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Allianz GI, nel 2020 crescita globale in lento rallentamento

Allianz GI, nel 2020 crescita globale in lento rallentamento

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Francesca Conti
Francesca Conti

21 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Per Allianz GI il 2020 sarà caratterizzato da “una crescita globale attenuata, un rallentamento dell’economia statunitense e un’incertezza” sul lato politica globale e monetaria

  • Secondo Allianz GI “la crescita economica globale sarà opaca, guidata soprattutto dal rallentamento della Cina”

  • Nel 2020 “tutti gli occhi saranno puntati sulle elezioni presidenziali statunitensi”, il cui esito “avrà importanti conseguenze per i mercati e la politica degli Stati Uniti per il prossimo decennio”

Il 2020 sarà un anno difficile, caratterizzato da una crescita globale molto debole. Parola di Allianz GI, che ha pubblicato il proprio outlook per il prossimo anno. Tra i fattori da non perdere di vista, sicuramente le elezioni Usa, Brexit, la risoluzione delle tensioni commerciali, l’azione delle banche centrali e i nuovi megatrend

Una pioggia lenta e continua. Se la view di Allianz Global Investors per il 2020 si potesse riassumere in un’immagine sarebbe probabilmente quella di un flebile temporale estivo. “Pensiamo che il 2020 sarà caratterizzato da una crescita globale attenuata, un rallentamento dell’economia statunitense e un’incertezza continua su come la politica monetaria e la politica movimenteranno i mercati”, spiega Neil Dwane, global strategist di Allianz GI.

Per il mondo il 2020 si prospetta come un anno difficile. “A livello globale stiamo andando incontro a due strade. La prima è quella della de-globalizzazione, lo abbiamo visto in Cina e Usa con le politiche protezionistiche. La seconda è invece quella regolamentazioni sempre più stringente: pensiamo all’Europa e al Gdpr. Cosa succederebbe se nel futuro società forti come Amazon o Facebook dovessero pagare per ricevere i dati degli utenti?”, si chiede Dwane presentando la view di Allianz GI durante una conferenza stampa a Milano.

Una crescita lenta e opaca

Secondo gli strategist di Allianz GI, “la crescita economica globale sarà opaca, guidata soprattutto dal rallentamento della Cina”. Un rallentamento che “sta creando problemi legati alla domanda per i principali paesi esportatori come Germania, Giappone e Corea del Sud, che sperano che le tensioni commerciali si stabilizzino”, sottolinea Dwane. Per lo strategist il mondo sarebbe già polarizzato in due sistemi, quello americano e quello cinese, all’interno di una “guerra fredda tecnologica”.

Occhi puntati sulla politica Usa

A proposito di politica e risvolti sull’economia globale, nel 2020 “tutti gli occhi saranno puntati sulle elezioni presidenziali statunitensi del 2020, il cui esito avrà importanti conseguenze per i mercati e la politica degli Stati Uniti per il prossimo decennio”, continua Dwane. Ma per Allianz GI “l’economia americana cadrà in una recessione entro la fine del 2020, forse proprio mentre gli elettori si stanno dirigendo alle urne”.

Secondo lo strategist “se Trump sopravvive all’imminente impeachment e vince la rielezione, ci aspettiamo lo status quo per i mercati. Se i democratici vincono la presidenza, stimiamo che le valutazioni e i guadagni diminuiranno, dato che alcune delle politiche dei loro principali candidati riguardano specificamente la redditività e la tassazione delle imprese”.

Il ruolo delle banche centrali

Per Allianz GI “le banche centrali continueranno a utilizzare le leve politiche a loro disposizione per cercare di innescare la crescita economica”, ma potrebbero avere ancora poco spazio di manovra e offrire “ulteriori stimoli con effetti limitati”. Quello che invece potrebbe essere necessaria è “una maggiore spesa fiscale da parte dei governi”.

Il fronte Brexit

Secondo Dwane, “Brexit ha traumatizzato il paese e l’economia” del Regno Unito. Il paese è ancora diviso a metà tra chi vuole seguire la strada del “leave” e chi vuole restare nell’Unione. Intanto, sottolinea lo strategist “l’economia Uk sta morendo di ‘incertezza’”. La sterlina riesce però a dare delle indicazioni rispetto a cosa gli investitori si aspettano dai negoziati. “Una risoluzione del dramma di Brexit può essere positiva non solo per gli investitori europei, ma anche per quelli che hanno evitato la regione nella lunga fase di incertezza”, prosegue il manager.

Al contrario, “ulteriori ritardi” probabilmente “danneggerebbero l’economia del Regno Unito e renderebbero la sterlina britannica più debole e più instabile. Tale danno economico avrebbe ripercussioni soprattutto sui maggiori Paesi esportatori, come la Germania e il suo settore automobilistico”, prosegue Dwane.

“Ma se il Regno Unito risolverà la Brexit nel 2020, i mercati del Regno Unito potrebbero rimbalzare rilasciando gli investimenti repressi”, chiarisce il manager. Un esito che potrebbe “essere positivo per il sentiment internazionale relativo agli asset europei in generale”.

2020, le opportunità da non perdere

Il quadro dipinto da Allianz GI per il prossimo anno non è sicuramente tra i più floridi. Ma ci sono alcune opportunità da non lasciarsi scappare. “La prima – spiega Dwane – è la sostenibilità. Molte ocietà e investitori devono ancora essere educati alla sostenibilità. Sappiamo tutti come gli individui possono fare di più per cambiare il mondo. E gli asset manager attivi, in particolare, possono modellare il futuro della sostenibilità, attraverso tante modalità di investimento, dall’energia pulita alle infrastrutture ecc”.

Il piano del presidente Xi Jinping per la Cina del 2025 è quello di basarsi su tre pilatri: crescita, stabilità e riforme. Per questo l’attenzione degli investitori può concentrarsi anche nel 2020 verso l’economia del Paese, anche se non si realizzerà una crescita stellare, ma stabile. Un occhio di riguardo – sottolinea Allianz GI – dovrà essere dato ai nuovi megatrends, che diventeranno temi di investimento: urbanizzazione, tecnologia, scarsità di risorse, sostenibilità, demografia e pet economy, un tema che con l’incremento del potere d’acquisto dei Millennials sta esplodendo.

Francesca Conti
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