PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Black Friday, a shopping di investimenti

23 Novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

Quali sono le occasioni migliori per lo shopping finanziario durante il weekend del Black Friday? M&G Investments offre alcuni consigli, spaziando dal reddito fisso alle valute

Le avvisaglie c’erano già nel 2012. È stato allora che il divario fra fra spese natalizie e spese per il Black Friday ha iniziato ad assottigliarsi. Oggi, il rapporto si è invertito: i consumatori spendono più nel venerdi successivo al giovedì del Ringraziamento che nel periodo natalizio. I dati del 2018 indicheranno lo stato vero dell’economia. E per quanto riguarda i mercati finanziari? Esiste anche per gli investimenti un Black Friday? Il team Fixed Income di M&G Investments dice si, e illustra alcune “occasione”.

Shopping finanziario

Le azioni

L’ottobre tempestoso dei mercati azionari ha sgonfiato tutti i prezzi, anche delle realtà più solide.

Affari per il value investing

Come si può notare dal grafico 3 di M&G, l’indice S&P 500 scambia ora sotto la media a 200 giorni, il che vuol dire posizioni più guardinghe da parte degli investitori, almeno quelli avversi al rischio. Tuttavia, questo nuovo atteggiamento non comporta che il mercato sia diventato conveniente. Piuttosto, è la volatilità ad essere in aumento. Gli affari si pongono quindi per gli investitori di tipo value attivi.

Le obbligazioni

Se ottobre è stato il mese nero delle azioni, novembre non è stato roseo per le obbligazioni. L’esempio portato da M&G è quello della General Electric. Le sue obbligazioni sono precipitate del 26% a causa delle preoccupazioni legate al fabbisogno di capitale della società. Poi, la British American Tobacco, che potrebbe dover affrontare nuove regolamentazioni relative ai suoi prodotti più diffusi.

L’Italia

Alcuni titoli italiani, non solo quelli del debito pubblico, sono stati colpiti gradualmente. La riluttanza dell’Italia ad accettare l’austerità di Bruxelles ha colpito imprese di infrastrutture come la Cooperativa Muratori & Cementisti, che sta soffrendo per le difficoltà strutturali del settore. Alcune di queste aziende potrebbero essere state oggetto di svendite eccessive a fronte di una reazione esagerata dei mercati, ma altre forse sono ora a buon mercato, per un motivo. Come i clienti nei negozi, anche gli investitori devono valutare se prezzo e valore corrispondono.

Investment grade vs High Yield

L’alta qualità conviene

La differenza di spread tra le obbligazioni Investment Grade Usa (almeno BBB-rated) e l’High Yield (HY, al massimo BB-rated) si è notevolmente ridotta. Ciò suggerisce che l’IG potrebbe offrire un valore aggiunto in termini di rischio/rendimento. Questo perché gli investitori in HY non sono compensati molto di più per il rischio assunto investendo in società con rating inferiore. Al contrario, gli investitori in IG vengono remunerati ad un livello non troppo lontano dall’HY, seppur puntando su società con un rischio di default inferiore.

Perché?

Il livello dell’offerta è una delle ragioni di questo piccolo divario tra IG e HY: nell’ultimo decennio le società Investment Grade sono state grandi emittenti di obbligazioni (la capitalizzazione di mercato del segmento IG statunitense è più che raddoppiata), attratte da tassi bassi, anche per finanziare la loro ondata di fusioni e acquisizioni. D’altro canto, abbiamo visto poca offerta proveniente dalle società del segmento HY, soprattutto di recente, dato che le aziende hanno optato per il mercato dei leveraged loan, che è una fonte di finanziamento più economica rispetto alle obbligazioni. Tali prestiti sono diventati interessanti per gli investitori, data la fase attuale del ciclo, poiché offrono un tasso variabile.

L’inflazione

Il calo dei prezzi del petrolio ha ridotto le aspettative di inflazione a livello globale. Tuttavia, l’abbassamento dei prezzi delle fonti energetiche ha un effetto a breve termine. La domanda che alcuni investitori si fanno allora è perché questo fenomeno inflazionistico a breve termine dovrebbe realmente stimolare le aspettative di inflazione a lungo termine.

Come mostrato nel grafico 6, le aspettative di inflazione a cinque anni negli Stati Uniti stanno fissando l’inflazione al di sotto dell’obiettivo del 2% previsto dalla Fed. Questo potrebbe non essere coerente con le pressioni inflazionistiche che probabilmente emergeranno da un mercato del lavoro statunitense molto in cui la disoccupazione americana è al minimo storico da 50 anni a questa parte. Se l’inflazione fosse effettivamente sottovalutata, lo sarebbero anche i treasury protetti per l’inflazione, i TIPS, che offrirebbero maggiori profitti se l’inflazione aumentasse, per proteggere gli investitori.

Valute

Il dollaro forte ha speronato le valute dei mercati emergenti, le quali sono crollate. Ciò è accaduto soprattutto durante l’estate, quando il peggioramento dell’economia in Turchia e in Argentina ha causato un generale sell-off sugli emergenti.

Secondo le stime della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), i recenti movimenti hanno trascinato verso il basso i tassi di cambio effettivi di alcune valute emergenti. Una dinamica fuorviante, per cui alcuni investitori credono che abbiano guadagnato del valore. Le valutazioni migliori vanno attualmente alla lira turca e al peso argentina.

I però del Perù

Ma non tutte le valute sono convenienti. Sempre secondo la Bri, il sol peruviano è sopravvalutato, forse in considerazione dei fondamentali del Paese, la cui economia sta crescendo a un ritmo annualizzato del 2,3%, mentre il disavanzo delle partite correnti si attesta a un moderato 1,4% del Pil. Anche l’inflazione, al 1,3%, è modesta. Forte esportatore di rame, come il vicino Cile, il Perù ha segnato una crescita degli investimenti per otto mesi consecutivi.

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.