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Bankitalia: il Covid-19 colpisce i redditi degli italiani

Bankitalia: il Covid-19 colpisce i redditi degli italiani

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Bankitalia ha effettuato tra aprile e maggio 2020 un’indagine straordinaria sulle famiglie italiane per raccogliere informazioni sulla situazione economica e sulle aspettative durante la crisi legata alla pandemia di covid-19

  • I dati evidenziano, dunque, come il reddito delle famiglie intervistate si sia ridotto sensibilmente e come il futuro non sarà così facile

La pandemia globale e il periodo di fermo imposto dal governo italiano hanno messo in ginocchio l’economia italiana, ma soprattutto i redditi famigliari che si sono ridotti sensibilmente

Reddito famigliare più leggero. Più della metà della popolazione italiana ha infatti dichiarato di aver subito una contrazione nel reddito, a causa delle misure adottate per il contenimento dell’epidemia.

Inoltre, più di di un terzo dichiara di non avere risorse liquide sufficienti per far fronte alle spese per consumi essenziali della famiglia per un periodo di 3 mesi. E infine più della metà ritiene che, anche quando l’epidemia sarà terminata, le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno inferiori a quelle pre-crisi. Questo quanto emerge dall’indagine condotta da Bankitalia, tra aprile e maggio 2020 su 3.079 individui durante la crisi legata alla pandemia di covid-19.

I dati elaborati sottolineano dunque come poco meno della metà degli individui prima dell’emergenza sanitaria arrivava a fine del mese con difficoltà, con quote più elevate per i lavoratori dipendenti a termine e per i disoccupati. Negli ultimi due mesi, dove le misure per cercare di contenere gli effetti della pandemia sono state molto rigide, oltre la metà degli individui ha dichiarato di aver subito una riduzione del reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti. Per il 15% il calo è stato infatti di oltre la metà del reddito complessivo. L’impatto più negativo c’è però stato tra i lavoratori autonomi. Di questi quasi l’80% ha quindi subito un calo nel reddito e per il 36% si è verificato un dimezzamento del reddito familiare.

Il futuro non è però dei più rosei. E infatti quasi la metà della popolazione si aspetta una riduzione del reddito familiare anche nell’arco dei prossimi 12 mesi, anche se di intensità inferiore rispetto a quella degli ultimi due mesi. Oltre al calo del reddito le famiglie intervistate hanno anche sottolineato di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate. Questa quota supera il 50% tra i disoccupati e i lavoratori dipendenti con contratto a termine. Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti, con contratto a termine, si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50% del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria.

Il report evidenzia poi che se si prende a riferimento la soglia di povertà relativa stimata sulla base dell’indagine sui bilanci delle famiglie italiane del 2016 , la quota di popolazione che non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi in assenza di altre entrate è pari al 55%.

I problemi finanziari hanno però ripercussioni pesanti sulle faglie e infatti quasi il 40% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi. Da sottolineare come solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Se si sposta l’attenzione su coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34%. E infine le spese. Circa il 30% della popolazione dichiara infatti di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60% ritiene che anche quando l’epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi.

Giorgia Pacione Di Bello
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