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Borse, dopo la caduta il rimbalzo

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

13 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo Bulgarelli, il primo livello da monitorare per l’S&P500 è in area 2.200-2.400 punti

  • “Se il Ftse Mib andasse al di sotto di 14.894 punti ci potrebbe essere un segnale di riaccelerazione che porterebbe al minimo di 12.370 punti”, spiega l’analista.

Le principali piazze finanziarie tentano il recupero con un rialzo a doppia cifra dopo un giovedì nero per le Borse mondiali. In che misura la tendenza può avere margine di consolidamento? Attraverso l’analisi tecnica, abbiamo provato a fare luce sulla questione insieme al presidente di Siat, Davide Bulgarelli

Dopo un giovedì nero per le Borse mondiali, le principali piazze finanziarie tentano il recupero. Se da un lato Wall Street aveva registrato il peggior crollo dal 1987, dall’altro anche Piazza Affari aveva chiuso le contrattazioni con la peggiore performance di sempre, cedendo quasi il 17%. Eppure, con un rialzo in doppia cifra, la settimana sembra chiudersi con una nota di speranza. Si tratta di un semplice rimbalzo o la tendenza può avere margine di consolidamento? L’analisi tecnica, che cerca di prevedere la direzione dei listini, partendo dallo studio dei grafici, potrebbe aiutare a dipanare la matassa.

“C’è differenza tra questo ribasso e quello della crisi finanziaria del 2008 perché è stato generato da un evento esogeno (la diffusione del Coronavirus ndr) che, salvo sorprese, dovrebbe avere una durata limitata nel tempo – spiega Davide Bulgarelli, presidente di Siat – Di conseguenza, allo stesso modo in cui è comparso, dovrebbe scomparire e lasciare spazio a una ripresa che non sarà a forma di V ma probabilmente a forma di U. Normalmente i mercati agiscono come degli elastici, per cui a una determinata azione corrisponde un’altrettanto violenta reazione. Però io non sono sicuro che siamo arrivati in fondo alla prima caduta”.

Secondo Bulgarelli, se l’S&P500 (l’indice che segue l’andamento di un paniere azionario composto dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione) nelle prossime settimane non scenderà al di sotto di 2.200-2.400 punti, i mercati statunitensi potrebbero tirare un sospiro di sollievo. In altre parole, tenendo conto dei livelli delle quotazioni attuali, ci sarebbe ancora un margine di discesa ulteriore di circa 6-12 punti percentuali, prima di violare il margine di sicurezza. Se invece la tendenza di oggi si dovesse consolidare, “segnali interessanti si vedrebbero sopra i 2.730 e i 2.800 punti”, aggiunge Bulgarelli. Oltre quest’area si potrebbe aprire la strada per una più robusta tendenza rialzista.

Diversa invece è la situazione per il FtseMib. “La chiusura di giovedì sera a 14.894 punti è un punto che non dobbiamo più rivedere a ribasso”, continua Bulgarelli. Secondo l’analista, al di sotto di quei livelli ci potrebbe essere un segnale di riaccelerazione che potrebbe portare prima ai minimi del 2016 e poi giù sul fondo, a rivedere i livelli toccati nel 2009 e 2012, a quota 12.500 punti.

Alla luce dei dati dell’analisi tecnica, cosa aspettarci dunque dai prossimi mesi? In un contesto di preoccupazione generale legata a quella che il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ormai definito una pandemia e che ha inevitabilmente condizionato le Borse mondiali, quello che resta da capire secondo l’analista è come si evolverà la posizione del governo inglese rispetto alla volontà di non intervenire in modo drastico nel cercare di circoscrivere la malattia, ma anche l’evoluzione dell’emergenza sanitaria negli Stati Uniti. “Se la pandemia toccasse il suo picco nel giro di qualche settimana o un paio di mesi, ci sarà un recupero molto forte con una ripresa a U, qualche mese di lateralità, rimbalzi, movimenti avanti e indietro, e poi un’economia che riparte alla fine dell’anno, forse anche in maniera più forte e creativa rispetto a quello che possiamo immaginare oggi, grazie alle misure eccezionali che dovranno essere prese per far fronte a questa situazione”, spiega Bulgarelli, che conclude: “Se la problematica dovesse essere sottovalutata in Inghilterra e negli Stati Uniti e l’impatto sulla popolazione dovesse essere più forte di quello registrato in Italia, potremmo abbandonare l’ipotesi di una ripresa a U e considerare che il ribasso sia solo iniziato. A quel punto potremmo vedere anche un S&P500 a 1.500 punti”.

Rita Annunziata
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