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Arriva l’accordo sulla manovra e lo spread si sgonfia

17 Dicembre 2018 · Livia Caivano · 3 min

  • Obiettivo, portare il rapporto deficit/pil da 2,4 al 2,04%

  • Atteso ora il via libera dall’Europa

La manovra è attesa in Senato per il 20 o il 21 di dicembre ma l’accordo è già stato trovato. E lo spread torna a calare.

Dopo l’intesa trovata dal Governo nel vertice notturno di Palazzo Chigi e in attesa dell’ok dall’Europa, la commissione Bilancio di Palazzo Madama può finalmente iniziare i lavori sulla manovra. L’impatto della notizia sul mercato è positivo e lo spread torna a calare.

Sono ora superate le divergenze su ecobonus, reddito di cittadinza e riforma delle pensioni. Vengono così smentite le voci sulle ennesime tensioni tra Lega e 5Stelle e l’ipotesi di dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: si parla anzi di totale accordo tra Conte, i vice premier e il ministro dell’Economia Giovanni Tria sui numeri e sui contenuti della proposta da mandare a Bruxelles”.
Ma la vera notizia è che – secondo quanto riportato da diverse fonti – il governo avrebbe scovato, tra le diverse voci di bilancio, i tre miliardi necessari ad abbassare al 2,04% il rapporto deficit/Pil. Per potersi presentare all’Europa con 6,4 miliardi di disavanzo in meno.“La manovra contiene le coperture per scongiurare l’aumento dell’Iva, l’aumento delle pensioni minime e di invalidità, il superamento della Fornero con quota 100, il reddito di cittadinanza, meno tasse per le partite Iva”, ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio. Attesa, ora, la risposta della Commissione Europea: “Nelle prossime ore ci sarà la cartina di tornasole”, ricorda Matteo Salvini. “Scopriremo se a Bruxelles hanno voglia di costruire e portano rispetto o se invece prevale il pregiudizio, verso un governo dell’imprevisto”.

La manovra

Il reddito di cittadinanza, riportano fonti governative, costerà circa sei miliardi, ai quali va sommato un miliardo destinato alla riforma dei centri per l’impiego. Il totale si porta così a 7 miliardi circa. Il miliardo – per altro – negli anni successivi si ridurrà a 300 milioni, cifra necessaria al pagamento degli stipendi dei nuovi assunti. La riduzione è dovuta al fatto che la misura partirà a fine marzo e non coprirà, come inizialmente previsto, tutti i 12 mesi dell’anno.

Nel 2020 e 2021, dicono le previsioni, la misura costerà circa 8,1 miliardi.

Livia Caivano
Livia Caivano
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