PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Banche italiane, 2021 fra capitale e npl

Banche italiane, 2021 fra capitale e npl

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

16 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Nel quarto trimestre 2020 UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Banca Mps e Bper hanno perso quasi due miliardi e mezzo di euro

  • Gli analisti ritengono che il cuscinetto di capitale delle banche italiane sarà progressivamente eroso. Due i motivi: calo della redditività e pressione sulla qualità degli attivi a causa della fine delle misure di sostegno

  • La quota maggiore di prestiti in moratoria sul totale è in Bper (19,8%). Seguono Creval (15,5%), Mps (14,9%), Popolare Sondrio (14,7%), Credem (14,6%), Banco Bpm (13,7%), Intesa Sanpaolo (9,4%), Unicredit (6%) e Mediobanca (2,9%)

I numeri bancari sull’anno appena concluso restituiscono una fotografia a due colori del tessuto creditizio italiano, fra una capitalizzazione relativamente solida e la montagna di npl in arrivo quando termineranno le misure di sostegno

Nel quarto trimestre 2020 UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Banca Mps e Bper hanno perso quasi due miliardi e mezzo di euro, 2,4 per l’esattezza. Lo riporta Morningstar con la società di rating Debrs. Lo stesso studio afferma però che le banche italiane sono riuscite a conservare un’adeguata dotazione di capitale (indice di patrimonializzazione fra il 16 e il 19 per cento), pur restando vulnerabili per quanto riguarda la qualità degli asset a causa della crisi pandemica. Su questo fronte è intervenuta la Bce, raccomandando di non distribuire dividendi e di sospendere il riacquisto azioni fino a fine settembre 2021. La regola: i pagamenti non devono eccedere il minore importo tra il 15% degli utili cumulati nel 2019 e 2020 e 20 punti base in termini di patrimonializzazione (Cet1).

Morningstar sottolinea che il livello massimo di pay-out fissato dalla Bce è piuttosto basso. E qualche banca italiana sta già escludendo i dividendi per il 2020 dal calcolo dei propri coefficienti patrimoniali.

Gli analisti però ritengono che il cuscinetto di capitale delle banche italiane sarà progressivamente eroso. Due i motivi: calo della redditività e pressione sulla qualità degli attivi a causa della fine delle misure pubbliche di sostegno temporaneo. Leggi: moratorie e prestiti garantiti dallo Stato. Si teme poi, da parte delle autorità di vigilanza bancaria, un approccio più severo alla definizione di default e di calendar provisioning.

Il criterio guida nella valutazione dei bilanci bancari deve quindi restare la cautela. Sono infatti le misure statali di sostegno alle banche imprese a ritardare la creazione di nuovi npl. Ma con il proseguire dei contagi la ripresa economica stenta ad arrivare. Perciò Morningstar stima che se anche solo il 5-10% dei prestiti sotto moratoria si trasformeranno in npl, lo stock totale di crediti deteriorati in pancia alle maggiori banche italiane potrebbe aumentare di circa il 7-14% rispetto ai 91 miliardi di fine settembre 2020.

Dai dati di settembre/ottobre 2020 emerge che la quota maggiore di prestiti in moratoria sul totale è in Bper (19,8%). Seguono Creval (15,5%), Mps (14,9%), Popolare Sondrio (14,7%), Credem (14,6%), Banco Bpm (13,7%), Intesa Sanpaolo (9,4%), Unicredit (6%) e Mediobanca (2,9%). La media è del 9,5%. Stanti questi dati, l’impatto sul capitale dovrebbe essere gestibile dalle banche italiane. Ma restano comunque rischi legati all’evoluzione della pandemia.

Gli analisti calcolano che le maggiori banche italiane (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Ubi, Mps, Bper, Mediobanca, Credem, Popolare di Sondrio e Creval) hanno pagato 18,9 miliardi di cedole tra il 2015 e il 2019 a fronte di un utile netto totale di 13,9 miliardi. Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit occupano il podio degli utili distribuiti, con 13,4 miliardi su 18,4 miliardi di utile Intesa Sanpaolo, 2,7 miliardi su 1,2 miliardi di utile Unicredit e Mediobanca 1,5 miliardi su 3,6 miliardi di utile. Banco Bpm e Mps non hanno pagato dividendi in quanto impegnati nei piani di integrazione e di ristrutturazione.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Banche"
ALTRI ARTICOLI SU "Morningstar"