PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Banca d’Italia: assicurazioni resistenti alla pandemia

Banca d’Italia: assicurazioni resistenti alla pandemia

Salva
Salva
Condividi
Redazione We Wealth
Redazione We Wealth

23 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • L’indice di solvibilità è sceso ma continua a rimanere sopra dei minimi regolamentari e allineato ai valori europei

  • Gli effetti delle turbolenze osservate sui mercati finanziari confermano che le assicurazioni italiane sono più esposte ai rischi di mercato che ai rischi tecnici assicurativi

La prima ondata di pandemia non ha stroncato le assicurazioni italiane (ed europee). A dirlo è l’ultimo report pubblicato dalla Banca d’Italia

Le assicurazioni hanno retto alla prima ondata della pandemia. A dirlo è l’ultimo report pubblicato da Banca d’Italia: “rapporto sulla stabilità finanziaria”.

E dunque, l’indice di solvibilità delle compagnie italiane, così come quello delle assicurazioni europee, continua a risentire dell’aumento dei premi per il rischio degli strumenti azionari e obbligazionari innescato dalla pandemia, nonché dell’ulteriore abbassamento della curva dei tassi di interesse privi di rischio osservato dallo scorso marzo. L’indice di solvibilità medio è sceso a giugno al 211%, dal 235 rilevato alla fine del 2019. Dato che rimane comunque ben al di sopra dei minimi regolamentari e allineato ai valori europei.

A partire dal secondo trimestre è iniziata una riduzione dello spread sui titoli pubblici rispetto al picco registrato in marzo, con l’introduzione delle misure restrittive per fare fronte all’emergenza sanitaria. “L’incremento dei corsi dei titoli obbligazionari che ne è derivato e il contenimento nella distribuzione dei dividendi delle compagnie non hanno tuttavia del tutto compensato l’effetto negativo sui fondi propri generato dal calo della curva dei tassi di interesse privi di rischio” si legge nel report. Inoltre,  se si verificasse un ulteriore abbassamento parallelo di 20 punti base della curva dei tassi di interesse privi di rischio, portandola su valori simili a quelli di agosto 2019 (i più bassi rilevati negli ultimi quattro anni), il valore dei fondi propri a copertura del requisito patrimoniale si ridurrebbe in modo contenuto.

Stano ai dati, il nuovo programma di acquisti promosso dalla Banca centrale europea, per contrastare gli effetti della pandemia, è risultato efficace nel mitigare la volatilità degli spread dei titoli governativi. La redditività sta risentendo della pandemia. Il rendimento del capitale e delle riserve per i rami vita si è sostanzialmente azzerato nel primo semestre del 2020, per effetto delle forti svalutazioni degli attivi. Anche il Roe della gestione danni è diminuito rispetto al primo semestre del 2019, benché in misura minore rispetto al comparto vita.

 

Il report mostra inoltre come nello scorso mese di giugno gli investimenti con rischio a carico delle compagnie italiane sono rimasti concentrati in titoli pubblici in misura largamente superiore rispetto alle imprese di assicurazione europee . Gli investimenti in obbligazioni private erano invece costituiti prevalentemente da titoli emessi da società estere e imprese non finanziarie. Da sottolineare come la crescita delle quotazioni dei titoli iniziata nel secondo trimestre dell’anno ha determinato l’aumento delle plusvalenze latenti nette delle compagnie. Queste in settembre hanno registrato valori superiori rispetto a quelli di fine 2019.

“Gli effetti delle turbolenze osservate sui mercati finanziari durante la prima ondata della pandemia confermano che le assicurazioni italiane sono più esposte ai rischi di mercato che ai rischi tecnici assicurativi. La componente più rilevante del rischio di mercato è rappresentata dall’esposizione alla variazione degli spread obbligazionari” conclude il report.

 

 

Redazione We Wealth
Redazione We Wealth
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Outlook e PrevisioniBankitalia