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Borse europee in rosso tra trimestrali e dati sul pil

Borse europee in rosso tra trimestrali e dati sul pil

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

30 Luglio 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Seduta in forte ribasso per le borse Europee .Il Ftse Mib chiude in flessione del 3,28%, peggio solo Francoforte (-3,45%)

  • I market mover della giornata spiegati da Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

Le borse europee chiudono la seduta di giovedì 30 luglio in territorio fortemente negativo. Ecco i fattori che hanno pesato maggiormente sui listini

Una giornata da dimenticare per le borse europee. Il Ftse Mib ha terminato la seduta con una flessione del 3,28%. Francoforte la peggiore in Europa con il Dax che ha chiuso un calo del 3,45%. Anche i listini statunitensi si muovono in territorio negativo con l’S&P 500 che perde lo 0,69%. Ma quali i sono stati gli eventi che hanno pesato maggiormente sulla performance negativa delle Borse? Per Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, sono diversi i fattori che hanno spinto le borse verso il basso.

In primis, il dato sul Pil tedesco che nel secondo trimestre di quest’anno è crollato del 10,1% su base trimestrale (11,7% su base annua) registrando la peggiore contrazione dal 1970, anno in cui sono iniziate le statistiche trimestrali. Un dato peggiore delle attese degli economisti, che si aspettavano una flessione del 9% t/t e del -10,9% a/a. “Un dato così negativo per il Pil tedesco mette in dubbio le previsioni per altri paesi europei, in quanto la Germania è stato tra i paesi che hanno gestito in modo più efficiente l’emergenza, senza aver dovuto fare i conti con un sistema sanitario sotto stress” commenta Diodovich. Fortemente negativo anche il dato sull’economia Usa, entrata ufficialmente in recessione. Il Pil americano nel secondo trimestre 2020 è crollato del 32,9%. Si tratta del peggior dato dal 1947, quando sono iniziate le rilevazioni moderne sul calcolo del Pil trimestre su trimestre.  A generare ulteriore allarmismo sui mercati, prosegue Diodovich, sono stati i conti deludenti di alcune tra le principali aziende europee quotate, principalmente nel comparto auto (es. Volkswagen e Renault) ed energetico (es. Eni e Total), fortemente impattati dall’emergenza covid-19. Infine, conclude Diodovich, rimane grande preoccupazione per i numeri sui contagi, che restano ancora molto alti negli Stati Uniti. Non si placano neanche i timori di una seconda ondata della pandemia in alcuni paesi europei.

Intanto, occhi puntati sui dati trimestrali delle 4 big del tech Usa (Apple, Amazon, Facebook, Alphabet) in programma questa sera dopo la chiusura di giornata delle contrattazioni a Wall Street.

Virginia Bizzarri
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