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Azionario 2019: la riscossa di chi ha saputo aspettare

Azionario 2019: la riscossa di chi ha saputo aspettare

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Col senno di poi, i titoli azionari sono stati a eccessivamente penalizzati dal mercato sul finire del 2018

  • Il tracollo di dicembre e il rally di gennaio hanno tracciato la “V” di… “Vittoria”?

  • Gli indici Europe STOXX 600 e Msci Emerging Markets hanno entrambi guadagnato all’incirca il 10% dai giorni natalizi. Nel complesso, chi ha pazientato si trova oggi ad aver guadagnato il 15%

Il comparto azionario da inizio anno ha registrato un vero e proprio rally. Si tratta di una gradita sorpresa per chi aveva comprato o non venduto negli ultimi giorni del 2018. Lo rileva Neuberger Berman nelle sue “Prospettive settimanali”

L’economia globale è in frenata e gli indici della produzione industriale sono in caduta quasi ovunque. Nonostante questo, l’azionario di inizio 2019 ha subito una fiammata. E chi sul finire dello scorso anno ha saputo aspettare vede ora rendimenti pari al 15%. Lo afferma senza mezzi termini Joseph V. Amato, presidente e chief investment officer – Equities,Neuberger Berman.

L’azionario inizia bene il 2019

Col senno di poi, i titoli azionari sono stati a eccessivamente penalizzati dal mercato sul finire del 2018. Quelle performance erano in fin dei conti secondo l’analista solo leggermente deludenti nell’ambito dell’intera stagione degli utili. La delusione invece oggi appare lontana agli investitori. I quali sono disposti a pagare sempre di più per azioni “che proteggono i margini o sono interessate dal minor flusso di notizie negative”.

L’economia in frenata

Secondo l’asset manager ci vorrà forse un po’ di tempo prima che gli investitori si abituino concretamente al fatto che l’economia globale stia frenando. Non siamo in recessione, ma solo in una fase matura e – più lenta – del ciclo.

I mercati a un punto di svolta

Quando i mercati si trovano in punti di inversione come quello attuale, sono prevedibili eccessi di sentiment e momentum, sia in positivo che in negativo. “Il tracollo di dicembre e il rally di gennaio hanno tracciato la ‘V’ di ‘volatilità’, ma i periodi di volatilità difficilmente durano poco”.

Lo scenario di un atterraggio morbido e il livello ragionevole delle valutazioni inducono Neuberger Berman a mantenere un orientamento ottimista sugli asset rischiosi. Ma è probabile che la volatilità continuerà a persistere, mentre l’economia e i mercati si assesteranno su prospettive di crescita più modeste. E chi a fine anno si è lasciato prendere dal panico, si è probabilmente fatto sfuggire una bella fetta dei rendimenti per il 2019.

Come è accaduto nel 2016, anche quest’anno potrebbe ancora un volta confermare che, come si suol dire, i rendimenti di lungo termine dipendono più dal sapere aspettare che non dal cogliere in timing migliore.

I rialzi

Infatti, dal periodo natalizio l’indice S&P 500 ha consoidato la sua performance di inizio anno. “Chi ha avuto il coraggio di comprare alla chiusura dei mercati la vigilia di Natale oggi si ritrova in tasca un rendimento del 15% circa, grazie ai rialzi registrati da allora in tre sessioni su quattro”. Infine, gli indici Europe STOXX 600 e Msci Emerging Markets hanno entrambi guadagnato all’incirca il 10%.

Non mi aspettavo che le nostre previsioni avrebbero avuto una conferma tanto rapida. E visto che la fine della settimana scorsa abbiamo assistito a due giornate piuttosto nervose, vale la pena ricordare che non abbiamo parlato del rialzo del nuovo anno solo in termini di dimensioni, ma ne abbiamo anche delineato i limiti.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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