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I bassi rendimenti dureranno per i prossimi 10 anni

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “La possibilità di una flessione delle azioni e di altre attività resta elevata e di molto superiore a quella di un contesto di mercato normale”

  • Dati i rendimenti bassi, è fondamentale per gli investitori mantenere bassi i costi degli investimenti

  • Mentre però la previsione per i mercati azionari dell’area euro è migliorata, quella per i rendimenti degli obbligazionari è peggiorata ancora. Vedere alla voce “banche centrali”

  • E allora visto che i bassi rendimenti dureranno, bisogna puntare su azioni e obbligazioni di bassa qualità? Resitere, resistere, resistere

Non c’è aria di accelerazione all’orizzonte: i bassi rendimenti dureranno probabilmente per il prossimo decennio. A soffrire non saranno solo le obbligazioni: tutte le classi di attivi sono a rischio. Tratteggia il quadro il Vanguard Economic and Market Outlook Summary 2020

Per il terzo anno consecutivo, la crescita economica mondiale sarà in rallentamento. Ma quanto si potrà rallentare ancora, prima della frenata? Se lo chiede il Vanguard Economic and Market Outlook Summary 2020. Adducendo come motivazioni principali per il rallentamento della crescita globale l’estenuante guerra commerciale tra Usa e Cina e la generale incertezza politica. Oltre alla crescita in rallentamento, gli investitori dovrebbero aspettarsi picchi di volatilità nel breve termine e prezzi elevati delle varie classi di attivi.

Gli attuali rendimenti bassi dureranno per un altro decennio

La sconfortante prospettiva arriva da Peter Westaway, chief economist e head of investment strategy di Vanguard in Europa. I modesti rendimenti attuali sono destinati a mantenersi nel prossimo decennio. Le nostre prospettive a breve termine per i mercati azionari globali rimangono prudenti e la possibilità di una flessione delle azioni e di altre attività a più alto rischio rimane elevata e significativamente superiore a quella di un contesto di mercato normale”.

Crescota: più lenta ancora

Il continuo rallentamento della crescita globale previsto lo scorso anno si è intensificato nel 2019, a causa del deterioramento del ciclo industriale globale e dell’acuirsi delle tensioni commerciali, in particolare tra Usa e Cina. A livello globale, l’incertezza è stata la caratteristica distintiva delle vicende politiche e della politica monetaria, con un impatto sia sulla produzione sia sugli investimenti.

“La continua contrazione del commercio globale in rapporto al Pil e la costante incertezza stanno minando la crescita”, aggiunge Westaway. “Tutto ciò limita gli investimenti e ostacola la diffusione di tecnologie e di idee per stimolare la produttività. Per questo, riteniamo che la crescita resterà contenuta anche nel 2020″.

Nel dettaglio

Nell’Ue la crescita dovrebbe rimanere debole intorno all’1% nel 2020, a causa del contesto commerciale e della Brexit. Per il Regno Unito, Vanguard stima una crescita dell’1,2% il prossimo anno, nell’ipotesi che il paese esca dall’Ue in modo ordinato. La crescita degli Usa dovrebbe rallentare a circa l’1% il prossimo anno, evitando una recessione tecnica, ma al di sotto della normale crescita tendenziale del 2%.

Anche la Cina dovrebbe rallentare e attestarsi a un ritmo inferiore al trend pari al 5,8% nel 2020, al di sotto del proprio obiettivo del 6%. Il quadro per i mercati emergenti è eterogeneo. L’America Latina ha subito un forte calo, mentre alcune grandi economie asiatiche, tra cui Cina e Indonesia, hanno resistito meglio. Nel complesso, ciò ha contribuito al rallentamento globale, in linea con i mercati sviluppati.

Modesti rendimenti attesi

“Le prospettive dovrebbero migliorare in misura limitata nei prossimi anni, quando le banche centrali riprenderanno la normalizzazione”, afferma Westaway. “È tuttavia probabile che i ritorni restino molto più bassi rispetto ai decenni precedenti e agli anni successivi alla crisi. Date le nostre previsioni di crescita economica globale più bassa e di inflazione contenuta, i ritorni degli attivi rimarranno a lungo inferiori rispetto ai livelli storici”.

Vanguard prevede che i rendimenti attesi annualizzati per il reddito fisso dell’area euro e dell’area ex-euro si collochino tra lo 0 e l’1% nel prossimo decennio. Nello stesso periodo il ritorno annualizzato per l’azionario area euro dovrebbe attestarsi tra il 4,5 e il 6,5%. I ritorni attesi sui mercati azionari globali dell’area ex-euro, invece, sono inferiori, circa il 2,5%-4,5% per gli investitori in euro.

La previsione per i mercati azionari dell’area euro è migliorata, mentre quella per i ritorni degli obbligazionari è peggiorata ulteriormente a causa delle politiche delle banche centrali, dei bassi rendimenti su tutte le scadenze e delle elevate valutazioni delle obbligazioni societarie.

Bassi rendimenti: un vademecum per gli investitori

“In questa nuova fase di incertezza è essenziale che gli investitori si concentrino su ciò che possono controllare. Una maggiore probabilità di ribassi evidenzia l’importanza della diversificazione. Allo stesso modo, in un’epoca di ritorni contenuti, è ancora più importante per gli investitori mantenere bassi i costi degli investimenti. Una commissione del 2% potrebbe far sì che un investitore europeo debba rinunciare quasi alla metà dei propri ritorni potenziali sull’azionario“.

“Per garantire il raggiungimento dei propri obiettivi di investimento, gli investitori dovrebbero anche considerare la possibilità di aumentare le proprie esposizioni. D’altro canto, gli investitori dovrebbero assolutamente resistere alla tentazione di inseguire i ritorni puntando su azioni o obbligazioni di bassa qualità, soprattutto in un periodo di rischi più elevati”. E’ la conclusione dell’economista.

Peter Westaway dice che i rendimenti bassi dureranno
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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