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Agenzie digitali: ruolo chiave in economia italiana

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Redazione We Wealth
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24 Settembre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Ricerca Prometeia-UNA: il valore aggiunto delle agenzie digitali nell’economia italiana è pari all’ 1,7% del pil

  • “Ogni euro di valore aggiunto creato dalle agenzie digitali genera in media 2.1 € addizionali nell’economia”

  • Alessandra Lanza (Prometeia): è fondamentale mantenere la massima attenzione su tutte le realtà digital perché da queste dipenderà una buona parte della crescita nel futuro

Con 27.6 miliardi di euro di valore aggiunto, le agenzie digitali valgono l’1,7% del Pil italiano

Nel complesso, il valore aggiunto delle agenzie digitali nell’economia italiana è pari a 27,6 miliardi di euro, una cifra che equivale all’ 1,7% del pil (0,7% se si guarda alle attività strettamente digitali). A svelarlo è una ricerca condotta da Prometeia e UNA, in collaborazione con Google.

Lo studio definisce le agenzie digitali come “tutte quelle imprese che offrono almeno un servizio nell’area web e tecnologie digitali con lo scopo di soddisfare le mutevoli esigenze delle imprese clienti nello sviluppo e implementazione di strategie di marketing/comunicazione/vendita”. In particolare tra aree di offerta maggiormente presidiate, spiccano il web (86%), il marketing/comunicazione (64%) e i social media (56%).

Un segmento in ascesa

Guardando ai numeri del mercato, quello delle agenzie digitali (che sono circa 28mila in Italia) è un segmento in forte sviluppo, con fatturato che attualmente supera i 21 miliardi e dal 2010 cresce mediamente di quasi il 5% l’anno. Le attività digital di queste imprese rappresentano in media quasi il 40% del loro fatturato, per un controvalore di circa 8 miliardi di euro. “Nonostante una flessione dei ricavi attesa per il 2020, la componente digitale del fatturato rappresenta un importante driver di crescita per il prossimo biennio in cui si prevede un incremento sostenuto” sottolinea lo studio. In termini di occupazione – precisa il report – il settore (che conta oltre 156 mila addetti) conta il 30% di occupati under 35 e il 42% di donne impiegate, rispettivamente il 50% e 7,6% in più rispetto alla media italiana.

Una leva per la crescita

“Ogni euro di valore aggiunto creato dalle agenzie digitali genera in media 2.1 € addizionali nell’economia” e “10 occupati nelle agenzie digitali sostengono in media ulteriori 20 occupati addizionali nell’economia” sottolinea lo studio, evidenziando che “un incremento della spesa in servizi digital media del 10% – nel prossimo triennio – produrrebbe una crescita cumulata del prodotto potenziale di oltre 9 miliardi di valore aggiunto”. Inoltre, i benefici generati dal comparto – si legge nella ricerca – si riflettono in una maggiore competitività delle aziende clienti, che passa dall’innovazione e da un rafforzamento del brand. A questo si aggiunge la facoltà di sostenere la presenza internazionale delle imprese favorendo le esportazioni.

Un’importante opportunità da cogliere (e comprendere) per restare competitivi

Alla luce del ruolo chiave del digitale come driver per l’innovazione, la competitività e l’occupazione dell’economia italiana, diventa quindi fondamentale saper cogliere e comprendere le opportunità legate alla digital transformation. “Ci sono aziende che ancora ad oggi decidono di non investire nel digitale, forse bloccate della mancanza di una corretta conoscenza del settore” evidenzia Emanuele Nenna, Presidente UNA. A detta dello studio, un’adeguata rappresentazione dei vantaggi degli investimenti digital potrebbe contribuire ad allineare la percezione costi/benefici presso le imprese utilizzatrici. “La fase di ripresa post Covid rappresenta un’occasione unica per compiere quel ‘salto digitale’ che possa portare l’Italia insieme all’Europa sulla frontiera hi tech, il terreno sul quale, nel futuro prossimo, si giocherà la sfida mondiale sulla competitività” afferma Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia, sottolineando che “è quindi fondamentale mantenere la massima attenzione su tutte le realtà digital perché da queste dipenderà una buona parte della crescita nel futuro”.

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