PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Big tech da record, azioni Usa mai così in alto dal 1986

Big tech da record, azioni Usa mai così in alto dal 1986

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

31 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • I titoli stellari del comparto tech hanno trainato il rally azionario Usa verso il miglior agosto di sempre dal 1986, anche se Wall Street ha chiuso in altalena

  • Il carico maggiore lo ha messo la numero uno dell’S&P 500 – Apple, 2000 miliardi di dollari di capitalizzazione – che nel mese più caldo dell’emisfero boreale è cresciuta del 18% a Wall Street. Le big tech nel complesso vi hanno contribuito per un terzo

  • Nel coro della tifoseria azionaria, si levano però alcune voci contrarie. La media dei prezzi S&P 500 è ancora lontana dai picchi del febbraio 2020. Gli analisti in particolare temono il cosiddetto “rimbalzo a K”

Le big tech Usa (Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet e Facebook) cementano un record, il miglior agosto di sempre dal 1986. Insieme trainano un terzo dell’S&P 500. Ma ora qualcuno parla di fattore K

I titoli stellari del comparto tech hanno trainato il rally azionario Usa verso il miglior agosto di sempre dal 1986, anche se Wall Street ha chiuso in altalena. Il Dow Jones perde infatti lo 0,79% a 28.426,17 punti, il Nasdaq sale dello 0,68% a 11.775,46 punti, mentre lo S&P 500 cede lo 0,23% a 3.499,97, una contrazione non sufficiente ad arrestare la corsa verso il record. Il carico maggiore lo ha messo la numero uno dell’S&P 500 – Apple, 2000 miliardi di dollari di capitalizzazione – che nel mese più caldo dell’emisfero boreale è cresciuta del 18% a Wall Street. Ma grazie alle politiche fiscali aggressive e agli stimoli monetari della Fed, il rialzo prosegue da marzo per le blue chip tecnologiche. Le big tech (Apple, Microsoft, Amazon e Facebook: pesano il 20% dell’indice) vi hanno contribuito per un terzo. Tutto il comparto tech Usa è salito di circa il 7% nel mese di agosto.

Dal 31 agosto 2020 hanno inoltre effetto le suddivisioni (split) delle azioni Tesla e Apple, fatto che dovrebbe contribuire all’aumento degli scambi. Sia Apple che Tesla nella giornata di giovedì 27/08 veleggiavano rispettivamente a circa 500 e 2200 dollari. Apple divide ogni azione in quattro, Tesla in cinque (tecnicamente split 4-1 e 5-1). Una mossa che alcuni trovano irrilevante, come sottolinea Reuters. Alcuni broker infatti già erano soliti dividere in quote parti le azioni. Apple non è nuova allo split delle azioni. Negli anni passati, anche Google, Mastercard e Visa hanno scelto di fare a fettine le proprie ricche azioni. In tutti i casi, l’operazione di suddivisione ha portato a una moltiplicazione per tre degli scambi.

 

Nel coro della tifoseria azionaria, si levano però alcune voci contrarie. La media dei prezzi S&P 500 è ancora lontana dai picchi del febbraio 2020. Il rally è stato trainato da pochi titoli tech blue chip. Gli analisti in particolare temono il cosiddetto “rimbalzo a K”. Si tratta una biforcazione severa e speculare del mercato: a un crollo repentino e condiviso, fanno seguito due rimbalzi di segno opposto. L’azionario legato al commercio online e al lavoro agile è in salita, ma quello di altre tipologie di imprese (es. Domino Pizza, Colgate-Palmolive, la compagnia navale Carnival, Ralph Lauren) è ancora lontano dal recupero. Al momento, il 20% delle società dell’S&P 500 è al di sotto del 50% rispetto ai propri massimi. Di contro, le big tech sono salite del 56% da marzo. La media è del -28% se paragonata ai picchi. Gli esperti (tipo Michael Kantrowitz di Cornerstone al Financial Times) ammoniscono che le performance dei primi della classe nasconde sotto la superficie una realtà tutt’altro che rosea.

Intanto, Zoom quadruplica le sue entrate rispetto allo scorso anno. La società californiana specializzata in servizi di teleconferenza nel secondo trimestre dell’anno incassa 663,5 milioni di dollari, cifra al di sopra delle previsioni, con il 355% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. E il titolo del gruppo vola nelle contrattazioni after hours a Wall Street, sfiorando il 10%.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Azionari internazionali"
ALTRI ARTICOLI SU "Digital transformation"