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BlackRock, la fine del ciclo non verrà dalle banche centrali

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Francesca Conti
Francesca Conti

10 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I principali motivi alla base del rallentamento economico, secondo BlackRock sono gli effetti del restringimento monetario della Fed del 2018 e le tensioni commerciali

  • Per BlackRock la fine del ciclo non dipenderà dalla politica monetaria delle banche centrali, quanto piuttosto da una possibile escalation delle tensioni commerciali tra Usa e il resto del mondo

  • Il colosso dei fondi Usa continua a sovrappesare l’azionario, soprattutto statunitense

  • BlackRock ritiene che l’obbligazionario governativo europeo continuerà ad essere supportato dalle azioni della Bce anche dopo la fine del mandato di Draghi

La crescita sta rallentando a livello globale, ma una recessione è ancora lontana. Parola di BlackRock, che ha presentato il suo outlook di metà anno. Per il colosso dei fondi Usa la fine del ciclo economico potrebbe dipendere dall’evoluzione dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e il resto del mondo

“Non c’è dubbio che sia in atto un rallentamento della crescita dell’economia globale, evidente soprattutto negli Stati Uniti e nei paesi Emergenti. Tuttavia non ci aspettiamo che questo ritmo di crescita lenta – per alcuni paesi agonizzante – evolverà in una recessione”, anzi, “il ciclo globale dovrebbe stabilizzarsi e poi migliorare leggermente. In Europa sta già succedendo”. È uno sguardo cautamente ottimista quello di BlackRock, che ha presentato il Mid-Year Outlook 2019.

Durante un incontro con la stampa il chief investment strategist Bruno Rovelli ha spiegato che una recessione non sembra all’orizzonte, visto che le banche centrali sembrano essere avviate verso un percorso di futuro allentamento monetario. Il fattore a cui prestare maggiore attenzione, invece, sarà lo sviluppo delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e – soprattutto – tra gli Usa e il resto del mondo.

I principali motivi alla base del rallentamento economico, secondo il colosso dei fondi americani, sono due. “Il primo è il restringimento monetario effettuato dalla Fed lo scorso anno, che sta filtrando lentamente all’interno del sistema economico. Il secondo invece, più rilevante in ottica di lungo termine, sono proprio le tensioni commerciali”, commenta Rovelli. Secondo il manager queste stanno già avendo due impatti sul settore corporate, specialmente manifatturiero: il primo, diretto, è un aumento della tassazione sulle società, il secondo, indiretto, è l’aumento delle difficoltà per il settore nell’allocazione degli investimenti.

A fronte di questo scenario, che vede “un contesto economico deteriorato”, gli indicatori “stanno dando dei segnali di stabilizzazione provenienti dalla politica monetaria”, sottolinea il manager. Per Rovelli “la politica monetaria non potrà più dare una spinta alla crescita come in passato, ma dovrebbe essere ancora in grado di sostenere i mercati finanziari”, che continueranno “a dare più importanza al supporto della politica monetaria piuttosto che ad altri fattori”.

E le azioni delle banche centrali, secondo BlackRock, non saranno più le responsabili della fine del ciclo economico. Piuttosto, a scatenare la fine del ciclo potrebbe essere “un’eventuale escalation delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. Ma non è probabile che questo possa succedere nei prossimi 12-18 mesi, con le elezioni presidenziali statunitensi alle porte”, aggiunge Rovelli.

La strategia di BlackRock per il portafoglio

Considerando che secondo BlackRock, il rallentamento economico non dovrebbe portare ad una recessione, il colosso Usa continua a sovrappesare l’azionario, in particolare americano. Secondo Rovelli, “l’azionario avrà forti performance future. Le obbligazioni governative oggi sono molto care, le azioni convengono ancora. Siamo più cauti rispetto al passato, ma continuiamo a sovrappesare le azioni. Abbiamo ridotto un po’ il margine, per via del ciclo economico maturo e per i rischi di medio termine correlati alle tariffe e all’impatto sui margini di profitto delle società quotate”, spiega Rovelli.

Sul fronte obbligazionario BlackRock ha “ridotto un po’ il peso delle obbligazioni governative, soprattutto statunitensi. Pensiamo che i bond governativi europei, invece, saranno supportati da una Bce che resterà accomodante anche dopo la fine del mandato di Draghi”. Sul debito emergente il colosso Usa resta positivo: “Ha ancora un pick-up importante, e continuerà a beneficiare di una politica monetaria ferma o espansiva”.

“Continuiamo a ritenere che il mercato americano sia il più caro ma anche con più qualità”. BlackRock ha inoltre riportato l’Europa su ‘neutrale’, visto che “il ciclo europeo mostra segnali più evidenti di stabilizzazione e mostra ancora valutazioni attraenti”. Per quanto riguarda i paesi Emergenti, “siamo più cauti per via della frammentazione della catena produttiva globale”, che dovrebbe invece avere un impatto “minore sull’America Latina, per questo restiamo positivi”.

La situazione italiana

La crescita economica del Belpaese prosegue “a un ritmo anemico” e le “politiche economiche non sembrano sufficienti a revitalizzarla”. Nonostante la crescita resti “sospesa”, i fondamentali di credito restano buoni, i migliori degli ultimi 20 anni, grazie alla compressine della domanda interna”. In questo ultimo periodo, tuttavia, “l’Italia ha fatto ‘bene’ rispetto agli altri paesi periferici, in parte grazie alla tregua con la Commissione europea e in parte grazie all’operato della Bce”. I rischi per l’Italia dipenderanno strettamente dall’evoluzione del contesto macroeconomico golbale. “L’economia è in una fase delicata e in questo contesto uno shock sui mercati causerebbe un’ulteriore perdita di fiducia da parte degli investitori”.

Francesca Conti
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