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AllianzGI: congiuntura, politica monetaria e geopolitica nel 2019

AllianzGI: congiuntura, politica monetaria e geopolitica nel 2019

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’economia americana si conferma motore della crescita mondiale. La crescita di un’altra importante economia, quella del Giappone, resta invece insignificante, mentre nella zona Euro la ripresa sta perdendo slancio

  • Le rotte da tenere su azionario e obbligazionario, dalle realtà europee ed americana a quelle emergenti, passando per il Sol Levante

Nel suo primo outlook mensile dell’anno Allianz Global Investors fa il punto sulla congiuntura economica attuale, punto focale dell’andamento dei mercati nel 2019, fra politiche monetarie in mutamento e rischi geopolitici

AllianzGI sulla congiuntura economica

La preoccupazione principale nel 2019 sarà le congiuntura economica, punto. Lo afferma anche Hans-Jörg Naumer, global head of capital markets & thematic research di AllianzGI. “Avremo ancora a che fare con tre vecchie conoscenze: geopolitica, politica monetaria e congiuntura globale. I primi giorni di scambi ce lo hanno già confermato”. Così l’esordio del primo outlook mensile di Allianz Global Investors.

La geopolitica

Il contesto geopolitico resta sicuramente una fonte di incertezza. Lo anticipava del resto Christine Lagarde. La Brexit o la non Brexit si avvicina. I conti italiani continuano a destare preoccupazioni, il conflitto commerciale sino americano sta per entrare in una nuova fase. In sostanza, la volatilità continuerà a farla da padrona sui mercati.

Congiuntura

Non è una novità che in termini congiunturali si è nella fase avanzata del ciclo. L’inflazione core è tendente al rialzo. Inoltre, con i segnali di generale indebolimento dell’economia si stanno osservando variabilità a livello geografico. L’economia americana si conferma però motore della crescita mondiale. La crescita di un’altra importante economia, quella del Giappone, resta invece insignificante, mentre nella zona Euro la ripresa sta perdendo slancio.

Politica monetaria

La Fed

La Federal Reserve dovrebbe continuare ad alzare i tassi di interesse, probabilmente in modo più regolare di quanto previsto dal mercato monetario. Quest’ultimo per il nuovo anno sembra addirittura non scontare alcun inasprimento.

La Bce

“Quanto alla Banca Centrale Europea, ci si aspetta un primo rialzo dei tassi. Una simile mossa proverebbe che l’istituto è sufficientemente positivo da proseguire nel percorso di uscita dalla modalità crisi”.

La Bank of Japan

Al contrario, la Bank of Japan (BoJ) dovrebbe mantenere la linea attendista.

L’azionario e la congiuntura economica

Sembrerebbe dunque che l’economia vada verso un’altra fase di incertezza sui mercati. Sarà quindi importante secondo l’analista continuare ad affidarsi alla gestione attiva. “Una buona notizia comunque è che, dopo la correzione delle quotazioni, le valutazioni azionarie sono migliorate”.

Azioni Europa

Il tasso di crescita economica dell’area Euro sta rallentando, senza ancora nessun segnale di raggiungimento di un punto di svolta. Tale tendenza emerge anche dall’indice dei responsabili degli acquisti (il Pmi), che è fortemente correlato con il Pil e continua a scendere.

L’economia britannica attraversa già da tempo una fase di rallentamento strutturale. Nel terzo trimestre il Pil è comunque salito dello 0,6%, con un tasso di crescita annua moderato pari all’1,5%. La Brexit si conferma una fonte di costante incertezza che peserà sull’economia britannica anche nei prossimi mesi.

Azionario Usa

Nonostante la crescita del Pil nel terzo trimestre sia ancora solida, i dati sulla costituzione di scorte tuttavia impattano sulle previsioni per i prossimi trimestri. Il mercato del lavoro dovrebbe continuare a sostenere i consumi. La dinamica degli utili aziendali e il quadro congiunturale risultano inoltre migliori rispetto a quelli di altre aree geografiche. L’andamento degli utili dovrebbe tuttavia aver superato il picco.

Azioni Emergenti

Come analizzato approfonditamente da McKinsey, il tasso di espansione della Cina potrebbe perdere ulteriore slancio nei prossimi mesi. Nuove restrizioni alla concessione di crediti e le attuali tensioni commerciali alimentano i rischi al ribasso. Se necessario, il governo potrebbe ricorrere a misure di politica fiscale. I mercati azionari emergenti essenzialmente risentono del rafforzamento del dollaro, della guerra dei dazi e dei rischi specifici legati ai singoli Paesi. Anche la lenta decelerazione dello slancio economico nei Paesi avanzati non aiuta. Nel breve periodo, un fattore di stabilizzazione potrebbe essere rappresentato dall’andamento della valuta statunitense.

Azioni Giappone

Cosa purtroppo comune nel Sol Levante, nel terzo trimestre del 2018 la congiuntura economica ha risentito delle catastrofi naturali. Ha ceduto così lo 0,3% e ha portato il tasso di crescita annua del Pil a un innocuo 0,4%, dal precedente 1,4%. Nell’ultimo trimestre dell’anno si attende però un parziale recupero. A prescindere dalla dinamica positiva dei prezzi al consumo, sembra ancora troppo presto per parlare di un miglioramento sostenibile dell’inflazione giapponese, poiché le prospettive per il tasso core restano contenute. La Bank of Japan (BoJ) potrebbe pertanto confermare la politica monetaria molto accomodante, soprattutto per ancorare le attese inflazionistiche in vista del prossimo aumento dell’Iva ad ottobre 2019. Gli investimenti limitati delle aziende giapponesi influiscono negativamente sulle previsioni di crescita a medio termine. La bilancia delle partite correnti è però sostenuta da uno Yen relativamente debole.

Congiuntura economica e obbligazioni

Europee

Data l’attuale congiuntura economica, politica monetaria e reflazione in atto, i rendimenti dei governativi dell’Eurozona (i cosiddetti Paesi core) dovrebbero registrare un moderato incremento. Le obbligazioni governative dei Paesi periferici dal canto loro dovrebbero esere inlfuenzate dai rischi politici, si pensi alla tregua solo temporanea fra Italia e Commissione.

Internazionali

Data la congiuntura economica in corso, il rialzo ciclico dei rendimenti dei titoli governativi Usa dovuto alla modifica di politica monetaria, politica fiscale più espansiva e a valutazioni ambiziose dovrebbe proseguire. Dovrebbe continuare il trend di appiattimento della curva dei rendimenti statunitense. Il mercato monetario Usa non sembra scontare adeguatamente le attese di rialzo dei tassi. In Giappone, i rendimenti dovrebbero mantenersi modesti.

Emergenti

  • il maggiore indebitamento,
  • il minore potenziale di crescita in molti Paesi emergenti e
  • le tendenze protezionistiche negli USA,

Sono tutti fattori strutturali che hanno determinato un peggioramento delle prospettive di lungo periodo dei titoli governativi delle aree emergenti. L’asset class risente inoltre dei rischi specifici dei singoli Paesi (ad esempio Turchia, Argentina e Brasile) e delle attese di una politica monetaria più restrittiva negli Usa nel medio periodo.

Societarie (sia investment grade che high yield)

C’è un elemento preoccupante: le probabilità di insolvenza implicite nelle quotazioni dei titoli corporate statunitensi sono decisamente superiori alla media dei tassi di default registrati in passato. Però, stando all’analisi, le stesse probabilità appaiono ancora sopravvalutate. Altri indicatori invece segnano valutazioni ancora eque per le obbligazioni societarie di alta qualità (Ig) in euro e valutazioni ambiziose per i titoli high yield sempre in euro, conclude AllianzGI.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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