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Bce, Christine Lagarde: non prevediamo un nuovo lockdown

Bce, Christine Lagarde: non prevediamo un nuovo lockdown

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • La governatrice ha poi aggiunto che le “nostre stime macroeconomiche incorporano una ripresa del numero di contagi da coronavirus, ma non un nuovo lockdown completo”

  • Lady Euro ha poi confermato il suo impegno ad adeguare le misure di politica monetaria, se necessario, per raggiungere il target di inflazione, puntualizzando che l’attività economica della zona euro è rimbalzata nel terzo trimestre, pur rimanendo la ripresa “incompleta, incerta e disomogenea”

  • Morgan Stanley prevedeva che la Bce avrebbe incrementato il Pepp di 400 miliardi, allungandone la durata, a marzo 2021. Adesso però ha anticipato le previsioni di una mossa di questo tipo all’ultima riunione dell’anno

L’intervento della presidente Bce Christine Lagarde al Pe con parole chiare su lockdown e tassi di cambio soddisfa i mercati. Le borse europee chiudono toniche, con Piazza Affari a far da maglia rosa (+2,47%) e lo spread Btp/Bund poco mosso

Nella sua audizione al Parlamento europeo, le parole più chiare Christine Lagarde le pronuncia sul lockdown e sul tasso di cambio euro/dollaro. La numero uno della Bce ha affermato che l’istituto sta monitorando attentamente i movimenti dei tassi di cambio. La governatrice ha poi aggiunto che le “nostre stime macroeconomiche incorporano una ripresa del numero di contagi da coronavirus, ma non un nuovo lockdown completo”. Tuttavia, “attendiamo di avere nuovi dati empirici” per valutare la situazione e ricalibrare le nostre stime e le nostre misure. Lady Euro ha poi confermato il suo impegno ad adeguare le misure di politica monetaria, se necessario, per raggiungere il target di inflazione, puntualizzando che l’attività economica della zona euro è rimbalzata nel terzo trimestre, pur rimanendo la ripresa “incompleta, incerta e disomogenea”.

Poi, il consueto supporto ai fondi del Next Generation Eu, che devono essere “utilizzati non solo in modo tempestivo, ma anche in modo tale da rafforzare la crescita a lungo termine e sostenere gli obiettivi comuni dell’Unione europea. Se lo facciamo bene, il Next Generation Eu potrebbe essere proprio il punto di svolta di cui l’Europa ha bisogno, in termini di modernizzazione, resilienza e prosperità”.

Per quanto riguarda le mosse accomodanti di sostegno all’economia, Morgan Stanley prevedeva che la Bce avrebbe incrementato il Pepp di 400 miliardi, allungandone la durata, a marzo 2021. Adesso però ha anticipato le previsioni di una mossa di questo tipo all’ultima riunione dell’anno. “Con il forte aumento dei casi covid, riflesso nei deboli Pmi, ci aspettiamo un’azione anticipata a dicembre”, dichiarano gli analisti.

La Banca centrale europea “potrebbe non avere molti incentivi a potenziare il programma di Qe di emergenza pandemica fino a che i tassi e la volatilità resteranno bassi”, afferma invece Piet Haines Christiansen, capo strategist per la Bce di Danske Bank. Con spread ridotti, Francoforte “non ha alcun incentivo a introdurre più Pepp”, dichiara. Espandere per davvero il programma d’acquisto per l’emergenza pandemica potrebbe non essere necessario dato che la Bce ha dato già “il segnale e l’impegno” per farlo.

Il mercato obbligazionario europeo ha quindi chiuso l’ultimo lunedì di settembre con rendimenti stabili. Lo spread Btp/Bund ha chiuso poco mosso sui 140,712 punti base. In Italia il rendimento del Btp decennale “resta sotto lo 0,9% in attesa della pubblicazione della Nota di aggiornamento al Def (prevista per mercoledì 30/09)”, affermano gli strategist di Mps Capital Services.

L’Ftse Mib ha chiuso a +2,47% (19.160 punti), in linea con le principali piazze europee. A piazza Affari, ha brillato il settore bancario (Unicredit +5,45%, Mediobanca +4,01%%, Intesa Sanpaolo +2,89%, Bper +2,61%, Banco Bpm +1,17%, B.P.Sondrio +3,95%). In luce anche Amplifon (+6,14%). Progredisce il comparto oil e oil service, con Saipem che ha guadagnato il 6,09%, Tenaris il 4,12% ed Eni il 2,56%. In netto rialzo gli industriali [B.Unicem (+5,43%), Cnh I. (+4,27%), Pirelli (+3,85%), Leonardo Spa (+3,43%), Stm (+2,79%), Prysmian (+1,84%), Ferrari (+1,48%), Fca (+3,97%)]. Nexi (+0,51%) sale dopo le indiscrezioni sul cashback. La società starebbe negoziando con le banche l’eliminazione delle commissioni sulle micro-transazioni sotto i 5 euro e una riduzione di quelle fra 5 e 25 euro in modo da diminuire i costi per gli esercenti. Male Atlantia (-1,15%): la possibilità di degenerazione dello scontro fra Atlantia e l’esecutivo è sempre più concreta.

Teresa Scarale
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caporedattore
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