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Abi, Patuelli: proteggere i campioni nazionali dai pirati

Abi, Patuelli: proteggere i campioni nazionali dai pirati

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

01 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Una “pioggia di meteoriti”. Così dipinge l’emergenza epocale da coronavirus il presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli

  • Il mercato non è tutto bellezza e ordine, bisogna difenderci dalle incursioni dei pirati

  • L’Italia negli ultimi decenni è stata il paese più aperto a capitali di ogni provenienza. Oggi, bisogna temperare questo atteggiamento, guardando a “esempi di maggior prudenza” come quelli della Francia

  • Va in ogni caso ripensata la questione dello sfrenato regionalismo che ci affligge da vent’anni a questa parte. Rileggendo l’articolo 117 della Costituzione così come riformulato all’inizio di questo secolo, si evince “il meteorite” non è di competenza statale, ma regionale

Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli mette in guardia “dall’incursione dei pirati” nel mare delle nostre aziende quando l’emergenza sarà terminata. Lancia poi un sasso ancora più grande nello stagno: ripensare “lo sfrenato regionalismo”

Non un meteorite, ma una “pioggia di meteoriti”. Così dipinge l’emergenza epocale da coronavirus il presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli, in un’intervista a Radio24 nella mattina del 1° aprile 2020.

Patuelli (Abi): garantire liquidità alle imprese

Previsioni al momento non è possibile farne, è solo possibile lavorare: cosa che si sta facendo. È difficile poter avere certezze previsionali per i mesi prossimi perché tutto dipende dalla durata del virus. “Sono prudente sulle previsioni, ma sono molto più impegnato sulle soluzioni”. Oltre alle misure messe in campo dal governo, c’è l’azione delle banche. Queste ultime secondo Patuelli “stanno facendo un lavoro straordinario. Siamo stati i primi a mettere in piedi le moratorie per le Pmi e siamo reduci da una serie di riunioni per fare in modo che le banche anticipino le casse integrazioni”.

In particolare, per le imprese italiane sarebbe molto utile un intervento dello Stato in aumento delle garanzie per favorire i flussi della nuova liquidità. Patuelli auspica che queste garanzie siano rafforzate nel decreto di aprile in quanto danno sostegno e prospettive alle imprese.

Il mercato non è tutto bellezza e ordine: “Attenzione alle incursioni dei pirati”

In un’intervista a Famiglia Cristiana del 25 marzo 2020, Giuseppe Conte diceva di stare “studiando dettagliatamente il provvedimento dello scudo del golden power [sistema che consente allo Stato l’esercizio di poteri speciali con riguardo a tutte le società ritenute strategiche. Fra queste: energia, trasporti, telecomunicazioni, 5G, ndr]” per difendere gli asset strategici del Paese. L’idea del governo di modificare il golden power per proteggere i campioni nazionali, è giusta, afferma Patuelli.

Il presidente Abi si spinge a dire che “il mercato non è tutto bellezza e ordine” e che bisogna “salvare i nostri campioni nazionali dalle incursioni dei pirati”. Fra le imprese da salvare, banche e assicurazioni. Ci deve “essere attenzione a questo settore innanzitutto perché ci sono grandi capitali malavitosi estero-vestiti, capitali di paesi dittatoriali che possono fare incursioni di grande facilità”.

L’Italia negli ultimi decenni è stata il paese più aperto a capitali di ogni provenienza. Oggi, bisogna temperare questo atteggiamento, guardando a “esempi di maggior prudenza” come quelli della Francia.

Ripensare “lo sfrenato regionalismo”

Non è tutto. Patuelli richiede un potenziamento degli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, l’Italia è indietro. Ma non è questo l’unico campo di gioco per la ripresa. Nel “condominio inevitabile” dell’Europa, la prima concorrenza è fra le leggi. Chi ha normative di difficile applicazione è più penalizzato rispetto a paesi con norme più snelle e agevoli.

Per quanto riguarda la ricerca scientifica, seppur a macchia di leopardo in Italia esistono strutture di eccellenza. “Vi sono poi l’ingegno, le intelligenze, le fantasie italiane, che hanno sempre brillato”. Va in ogni caso ripensato “lo sfrenato regionalismo che stiamo vivendo da vent’anni, ovverossia dalla riforma del titolo V”. Se si rilegge l’articolo 117 della Costituzione, si vede come il “meteorite” non è contemplato fra le responsabilità esplicite dello Stato, e in quanto tale sarebbe di competenza delle regioni. Sarebbe bene avere la consapevolezza che certe norme costituzionali fatte con una certa frettolosità dovranno essere ripensate alla luce di questa esperienza traumatica.

Teresa Scarale
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