentuali di rialzo, trainato in particolare dal settore bancario e seguito sulla scia positiva anche dalle piazze di Londra, Francoforte e Parigi. Quali sono stati i fattori che hanno inciso maggiormente sulle Borse?

“Da un lato c’è l’ottimismo sulla fine del lockdown – spiega Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim – dall’altro le trimestrali delle Big Five statunitensi, Apple, Microsoft, Google, Facebook e Amazon, che potrebbero evidenziare nei prossimi giorni delle buone indicazioni”. Ma non solo. Secondo Cesarano, nell’area euro a trainare i mercati sono anche le attese positive sulla presentazione da parte della Commissione europea del progetto del recovery fund il sei maggio, accompagnate dallo statement di Moody’s della scorsa settimana che avrebbe lasciato presagire che l’otto maggio, quando si pronuncerà sul rating sovrano dell’Italia, “potrebbe lasciarlo invariato”.

Occhi sulle banche centrali

Intanto, cresce l’attenzione sulle prossime mosse delle banche centrali. La settimana si è aperta con la Bank of Japan che ha annunciato nuove misure di allentamento monetario dando il via a un piano di quantitative easing illimitato dei titoli governativi, rimuovendo il tetto di 80mila miliardi di yen annui e stimando una contrazione del pil a fine anno tra il 3 e il 5%.

Mercoledì, invece, sarà il turno della Federal Reserve che, secondo Cesarano, potrebbe non solo amplificare le linee che ha già annunciato, soprattutto in relazione all’acquisto di bond corporate, ma anche varare una serie di misure che “potrebbero culminare nel mese di maggio con l’estensione degli acquisti agli etf che abbiano come sottostante gli indici azionari”, spiega. In questo modo, si sfiorerebbe “un bilancio complessivo che potrebbe superare a fine anno i 10mila miliardi di dollari, la metà del pil statunitense”.

E la Banca centrale europea? “I 750 miliardi di euro previsti dal Pandemic emergency purchase programme potrebbero essere incrementati di almeno 400-500 miliardi per arrivare a un totale di 1.500 miliardi, un piano molto simile a quello che dovrebbe essere il dimensionamento del recovery fund”, continua Cesarano. Una seconda ipotesi riguarda invece i junk bond. “La Bce fino a ora ha allargato il novero di titoli che accetta come collaterali, ma potrebbe spingersi oltre, acquistando quelli che sono stati downgradati dopo il sette aprile. Un ampliamento del quantitative easing sia quantitativo che qualitativo”.

Rita Annunziata
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