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Banche, Mersch (Bce): nel 2021 possibile ritorno dividendi

Banche, Mersch (Bce): nel 2021 possibile ritorno dividendi

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

26 Novembre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Yves Mersch, vice-presidente del consiglio di sorveglianza della Bce, ha aperto a un possibile ritorno al pagamento dei dividendi per le banche dell’eurozona a partire dal 2021

  • La decisione, ha dichiarato Mersch, dipenderà totalmente “dall’approccio conservativo dei modelli interni delle banche, dall’approccio conservativo negli accantonamenti e da una solida visione della traiettoria del capitale di una banca”

  • Equita: “è ragionevole attendersi un’estensione del divieto fino a marzo, quando dovrebbe esserci una maggiore stabilità dello scenario macro all’esito del quale ci attendiamo che venga autorizzata il ripristino della politiche di dividendo in modo selettivo”

  • A detta di Nicolò Nunziata strategist di Marzotto Investment House, intervistato da We Wealth sul tema, è una questione di trade-off. Da un lato, la Bce deve salvaguardare il settore bancario, duramente colpito dalla pandemia, dall’altro, è necessario ridare fiducia agli investitori sul sistema bancario

Il vice-presidente del supervisory board della Bce apre a una possibile revoca dello stop ai dividendi a partire dal prossimo anno

Dopo lo stop allo stacco delle cedole e i programmi di buyback (riacquisto di azioni proprie, ndr) introdotto a fine marzo dalla Bce e prorogato a luglio per tutto il 2020, le banche dell’eurozona iniziano a intravedere una luce in fondo al tunnel per quanto riguarda la distribuzione dei dividendi. In un’intervista al Financial Times di mercoledì 25 novembre 2020, il vice-presidente del consiglio di sorveglianza della Bce, Yves Mersch, ha aperto a una possibile revoca del blocco a partire dal 2021, alla luce dell’incertezza giuridica sull’applicabilità della misura e dell’aspettativa sul comportamento di altri paesi come il Regno Unito in merito a un ripristino dei dividendi da parte delle banche. In particolare, se gli istituti di credito dell’Eurozona saranno in grado di convincere le autorità di vigilanza di avere bilanci abbastanza solidi da sopravvivere alle ricadute economiche e finanziarie della pandemia di coronavirus, potrebbero tornare a distribuire i dividendi dall’anno prossimo.

La decisione, ha dichiarato Mersch, dipenderà totalmente “dall’approccio conservativo dei modelli interni delle banche, dall’approccio conservativo negli accantonamenti e da una solida visione della traiettoria del capitale di una banca”. Tuttavia, sottolinea il 71enne lusseburghese, che lascerà il consiglio esecutivo a dicembre, l’istituto di Francoforte dovrebbe essere “molto cauto” nel permettere che la distribuzione dei dividendi venga ripristinata “ai livelli pre- pandemia”. Questo non implica “in tutti i casi il mantenimento di un divieto generale” che causa “incertezza giuridica” poiché “abbiamo solo uno strumento esecutivo nel nostro regolamento basato su un approccio caso per caso” spiega Mersch, sottolineando come “anche in altre giurisdizioni sembra esserci uno spostamento verso un approccio caso per caso”.

“La Bce dovrebbe aggiornare la decisione sul divieto alla distribuzione dei dividendi, in vigore fino al 1° gennaio, dopo il 10 dicembre” scrivono gli analisti di Equita, secondo cui “è ragionevole attendersi un’estensione del divieto fino a marzo, quando dovrebbe esserci una maggiore stabilità dello scenario macro all’esito del quale ci attendiamo che venga autorizzata il ripristino della politiche di dividendo in modo selettivo”. Per Equita, lo scenario “più ragionevole” è quello “nel quale le banche vengano autorizzate a pagare, nel 2021, dividendi in gran parte a valere sulla generazione di utile 2020” mentre “distribuzioni di riserve sia di utili (ie gli importi accantonati nel 2019) che di capitale” sono ritenute “molto improbabili” dagli analisti.

A detta di Nicolò Nunziata strategist di Marzotto Investment House, intervistato da We Wealth sul tema, è una questione di trade-off. Da un lato, la Bce deve salvaguardare il settore bancario, duramente colpito dalla pandemia, dall’altro, è necessario ridare fiducia agli investitori sul sistema bancario, spiega Nunziata, sottolineando che il ripristino del dividendo porta alla percezione di un settore più solido da parte del mercato, in quanto evidenzia che il peggio è alle spalle. Un fattore importante soprattutto nel credito e che il regulator “non può non considerare”.

“Un’altra questione che potrebbe spingere la Bce a sentirsi più serena nel lasciare nuovamente autonomia alle banche sul dividendo – tranne casi particolari – è il fatto che mercato secondario degli npl (non performing loans, ndr) è sempre più solido e liquido. Questo aspetto, che si è visto soprattutto nei mesi più difficili in cui le banche sono state capaci di vendere asset incagliati anche a prezzi interessanti, ha permesso agli istituti di migliorare ulteriormente i propri bilanci, rappresentando un grosso paracadute” conclude lo strategist.

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