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Azioni cinesi favorite dai progressi nei negoziati

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

25 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Le valutazioni delle azioni cinesi sono scese su livelli molto bassi, con un rapporto prezzo / utili di 11, comprendendo i titoli del settore tech, e di 8 senza questi titoli

  • Il dollaro invece potrebbe indebolirsi ulteriormente

Secondo Gam, a guadagnarci dall’eventuale evoluzione nei negoziati Usa/Cina saranno le azioni cinesi, che hanno sofferto particolarmente i timori degli investitori nel 2018. Sul fronte dollaro invece bisogna fare attenzione alle mosse di Trump

A causa delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, nel 2018 è calata la fiducia degli investitori nei confronti delle azioni cinesi. Le ragioni erano ovvimamente  i possibili dannosi effetti per l’economia locale. E’ il dato di fatto da cui parte l’analisi di Jian Shi Cortesi, portfolio manager per l’azionario asiatico e cinese di Gam Investments.

I dazi Usa e le azioni cinesi

Come noto, l’amministrazione Usa ha imposto dazi doganali su quasi il 50% delle merci importate dalla Cina. La ragione era quella di compensare il deficit di parte corrente tra i due Paesi, ma anche quella di contrastare le politiche commerciali del Dragone, considerate scorrette dagli Usa.

L’analista è convinta che la guerra commerciale continuerà a essere il tema scottante che influirà sul sentiment degli investitori e sull’andamento dei mercati azionari cinesi anche nel 2019. La diffidenza degli investitori del resto li ha già tenuti alla larga dalle azioni cinesi. Le valutazioni infatti sono scese su livelli molto bassi, con un rapporto prezzo / utili di 11, comprendendo i titoli del settore Internet, e addirittura di 8 senza questi titoli.

Pertanto, eventuali progressi nei negoziati commerciali tra i due Paesi nel corso del 2019 rappresenteranno un fattore estremamente positivo per le azioni cinesi. A nostro giudizio, basterebbe che il sentiment del mercato passasse da “molto pessimista” a “meno pessimista” per assistere a un rimbalzo di tali azioni rispetto ai bassi livelli attuali.

Dalle parti del dollaro (nel 2019)

Adrian Owens, investment director obbligazioni e valute di Gam Investments si concentra invece sui destini della valuta americana, in quanto il dollaro si sta trovando a fronteggiare una sfilza di forze contrastanti. Nel breve periodo potrebbe essere favorito da

  • una crescita ancora relativamente solida,
  • differenziali dei tassi di interesse,
  • prospettive di crescita neutrali in Europa, Cina e Giappone.

Tuttavia, guardando al 2019, il differenziale di crescita tra gli Usa e il resto del mondo probabilmente si assottiglierà. Se l’economia statunitense rallentasse ancora, il deficit a stelle e strisce potrebbe iniziare a preoccupare veramente, considerata la politica fiscale spendacciona di Trump.

Del resto le dichiarazioni di quest’ultimo potrebbero avere effetti negativi sulla valuta. Non è un mistero che Donald Trump sta cercando di influenzare le politiche della Fed. quindi l’analista conclude dicendo che “non ci sorprenderebbe se iniziasse a promuovere un dollaro più debole per sostenere le esportazioni. Alla luce di tali preoccupazioni, crediamo che nel corso del 2019 ci sia il rischio di un indebolimento della moneta americana”. Con ricadute benefiche sugli asset emergenti, fra cui figura la Cina, aggiungiamo noi.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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