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Bazooka Fed: la reazione dei mercati e la view degli esperti

Bazooka Fed: la reazione dei mercati e la view degli esperti

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

16 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il maxi-intervento della Fed non rassicura i mercati

  • Goldman Sachs taglia le stime sulla crescita del Pil Usa

  • La view di Fidelity e il commento di Filippo Diodovich (Ig Italia)

Le mosse della Fed in risposta all’emergenza coronavirus non bastano a risollevare i mercati. Intanto Goldman Sachs rivede al ribasso le stime sulla crescita del Pil Usa. La view degli esperti

Per proteggere l’economia dagli effetti del Coronavirus, domenica scorsa, la Federal Reserve ha tagliato i tassi vicino a 0-0,25% e annunciato un programma di acquisti da 700 miliardi di titoli di stato. La mossa della Banca centrale americana non è bastata però a rassicurare i mercati. Le borse asiatiche hanno registrato forti cali durante la prima seduta della settimana, con Tokyo (Nikkei 225) che ha chiuso a 2,46 %, Hong Kong (Hang Seng) a – 4,03% e Shanghai a -3,4%. Sulla scia del tonfo delle borse asiatiche, crollano anche i listini europei, con Piazza Affari che apre in negativo, perdendo oltre il 10% in mattinata. Molti i titoli sospesi per eccesso di ribasso. Il Ftse Mib chiude in profondo rosso, con una perdita del 6,12%. Anche Wall Street crolla in apertura e scattano i circuit breaker: scambi sospesi per 15 minuti con il Dow Jones che chiude a -12,93%.

Bazooka della Fed: la view di Fidelity

Alla luce delle nuove misure annunciate dalla Fed domenica, secondo Fidelity, anche se azioni come queste “aiuteranno ad alleviare la tensione di liquidità nei mercati di finanziamento, non faranno molto per contrastare le perdite di produttività, con l’aumento delle misure per contenere la pandemia di covid-19.” Secondo gli esperti del gruppo “gli Stati Uniti e le altre economie sviluppate sono probabilmente in tempo per introdurre ulteriori misure fiscali per stimolare le loro economie nel medio termine. Inoltre – proseguono gli esperti – non è scontato che le banche centrali asiatiche, in particolare la Cina, seguiranno il playbook della Fed, portando i tassi verso lo zero”.

Pil Usa: le nuove stime di Goldman Sachs

In questo nuovo scenario, gli esperti di Goldman Sachs rivedono al ribasso le stime sulla crescita del Pil reale Usa, che scendono allo 0% nel primo trimestre (da + 0,7%) e al -5% nel secondo trimestre (dallo 0%). A partire dal terzo trimestre invece, la banca d’affari prevede una ripresa dell’economia statunitense, con una crescita del Pil a +3% nel terzo trimestre (da + 1%) e a +4% nel quarto trimestre (da +2,25%) “con ulteriori forti guadagni all’inizio del 2021”. Questo porta la previsione di Goldman Sachs sul Pil del 2020 a scendere a + 0,4%, dall’1,2% stimato precedentemente. Tuttavia, si legge nel report, le previsioni dipendono da svariati fattori, con un’incertezza sui numeri “molto maggiore del solito”.

Il commento di Filippo Diodovich (IG Italia)

Per Filippo Diodovich, senior strategist di Ig Italia, la decisione della Fed sui tassi era “quasi scontata” e già prevista dai mercati. A essere arrivata a sorpresa, destando la preoccupazione degli investitori, è stata invece la “tempistica” della manovra, annunciata 2/3 giorni prima della riunione della Fed, prevista per martedì e mercoledì. A spaventare i mercati ulteriormente, sono stati i dati diffusi nella notte sull’economia cinese nei primi due mesi del 2020: produzione industriale -13,5%; investimenti in fixed asset -24,5% e vendite al dettaglio – 20,5%. Quelli dell’Ufficio nazionale di statistica di Pechino sono i primi dati a mostrare l’effetto del coronavirus su un’economia. “Questo ci dà un’idea su quali potrebbero essere gli effetti sull’economia europea e americana” spiega Diodovich. A pesare, anche il report diffuso Goldman Sachs: “il grande rischio per l’economia americana è il crollo dei consumi (che ne costituiscono i 2/3). Se crollano i consumi –  spiega Diodovich – crolla il Pil e tutte le imprese americane devono rivedere i propri obiettivi come profitti, vendite e dividendi. Questo  –  conclude Diodovich  – porta il prezzo delle azioni a scendere e a un’ondata di vendite sui mercati”.

Virginia Bizzarri
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